Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia � su Twitterrss qds

Quotidiano di Sicilia

Le botteghe-scuola per stare sul mercato
di Giovanna Naccari

Forum con Nunzio Reina, presidente Confartigianato Imprese Palermo

Tags: Nunzio Reina, Confartigianato



Quanti iscritti conta Confartigianato Imprese Palermo?
“Confartigianato imprese Palermo ha cinquemila iscritti. È l’associazione che ha più adesioni rispetto alle altre, secondo i dati Inps”.  

Quali sono le risposte che la politica dovrebbe dare al settore? 
“Sono sfiduciato verso la politica. Fino ad ora la politica ha fatto interessi personali, non si è impegnata per la società civile e per le esigenze delle imprese. Anzi, se guardiamo alle imprese, la politica ha avuto la capacità di distruggerle. I fatti dimostrano che le norme approvate negli ultimi anni per mettere in regola le imprese sono servite a creare una realtà in cui oggi abbiamo meno guadagni e maggiori uscite. E poiché il sistema siciliano è quello dove l’abusivismo diventa un ammortizzatore sociale, si comincia a pensare che alle imprese convenga chiudere e lavorare in nero.  I dati intanto sono drammatici. Nel 2011 hanno chiuso l’attività 1.500 imprese artigiane e, da gennaio ad oggi, a Palermo non ci sono più 900 imprese artigiane. Se pensiamo che ogni impresa ha due unità lavorative, chiediamoci quanta gente è in strada. Ma sembra che il problema di Palermo non sia questo. Il problema di Palermo è Gesip, è la Fiat. Il sistema Palermo è un ammortizzatore sociale e la politica non si domanda perché le imprese chiudono”.

Quali sono i problemi principali da affrontare?
“Qui non c’è possibilità di lavorare. I tempi di pagamento per un’impresa che lavora per la pubblica amministrazione, o per un altro ente di grosso livello, sono in media di 300 giorni. E mentre attende, l’impresa intanto deve acquistare materiali per lavorare, deve pagare gli stipendi e versare i contributi previdenziali. Poiché a questo punto l’impresa si trova senza liquidità, chiede i finanziamenti alle banche che, a loro volta, non li concedono perché l’impresa non riesce a pagare i contributi. Ne consegue che le imprese si rivolgono altrove. Mi chiedo a cosa serve fare la lotta all’usura, se non risolviamo il problema del ritardo dei pagamenti e del no delle banche. La legge nazionale ha fissato nel rapporto tra le imprese il pagamento entro 60 giorni oltre il quale scatta la certificazione del credito, ma nulla è stato fatto nel rapporto con l’ente pubblico. L’unico ente che doveva aiutare gli artigiani era la Crias, ma tra commissariamenti e attese per i fondi non è servito a nulla”.

Ci indichi tre problemi a cui si può trovare una soluzione.
“Il primo riguarda la burocrazia. Troppe richieste di autorizzazioni e regole diverse da un ente all’altro stancano la gente ancora prima di iniziare un’attività. Bisognerebbe passare all’autocertificazione, a cui seguirebbero i controlli delle autorità competenti. Il secondo problema è l’abusivismo, da sempre sottovalutato. Il prodotto interno lordo quattro volte in più rispetto a quello dichiarato è dato dall’abusivismo. Servono in questo caso maggiori controlli e maggiore senso civico del cittadino. L’altra questione riguarda l’assenza di incontro tra l’offerta delle professioni fornita dalle scuole di formazione e la domanda del mercato. Secondo me occorrerebbe un’indagine per sapere quali sono i profili che chiede il mercato. E poi dovremmo tornare alla bottega-scuola, abbinando cultura ed esperienza. è tecnicamente l’unico modo per imparare non soltanto un mestiere, ma anche un comportamento, uno stile di vita. Oggi la scuola fornisce la cultura, ma non la possibilità di lavoro e il giovane sceglie la professione in nero, mettendo in difficoltà l’impresa che rispetta la legge”.
 
Vi occupate di formazione?
“Sulla formazione facciamo rete con le aziende. All’interno di Confartigianato tutti i lunedì le varie categorie si alternano con i corsi di formazione a costo zero. Ogni lunedì ogni categoria segue un corso di aggiornamento, informandosi sulle novità del proprio settore, ma senza abbandonare la tradizione. Tra le iniziative, Confartigianato Palermo in passato ha compiuto un’azione innovativa indirizzando 40 ragazzi dell’Iti Volta all’Amap e all’Amg per una formazione pomeridiana in azienda. Sono convinto che il vero artigiano è colui che mette passione nel proprio lavoro e che coniuga tradizione e innovazione. Abbiamo una storia di intagliatori, di tornitori. Penso anche allo stile siciliano. La scuola abbinata alla professionalità di una bottega o di un negozio può fare scattare al giovane la molla di volersi realizzare. Ci sono calzolai e creatori di scarpe, sarti e stilisti, dipende da come si vuole interpretare la professione. E poi c’è il rischio di impresa. Bisogna capire che ci si deve affidare alle proprie capacità”.

Come procede la tracciabilità dei rifiuti?
“Il Sistri, sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti disposto a livello nazionale, è costato 70 milioni di euro, ma al momento è sospeso con un danno economico per le imprese che si sono dovute adeguare alla norma”.
 


Curriculum Nunzio Reina
 
Nunzio Reina, presidente di Confartigianato Imprese Palermo, è imprenditore nel settore dell’acconciatura da oltre trent’anni. Ha ricoperto vari incarichi in Confartigianato Palermo, diventandone presidente, carica che ricopre da circa 8 anni. Nel 2008 è stato eletto componente della giunta esecutiva nazionale di Confartigianato. è da sempre impegnato nella difesa della categoria degli artigiani e come interlocutore nei rapporti istituzionali ad ogni livello, per portare avanti le aspettative del settore e dell’imprenditoria sana.

Articolo pubblicato il 16 ottobre 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


comments powered by Disqus
Nunzio Reina, presidente Confartigianato Imprese Palermo
Nunzio Reina, presidente Confartigianato Imprese Palermo