Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia Ŕ su Twitterrss qds
Quotidiano di Sicilia
Il QdS sul tuo smartphone
Scegli la tua app

Dai militari della GdF delle note ai gruppi Ars
di Raffaella Pessina

Nel frattempo la Confartigianato decide di non appoggiare nessun candidato. Da verificare i movimenti bancari ma anche le finalità

Tags: Ars, Francesco Cascio



PALERMO - Ancora una volta i militari della Guardia di finanza hanno varcato il portone di Palazzo dei Normanni per acquisire nuova documentazione. Ieri mattina infatti la Gdf si è recata nella sede dell’Assemblea regionale siciliana nell’ufficio del presidente Francesco Cascio. La visita delle Fiamme Gialle era stata precedentemente concordata con gli uffici dell’Ars per acquisire altri documenti nell’ambito dell’inchiesta sulle spese dei gruppi parlamentari, in aggiunta a quelli già prelevati dai finanzieri e a quelli che lo stesso Cascio aveva consegnato al procuratore aggiunto Leonardo Agueci, titolare dell’inchiesta.
Ieri mattina in particolare i militari hanno chiesto gli incartamenti che riguardano i trasferimenti  da parte dell’amministrazione di Palazzo dei Normanni ai gruppi parlamentari.

È stato il presidente dell’Ars Francesco Cascio a ricevere i militari della Gdf insieme con il capo di gabinetto, Paolo Modica, e il capo dell’ufficio Affari legali, Angela Murana. Cascio sull’accaduto non ha voluto rilasciare alcuna dichiarazione, ma ha voluto diramare una nota nella quale si legge che l’’incontro si inserisce “nell’ambito della collaborazione istituzionale già avviata con la Procura della Repubblica di Palermo circa l’indagine sulle spese dei gruppi parlamentari”. Nella stessa nota, Cascio afferma di aver “ricevuto la Guardia di finanza per rinnovare la piena disponibilità e collaborazione degli uffici per ogni esigenza attinente le competenze dell’Ars in materia di trasferimenti di riserve ai gruppi parlamentari, in linea con quanto avevo già concordato con il procuratore Agueci”.

Dopo aver incontrato il presidente dell’Ars Cascio, i militari si sono recati in ciascuna delle sedi dei gruppi all’Ars, lasciando al personale alcune note. I gruppi, come ha specificato il Presidente Cascio, gestiscono in maniera autonoma i contributi che ricevono dal Parlamento, fondi che vengono affidati al capogruppo che ha potere deicsionale sull’utilizzo degli stessi, per pagare il personale in forze al gruppo e per l’attività politica in generale, senza obbligo di rendicontazione. Tra gli obiettivi delle Fiamme gialle, quindi, vi sono non solo la verifica dei movimenti bancari del conto corrente intestato al gruppo, ma anche la ricostruzione delle modalità e finalità di spesa dei soldi pubblici assegnati a ciascun gruppo parlamentare.

E a proposito di spese giova ricordare che il Governo nazionale ha messo a punto un decreto per la riduzione delle spese in politica delle regioni. Tale documento è stato illustrato alla Conferenza delle regioni lo scorso 3 ottobre e rispecchia quanto le regioni stesse avevano concordato nelle riunioni del 26 e 27 settembre per il raggiungimento degli obiettivi di riduzione della spesa e che prevedono tagli ben superiori a quelli presentati nelle scorse settimane dal Presidente Cascio per l’Assemblea Regionale. è pur sempre vero che la Sicilia è regione a statuto speciale e le leggi di riduzione della spesa le ha adottate, negli ultimi due anni stralciando di diritto alcuni articoli, mantenendo così le cifre elevate che oggi leggiamo nel bilancio di previsione 2012 di 170 milioni di euro. E mentre le altre regioni, dopo l’emanazione del Decreto del governo nazionale, che comprenderà anche la riduzione del numero dei consiglieri regionali, dovranno adeguare gli statuti entro il mese di dicembre di quest’anno, la Sicilia potrà tranquillamente adeguarsi solo alla legislatura che seguirà la prossima.

 Infine, parlando di elezioni, si registra la decisione di Confartigianato di non sostenere alcun candidato alle prossime elezioni regionali perché “il mondo dell’artigianato – è scritto in una nota – si sente inascoltato dalla classe politica”. La protesta nasce dal blocco della Crias (Cassa regionale per il credito alle imprese artigiane) che è stata commissariata e con i fondi bloccati e perché 200 milioni di euro destinati alle piccole imprese e che sono invece stati riservati alla Formazione e ai Forestali.

Articolo pubblicato il 10 ottobre 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


comments powered by Disqus

´╗┐