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Sistemi d’informazioni creditizie: aggiornamenti precisi e puntuali
di Redazione

Il Garante della Privacy interviene sui ritardi nei pagamenti di due rate

Tags: Privacy



CATANIA - Il Garante della Privacy, chiamato in causa da un cittadino, ha affermato che i dati registrati nei SIC (Sistemi di informazioni creditizie) – che sono le vecchie “centrali rischi” private – devono essere esatti e puntualmente aggiornati.
In particolare, il Garante ha stabilito che le informazioni sui ritardi nella restituzione di un prestito di non più di due rate, poi pagate oltre la loro naturale scadenza, non possono essere conservate dai SIC per più di un anno.

Ma cosa sono questi SIC? Sono degli archivi elettronici nei quali confluiscono le informazioni sui cittadini che chiedono un prestito personale o che vogliono accendere un mutuo; a questi archivi accedono le banche e le finanziarie per verificare l’affidabilità e la solvibilità del richiedente; in base alle informazioni contenute in questi archivi, quindi, la banca o la finanziaria deciderà se ed a quali condizioni concedere il richiesto finanziamento e/o mutuo. Ecco perché è fondamentale che tali dati siano costantemente aggiornati.

Ai fini della corretta valutazione del merito di credito dei clienti le banche e gli intermediari finanziari necessitano sempre più di informazioni aggiornate sui comportamenti finanziari dei soggetti affidati. Si parla, in proposito, di referenza creditizia.
La referenza creditizia rappresenta la reputazione che il cliente ha presso le banche e gli intermediari finanziari e riflette la correttezza dei suoi comportamenti nell'ambito dei rapporti di finanziamento.

La referenza è importante perché gli intermediari ne tengono conto quando decidono se concedere il finanziamento.
Le referenze sui consumatori possono essere di tipo positivo, riguardare cioè i regolari pagamenti delle rate o l'estinzione del debito, o di tipo negativo, riguardanti ritardi, morosità, insolvenze. Essere considerati "cattivi pagatori" a causa di condotte non corrette può avere effetti negativi sull'accesso al credito, sull'iniziativa privata, sulle proprie relazioni sociali e professionali.
La delicatezza della materia e gli effetti che la circolazione di queste informazioni determinano sull'accesso al credito dei consumatori, hanno indotto il legislatore a prevedere una disciplina specifica attraverso un codice deontologico sottoscritto dalle associazioni rappresentative degli operatori del settore. Il codice deontologico vincolante sul piano normativo (se non è rispettato il trattamento dei dati è illecito, può esporre a sanzioni e anche al risarcimento del danno) fissa garanzie per gli interessati.

Articolo pubblicato il 16 ottobre 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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