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Catania - E ora anche la Provincia trema: la Gdf indaga sulle spese allegre
di Desirée Miranda

Ipotesi di abuso della legge regionale che consente il rimborso al datore di lavoro per l’assenza dal servizio. Nel 2011 l’Amministrazione per le spese del Consiglio ha sborsato ben 480 mila euro

Tags: Catania



CATANIA - Blitz degli uomini della Guardia di Finanza negli uffici della Provincia regionale la scorsa settimana. Le indagini, avviate per conto della Procura della Repubblica di Catania e ancora in corso, riguardano i rimborsi spese di nove consiglieri di vari schieramenti politici, tra cui anche il presidente del Consiglio provinciale Giovanni Leonardi che ha il doppio incarico.
“Sono sicuro di avere operato in coscienza e secondo le norme di legge e ho anche usato soltanto la metà circa dei fondi a mia disposizione – afferma Leonardi -. È tutto a disposizione delle Procura e auspico che questa situazione si risolva in tempi brevi”.

Due i filoni di inchiesta come spiega lo stesso presidente del Consiglio provinciale. Uno riguarda i rimborsi ai gruppi consiliari che non sarebbero stati utilizzati nel modo opportuno, inchiesta che fa seguito a quella inerente lo scandalo dei rimborsi nella regione Lazio e che continua con altre indagini in altre province e regioni italiane. L’altro i rimborsi che dalla Provincia di Catania vengono effettuati a i datori di lavoro privati per l’assenza dal servizio, per esempio, per la partecipazione alle sedute del Consiglio.

Sotto la lente d’ingrandimento le missioni e le spese varie come quelle per messaggi telefonici, biglietti di auguri, agende personalizzate, l’acquisto di spazi redazionali su giornali o tv locali e altro ancora negli anni 2010 e 2011. I fondi stanziati dall’amministrazione per le spese del Consiglio nel 2010 sono di 400 mila euro, mentre nel 2011 sono di 480 mila euro.
“Sono un po’ di più perché nell’anno precedente non sono stati spesi tutti e quindi sono stati stanziati per il 2011”, spiega Giovanni Leonardi. Nello specifico poi sono 40 mila gli euro per la Presidenza nel 2010 e 48 mila euro nel 2011. I soldi destinanti ai gruppi consiliari e alle Commissioni sono 288 mila euro nel 2011.

“Le spese sono regolate dal regolamento del Consiglio per tipologia e scopo di spesa”, afferma ancora il massimo rappresentante del civico consesso. E se autorizzare le missioni per scopo istituzionali è compito dello stesso presidente del Consiglio provinciale, altri tipologie di rimborso passano direttamente dagli uffici competenti.

“I viaggi che ho autorizzato sono sempre stati per motivi istituzionali e si è sempre cercato di non eccedere nelle spese seppure non c’è un tetto massimo per ogni missione, ma solo nel budget di ogni gruppo”, ammette. Sì perché a differenza del resto d’Italia alla Provincia di Catania non è mai stata emanata nessuna delibera in merito. Cinquantasei sono i viaggi dei nove consiglieri di cui 20 solo di Giovanni Leonardi.

“Oltre a essere presidente del Consiglio, sono anche membro dell’Upi (Unione province italiane)e dell’Urps (Unione regionale province siciliane) e quindi ho fatto diversi viaggi, che comunque sono pochi rispetto a tutti gli eventi istituzionali a cui ero stato invitato” si giustifica Leonardi.

L’altro filone delle indagini riguarda invece il rimborso al datore di lavoro privato per l’assenza dal servizio. Secondo legge regionale, gli oneri per i permessi retribuiti dei lavoratori dipendenti da privati sono a carico dell'ente presso il quale gli stessi lavoratori esercitano le funzioni pubbliche, ma a quanto pare ci sarebbero degli eccessi nell’utilizzo di questa norma e i rimborsi negli anni sarebbero lievitati. Magari qualche furbetto si è fatto assumere dall’amico che ha uno studio o una ditta privata al solo scopo di intascare una certa somma ogni mese? Sono una decina di consiglieri dipendenti di privati e i loro rimborsi vanno dai tre mila euro ai sei mila e cinquecento. Le indagini proseguono.

Articolo pubblicato il 09 ottobre 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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