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Palermo - Albergheria: disordine e sporcizia. Arrivano le regole per il mercato
di Gaspare Ingargiola

Uno dei quartieri più antichi della città vive in una condizione di permanente e irrisolto degrado. L’intera area necessita di riqualificazione. Chiesti già finanziamenti per 13 mln di euro

Tags: Palermo



PALERMO – L’Albergheria è morta, viva l’Albergheria. Uno dei quartieri più antichi di Palermo, un tempo lambito dal fiume Kemonia che scendeva dalla fossa della Garofala verso il mare, prova a far pulizia delle incrostazioni del malaffare e dell’illegalità in cui è invischiato. Un gruppo di residenti, guidati dal parroco della chiesa di San Francesco Saverio, Cosimo Scordato, ha promosso presso il Comune un’iniziativa di risanamento della zona. L’obiettivo è innanzitutto quello di riportare nell’alveo della legalità il mercato mattutino che tutti i giorni, domenica inclusa, infesta piazza Colajanni Napoleoni gettando nel caos il traffico automobilistico della zona. Conseguenza ne sono le merci esposte per terra in condizioni igieniche disastrose, sporcizia ovunque e l’abbandono dei rifiuti ingombranti in mezzo alla strada o nella vicina area compresa tra via Tina Di Lorenzo e via Antonio Mongitore, trasformata in una discarica a cielo aperto di pneumatici, elettrodomestici e mobili. Che finiscono bruciati o ricettati.

A due passi da lì, la piazza turistica di San Francesco Saverio, appena pedonalizzata. Poco oltre, piazza Indipendenza e il Palazzo Reale. Lo scorso 21 luglio padre Scordato si è messo alla testa di una delegazione di cittadini, associazioni e commercianti e ha incontrato la Giunta comunale, il comandante della Polizia municipale, Vincenzo Messina e il presidente della I Circoscrizione, Paola Miceli. Dalla riunione è uscita la promessa dell’assessore comunale alle Attività Produttive, Marco Di Marco, di regolarizzare la situazione istituendo un mercatino dell’usato, con tanto di licenze, spazi numerati, limitazione del mercato a due soli giorni la settimana, assunzione di responsabilità da parte dei venditori sulla provenienza lecita degli oggetti in vendita e sulla pulizia dello stallo assegnato.

Adesso il regolamento per il mercato “è pronto – dice l’assessore Di Marco -. Stiamo discutendo gli ultimi aspetti con la Polizia municipale e la Circoscrizione. Vogliamo incontrare ancora padre Scordato e i residenti per definire alcuni dettagli, il loro supporto è stato prezioso e va preso in considerazione. Il regolamento poi passerà alla Commissione per le Attività Produttive. Il tipo di mercato istituito – conclude l’assessore – sarà quello classico di privati che vogliono rivendere oggetti usati, non ci sarà bisogno di partita Iva”.

Una buona notizia per un quartiere che in certe zone porta ancora i segni dei bombardamenti della Seconda Guerra mondiale e che è stato privato per anni di interventi fondamentali per una rete fognaria e idraulica adeguata, per il ripristino degli edifici pericolanti, per tamponare l’emorragia della dispersione scolastica e dell’analfabetismo, per la dotazione di aree verdi, per il restauro di monumenti e palazzi nobiliari, non ultimo il palazzo nobiliare Giallongo di Fiumetorto in piazza San Nicolò all’Albergheria, deturpato da crolli e furti. E in tal senso si sta muovendo Palazzo delle Aquile: l’Albergheria, infatti, è una delle due aree urbane (l’atra è il settore urbano sud-est oltre il fiume Oreto) interessate dalla “proposta di riqualificazione degli ambiti urbani degradati presentata all’Associazione Nazionale Comuni d’Italia (Anci) nell’ambito del Piano Nazionale per le Città, previsto dal Decreto Crescita (d.l. 83/2012). Il finanziamento richiesto per le due aree è di 83 mln di euro per la zona sud-est e di 13 mln per l’Albergheria”.

Articolo pubblicato il 12 ottobre 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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