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Quotidiano di Sicilia

Vicenda Wind Jet, impossibile la ripresa dei voli
di Giuliana Gambuzza

La compagnia ha annunciato la ripresa dei voli a dicembre, ma l’Enac non ha ricevuto alcuna richiesta. E intanto l’Irfis-FinSicilia si defila sulla sua partecipazione al progetto di rilancio

Tags: Windjet, Enac, Alitalia



CATANIA - Resta incerto il futuro di Wind Jet. Nonostante i proclami seguiti all’incontro di metà settembre al Ministero dello sviluppo economico, sorgono perplessità sulla data e sulle condizioni del rilancio.

La compagnia catanese ha annunciato che tornerà a volare già il 5 dicembre, lo stesso giorno in cui l’aeroporto Fontanarossa del capoluogo etneo riaprirà dopo i lavori di manutenzione. Secondo le indiscrezioni trapelate il nome della newco sarà Aero Linee Siciliane e al marchio di sempre (quello con la caratteristica ‘W’ stilizzata sulla coda dell’aereo) si affiancheranno nuovi colori sociali, il bianco, il rosso e l’azzurro. Restyling a parte, i primi quattro Airbus per le rotte nazionali dovrebbero essere disponibili da subito, anche se l’intenzione resta quella di allargare la flotta e aumentare le destinazioni.

Il progetto potrebbe partire grazie a una licenza provvisoria concessa dall’Enac in deroga alla sospensione della licenza del 12 agosto scorso. Peccato che sul tavolo dell’Ente non sia ancora arrivata la richiesta per la ripresa delle operazioni e per il rilascio delle autorizzazioni necessarie.

“Qualora Wind Jet – scrive l’Enac in una nota – presentasse una domanda per la ripresa delle operazioni o per la costituzione di una nuova compagnia, l’Enac effettuerà le verifiche approfondite previste dai Regolamenti europei sulla sussistenza dei requisiti economico-finanziari e tecnico-operativi a garanzia della sostenibilità del vettore”.

Il riferimento è al regolamento dell’Unione Europea 2407/92 che, all’articolo 5, fissa i requisiti per ottenere il permesso all’esercizio dell’attività. Ogni vettore che nasce deve dimostrare “in modo sufficientemente convincente” all’Enac di poter far fronte agli impegni presi per i due anni successivi all’inizio dei voli nonché, per un periodo di tre mesi, ai costi fissi e di gestione che vanno sostenuti, “senza tener conto delle entrate derivanti da dette operazioni”. Significa che la newco dovrebbe essere in grado di sopravvivere da sola per novanta giorni, anche se, per ipotesi, non guadagnasse neanche un centesimo dalle tratte che effettua.

Quindi, se è vero, come d’altronde l’Enac ha dichiarato la settimana scorsa, che Wind Jet non ha ancora ufficializzato la sua richiesta, i tempi annunciati per il volo d’inaugurazione rischiano di allungarsi per consentire all’Ente di completare i controlli.
E per quanto riguarda il finanziamento del piano, la finanziaria Irfis-FinSicilia frena sulla sua partecipazione al capitale sociale della newco di Wind Jet, che il suo socio, la Regione Sicilia, le ha chiesto di valutare.

“Proporrò al Consiglio d’amministrazione di notificare alla Commissione europea il progetto di intervento su Wind Jet. Se ci sarà il via libera valuteremo la convenienza economica dell’iniziativa”, ha dichiarato il presidente dell’Irfis, Francesco Maiolini, in un’intervista rilasciata al Giornale di Sicilia. “Lo faremo – ha assicurato – nella massima autonomia. Se lo giudicheremo poco conveniente, non avremo difficoltà a farlo presente”.
 

 
Rimborsi WJ, la battaglia a difesa dei consumatori continua
 
La vicenda di Wind Jet continua a pesare sulle tasche dei siciliani, tra rimborsi che si fanno attendere e rincari dei servizi offerti dalle compagnie superstiti. E mentre i piani alti erano impegnati a decidere le strategie per il rientro in campo di Wind Jet, sul web si moltiplicavano richieste d’aiuto e consigli fai da te su come ottenere il rimborso dei biglietti validi fino al 27 ottobre. Da mesi le associazioni dei consumatori affilano le armi per assistere gli utenti e alcune si sono spinte fino ad annunciare una class action contro la compagnia. Il Codacons ha presentato alle Procure siciliane e ad altre 85 in tutta Italia un esposto in cui chiede di valutare le ipotesi di “appropriazione indebita e insolvenza fraudolenta” a carico dell’azienda. Nel frattempo, è riuscito a far recuperare a un suo assistito i 224 euro spesi per comprare un volo Wind Jet mai decollato. È stata la banca che ha emesso la carta di credito con cui era stato pagato il biglietto a restituire il denaro. Adesso rimane da capire se i rimborsi procederanno in modo altrettanto spedito anche per gli altri clienti che Wind Jet ha lasciato a terra proprio a ridosso di Ferragosto.

Articolo pubblicato il 10 ottobre 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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