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Catania - Bilancio previsionale in alto mare e mancano 20 giorni e 80 mln di euro
di Melania Tanteri

Accuse dall’opposizione che denuncia le questioni delle mancate riscossioni e dei debiti fuori bilancio. Il 31 ottobre scade il termine per presentare il documento di programmazione

Tags: Catania, Bilancio



CATANIA - I conti non tornano a Catania. Nuove nubi si sono addensate, infatti, sui conti di Palazzo degli Elefanti e, in particolare, sul Bilancio di previsione per il 2012, il documento di programmazione economico e finanziaria del Comune di Catania, ancora lontano dall’essere approvato, nonostante la scadenza del 31 ottobre.

Ad avanzare perplessità e preoccupazioni sullo stato di salute delle casse comunali, dopo la Corte dei Conti e il Collegio dei revisori (che sul conto consuntivo per il 2011 hanno dato parere negativo), infatti, anche i rappresentanti dell’opposizione, gli esponenti del Partito Democratico e il consigliere comunale Francesco Navarria, presidente della Commissione partecipate, che da mesi chiedono lumi sulle finanze del Comune, non nascondendo forti preoccupazioni per un nuovo rischio dissesto, e che ora sono tornati a chiedere al sindaco di fare chiarezza e di illustrare il modo in cui l’Amministrazione intenda fare fronte agli obblighi di legge.

“Siamo seriamente preoccupati – hanno spiegato -. Vogliamo sapere come il sindaco intenda far fronte all’accantonamento di circa 40 milioni di euro per crediti di difficile riscossione, previsto dalla legge sulla spending review, e come intende coprire i 41 milioni di debiti fuori bilancio”.

Secondo i rappresentanti dell’opposizione, infatti, sarebbero ben 80 i milioni che bisognerà trovare per chiudere il Bilancio di previsione 2012 cosa che la Giunta, invece, non avrebbe previsto, esitando il documento di programmazione.
“Il bilancio depositato dalla giunta Stancanelli – ha evidenziato il capogruppo del PD, Saro D’Agata - non tiene conto delle nuovo disposizioni di legge (DL del 6 luglio 2012, art. 17 comma 6, convertito in legge il 7 agosto) che impongono di creare un fondo di svalutazione crediti pari al 25 per cento dei residui attivi (i crediti vantati dal Comune) che abbiano una anzianità di oltre 5 anni. Secondo i nostri calcoli – ha aggiunto - si tratta di accantonare circa 40 milioni di euro, ai quali bisogna aggiungere i 41 milioni di debiti fuori bilancio, certificati dalla stessa Amministrazione, che si riferiscono a impegni di spesa presi allegramente e senza copertura negli ultimi dieci anni”.

Una situazione “drammatica”, per D’Agata, quella delle finanze comunali, che starebbe già creando gravi conseguenze, come il mancato pagamento delle cooperative sociali.
“Chiediamo a Stancanelli di ritirare il bilancio di previsione 2012 – ha proseguito - rimodulandolo. Il tempo stringe”.
Il documento, infatti, deve essere approvato entro la fine del mese in corso eppure, hanno denunciato i consiglieri comunali, mancherebbero ancora alcuni atti.

“Mancano i documenti da approvare e i necessari pareri dei revisori – ha spiegato Pippo Castorina -. Avremmo anche dovuto votare entro il 30 settembre gli equilibri di bilancio ma l’Amministrazione ci deve ancora dire come coprirà i debiti fuori bilancio”.
Non così per l’amministrazione che, per bocca del vicesindaco e assessore al Bilancio, Roberto Bonaccorsi, ha chiarito alcuni aspetti.

“Il bilancio di previsione del 2012 è stato approvato dalla Giunta a giugno– ha detto - e, quella proposta, ovviamente, non poteva tener conto delle disposizioni previste dalla nuova legge sulla revisione della spesa”. Una circostanza sopravvenuta, dunque, per risolvere la quale gli uffici della ragioneria starebbero lavorando.
“Entro pochissimi giorni – ha concluso Bonaccorsi - sarà presa una decisione in proposito, avendo a cura ciò che è meglio per l’oggi e il domani del Comune e dunque dei cittadini”.

Articolo pubblicato il 10 ottobre 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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