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Quotidiano di Sicilia

Palermo - Commissari in dodici Comuni per sanare il debito con l'Ato
di Vincenza Grimaudo

Le somme non versate dagli enti a partire dal 2005 e l’alto tasso di evasione delle imposte. Raccolta bloccata, sequenza di disagi. C’è da recuperare un passivo di 45 mln di euro

Tags: Palermo, Ato, Rifiuti



PALERMO – L’Ato Palermo 1 travolto dai debiti: se ne contano 45 milioni di euro di somme dei 12 Comuni di pertinenza (Partinico, Balestrate, Trappeto, Borgetto, Montelepre, Giardinello, Terrasini, Cinisi, Carini, Torretta, Capaci e Isola delle Femmine) non versate dal 2005 ad oggi. Condizione che ha portato la società d’ambito sull’orlo del fallimento, costretta anche ad interrompere il servizio di raccolta differenziata da tre anni (si è passati dal 9 allo 0 per cento di oggi, ndr).

Ora, dopo la nomina dei commissari ad acta inviati dalla Regione Siciliana nei Comuni per l’approvazione della delibera di adesione delle Srr che sostituiranno gli Ato Rifiuti, sono arrivati anche i commissari che avranno il compito di reperire i fondi che gli enti locali devono alla società d’ambito territoriale. Un atto di forza secondo molti sindaci, messi con le spalle al muro da un governo che già da mesi non trasferisce le somme dovute.

La situazione è davvero critica e a Carini, ad esempio, a fronte di una spesa di 7 milioni di euro per la gestione del servizio dei rifiuti, nelle casse dell’ente ne entrano appena 3 milioni, anche a causa dell’evasione della Tarsu, pari al 50 per cento. Il Comune carinese ha un debito di 9 milioni di euro nei confronti dell’Ato, Partinico è arrivato ad 11. “L’unico responsabile di questa situazione fallimentare – liquida la questione il sindaco di Carini, Giuseppe Agrusa - è il governo regionale che non ha erogato le trimestralità dovute ai Comuni”.

Ora i sindaci battono i pugni sul tavolo e nel corso di un vertice hanno chiesto le trimestralità da erogare entro ottobre, un intervento di garanzia per mantenere le discariche aperte e una nuova direttiva regionale che potrebbe permettere il rientro dai debiti contratti dai comuni con gli Ato in vent’anni anziché in dieci, solo nel caso di un accordo unanime fra i sindaci all’interno della stessa società d’ambito. I sindaci soci hanno richiesto un incontro urgente con l’assessore regionale all’Energia, per rivendicare i trasferimenti e la quota di Palazzo D’Orleans per il pagamento dei lavoratori contrattisti, anticipata finora dai Comuni in crisi di liquidità. Intanto esplode il caso a Partinico degli sprechi e delle spese allegre all’Ato rifiuti: i consiglieri comunali di opposizione chiedono chiarezza e denunciano tutto alla Corte dei conti.

Sul tavolo della magistratura contabile finisce la corposa denuncia dell’ex assessore comunale all’Ambiente, Bartolo Parrino, nella quale venivano elencate una serie infinita di presunti sprechi.



La denuncia. Consulenze, mezzi e spese abnormi

PARTINICO (PA) - A Partinico sono state denunciate dall’ex assessore prebende di consulenze, un eccessivo ricorso di mezzi a nolo e altre spese che avrebbe finito per gonfiare a dismisura i costi a carico del Comune. E su questo non ci piove: nel 2004, ultimo anno di gestione diretta del servizio di raccolta dei rifiuti, il Comune spendeva 500 mila euro l’anno; oggi invece ne spende poco più di 5 milioni, cioè dieci volte di più. Tutta la documentazione inerente la lettera-denuncia di Parrino, defenestrato poco tempo dopo dal sindaco Salvo Lo Biundo, è stata inviata alla Corte dei conti per mano di sei consiglieri di opposizione: Pietro Di Trapani, Pino Giovia, Santino Aiello, Gioacchino Catalano, Renzo Di Trapani ed Ezio Lo Iacono. “Vogliamo chiarezza – afferma Pietro Di Trapani – su che fine fanno i soldi dei cittadini. Se ciò che ha scritto Parrino fosse vero crediamo che si configuri il reato del danno erariale”.

Articolo pubblicato il 11 ottobre 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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