Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia � su Twitterrss qds

Quotidiano di Sicilia

Mercato Immobiliare, nel II trimestre confermata la discesa di compravendite
di Liliana Rosano

Sono gli ultimi dati diffusi dall’Agenzia del Territorio: si accentua il trend negativo registrato nel primo trimestre. Palermo (sia città che provincia) e l’hinterland di Roma registrano il calo più significativo

Tags: Economia, Mercato Immobiliare



Palermo – Tutta colpa della crisi che colpisce le famiglie italiane se le compravendite nel mercato immobiliare hanno subito nel secondo trimestre 2012 un calo.

Sono gli ultimi dati diffusi dall’Agenzia del Territorio che mette nero su bianco i numeri del mercato immobiliare nel settore delle abitazioni, commerciale e in quello delle produzioni. Dall’Agenzia, fanno sapere che nel secondo trimestre 2012 continua e si accentua il calo registrato nel trimestre precedente per il mercato immobiliare: il tasso tendenziale annuo del volume di compravendite per l’intero settore immobiliare, registra infatti un calo del 24,9%, rispetto al -17,8% fatto segnare nel trimestre precedente. è il dato peggiore peggiore dal 2004 relativamente al secondo trimestre.
 
A segnare una perdita sostanziale è la città di Palermo che con un -27,0 per cento si classifica la prima città tra le maggiori otto, con un calo significativo nel mercato immobiliare. Il capoluogo siciliano è seguito da Milano -26,2%, Bologna, -25,1% e Genova, -25,0%. Cali elevati, superiori al 20%, si registrano a Firenze, -21,5% e a Torino, -21,2%. Molto elevata anche la flessione riscontrata a Roma, -19,4% e poco inferiore il calo a Napoli, -14,2%. La restrizione del mercato è ancora più evidente anche nei comuni della provincia delle principali città (“resto delle province”) dove il mercato delle abitazioni presenta nel II trimestre del 2012 complessivamente una discesa del -25,4% e perdite maggiori dei capoluoghi in quasi tutte le province. Spicca il tasso negativo dell’hinterland di Roma che perde quasi un terzo degli scambi, -32,2%. Molto sostenute anche le flessioni registrate nei comuni minori delle province di Palermo, -28,7%, Bologna, -27,4%, Genova, -27,3% e Milano, -23,0%. Infine, solo il resto della provincia di Napoli mostra un tasso di calo poco inferiore al 20%. Non solo le compravendite diminuiscono a Palermo e provinciali ma anche le quotazioni, che dovrebbero agevolare la compravendita.
 
L’Agenzia ha rilevato l’andamento delle quotazioni nelle 12 maggiori città per popolazione. Per tali città sono inoltre esaminate le quotazioni nelle fasce centrali e nelle rispettive cinture urbane. La fascia centrale delle grandi città è costituita da tutte le zone B, mentre le cinture urbane sono rappresentate dall’insieme dei comuni che confinano con la città indipendentemente dall’appartenenza alla stessa provincia. Tra le 12 più grandi città nel I semestre 2012 la quotazione media più elevata si registra a Bologna (3.402 €/m2) seguita a breve distanza da Roma (3.385 €/m2) e Firenze (3.285 €/m2 ) mentre a Milano il valore medio al m2 risulta di 3.024 €/m2 . I valori più bassi si rilevano a Palermo (1.569 €/m2) e a Catania (1.459 €/m2 ).
 
In termini di variazioni rispetto allo scorso semestre si riscontrano cali quasi ovunque. Palermo mostra la diminuzione maggiore, -2,1%, cali tra -1,5% e -1,1% si riscontrano a Genova, Napoli, Catania e Venezia. Aumenti, seppure molto lievi, sono mostrati dalle città di Roma, +0,4%, Torino, +0,3% e Verona, +0,1%. Firenze è la città con il valore medio di un’abitazione compravenduta più elevato (320 mila euro circa), seguono Roma e Bologna con un valore medio intorno a 300 mila euro.
Relativamente ai soli centri delle città, con 7.089 €/m2 Roma evidenzia la quotazione media maggiore in aumento del +0,8%. Lievi aumenti si registrano anche nei valori delle fasce centrali di Torino, (3.359 €/m2 +0,3%) e Verona (2.839 €/m2 ,+0,4%). La quotazione minore si rileva nella fascia centrale di Palermo, 1.599 €/m2. Nelle fasce non centrali ovvero nel resto della città le quotazioni medie più elevate si evidenziano a Bologna, 3.344 €/m2 in lieve calo del -0,3%. Le quotazioni medie risultano tutte in diminuzione nei comuni confinanti di ciascuna città con una punta massima per la cintura urbana di Torino che mostra un calo del -5,1%. In termini assoluti tra le cinture urbane il valore medio scende sotto i mille €/m2 a Palermo, 936 €/m2 mentre per le altre città è compreso tra i circa 1.300 €/m2 rilevati a Catania e i circa 2.350 €/m2 di Genova.

