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Quotidiano di Sicilia

“Caro benzina”, Regione responsabile
di Antonio Leo

Pitruzzella (Antitrust) il 10 aprile scorso: “La concorrenza in Sicilia non esiste, rimuovere la legge regionale 1034/1970”. La Giunta è rimasta inerte: senza accise regionali il prezzo è il più alto d’Italia



PALERMO – Non bastavano le tasse elevate e i servizi inesistenti a vessare le esangui famiglie siciliane. Non bastavano, per gli imprenditori, le carenti infrastrutture che non permettono loro di essere competitivi con il resto d’Italia. Non bastava a tantissimi cittadini che vivono in quell’inferno in terra, che è il Triangolo della Morte (Melilli-Priolo-Augusta), morire tra i veleni per un tozzo di pane.
No, non bastava. Gli abitanti dell’Isola, infatti, a fronte di una capacità di raffinazione pari a oltre 40 milioni di tonnellate (il 40% dell’intera capacità italiana), non hanno alcuna agevolazione sul prezzo della benzina. Anzi, talvolta la pagano più salata di quanto sia al di là dello Stretto. “Cornuti e vastuniati”, si direbbe da Catania a Palermo. Il danno e la beffa, per chi avesse scarsa confidenza con il dialetto siculo. L’Antitrust, interpellata dalla stessa Regione, ha raccomandato di rimuovere le norme di 40 anni fa, ma tutto tace. (continua)

Articolo pubblicato il 10 ottobre 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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