 
In Sicilia flessione più contenuta per capannoni ed industrie

In linea rispetto al trend generale del settore commerciale, le otto principali province segnano complessivamente una flessione pari a -27,4%. L’analisi di dettaglio per le singole province in livelli e in variazioni, evidenzia cali in tutte le province. Le perdite maggiori si registrano a Roma,-34,3% e a Napoli, -33,5%. Cali elevati si rilevano anche a Milano, -28,9%, Firenze, -27,7% e a Torino, -23,1%. Bologna perde il 16,3% degli scambi e infine cali più contenuti si osservano a Genova e a Palermo che perdono rispettivamente il 6,7% e l’1,8% delle transazioni del settore. Nelle otto province delle principali città si sono realizzate complessivamente 534 transazioni riferite a capannoni e industrie, in calo del -30,6% rispetto all’omologo trimestre del 2011. Gli andamenti delle singole province, mostrano tutti segni negativi. Decisamente negativa la performance di Roma che con 62 unità compravendute in meno segna un tasso tendenziale del -59,0%. Forti contrazioni degli scambi nel settore sono evidenti anche a Milano, -34,9% e a Bologna, -27,5%. Il calo più contenuto si osserva a Palermo che registra una flessione del -3,6%. Infine tassi di variazione tra il -20,2% e il -15,9% si rilevano nelle restanti province.
 

 
Compravendita abitazioni, rispetto al 2004 al Sud contrazione più contenuta: -42,5%

Analizzando con maggior dettaglio l’andamento del mercato del settore residenziale per macro aree geografiche, nel II trimestre 2012 la riduzione delle compravendite registrata a livello nazionale (-25,3%) è diffusa e più accentuata di quella registrata nel primo trimestre in tutte le macroaree geografiche. L’area del Nord e del Centro perdono rispettivamente il -26,6% e il -25,5% delle transazioni e il Sud esibisce una contrazione del -22,6%. spetto all’omologo trimestre del 2004, la riduzione del mercato residenziale mostra tassi di calo superiori al 40% in tutte le aree. La maggiore contrazione complessiva di compravendite si registra al Nord, con -48,3%, pari al -44,9% al Centro e al -42,5% al Sud. Spicca la forte volatilità, con sensibili accelerazioni e decelerazioni tra il 2009 ed il 2010. In effetti, fino al II trimestre 2010 si assiste ad un evidente percorso di decelerazione degli andamenti negativi che proseguono con tassi di variazione positivi . Complessivamente, rispetto all’omologo trimestre del 2004, il mercato residenziale nei capoluoghi si è contratto del -45% circa, con le perdite maggiori al Nord, -48% circa, e poco inferiori al Sud, -46,2% e al Centro, -37,8% (Figura 6). Risulta poco superiore la perdita dal 2004 per il mercato residenziale dei comuni minori, -46,8%, con i comuni del Centro e del Nord che mostrano un mercato quasi dimezzato (-49,7% e -48,7% rispettivamente). nei primi due trimestri del 2010. Nei trimestri successivi, invece, riprende l’andamento negativo, interrotto negli ultimi due trimestri del 2011, che sembravano rappresentare un’inversione di tendenza disattesa dal crollo del primo trimestre del 2012 e confermata dalle perdite di questo trimestre. In peggioramento anche i cali registrati nei capoluoghi e nei comuni minori. La flessione del mercato delle abitazioni registrata a livello nazionale è analoga nei due ambiti territoriali con capoluoghi e comuni minori che perdono entrambi circa un quarto del mercato. Nei capoluoghi il calo è pari a -24,7% (era -20,0% nel I trimestre 2012) e nei comuni minori il tasso tendenziale si porta a –25,5% (era -19,3%). Nelle diverse macro aree la situazione nel II trimestre del 2012 si presenta per il settore residenziale ovunque molto negativa. In particolare, i comuni minori dell’area del Centro e del Nord a mostrare i calo più sostenuto, -27,7% e -26,9% rispettivamente. Elevate anche le flessioni delle transazioni nei capoluoghi del Nord, -25,8% e del Sud -25,2%. Al Centro i capoluoghi registrano un calo delle compravendite del -22,8%, e infine e i comuni minori del Sud perdono il -21,6% degli scambi.

Articolo pubblicato il 13 ottobre 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


comments powered by Disqus