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Ragusa - Università, tempesta passata sani e salvi i corsi di laurea
di Andrea Cassisi

Attivato un tavolo tecnico ministeriale per il monitoraggio delle risorse necessarie ai servizi. Il Consorzio verserà all’ateneo catanese 2,5 mln € per regolare i conti

Tags: Università, Finanziamenti



RAGUSA - Accordo raggiunto tra l’Università degli studi di Catania e il Consorzio universitario della provincia di Ragusa. Nelle settimane scorse i due massimi rappresentanti degli enti, rispettivamente  il Rettore Antonino Recca e il presidente Giovanni Mauro si sono incontrati per stipulare il contratto che pone fine alla controversia che in questi ultimi mesi ha interessato le due città. Le istituzioni si sono impegnate ad attivare un tavolo tecnico coordinato dalle segreterie del ministero dell’Istruzione, dell’università e della ricerca riguardo al decentramento operato dall’ateneo catanese presso la sede universitaria di Ibla così da garantire il mantenimento dei corsi di laurea attraverso risorse economiche certe.

In particolare, il Consorzio dovrà versare la somma di due milioni e cinquecento mila euro come saldo dell’anno accademico appena trascorso, pena la disattivazione dei seguenti corsi di laurea: scienze e tecnologie agrarie tropicali e sub-tropicali per i corsi di laurea triennali e specialistica, giurisprudenza, scienze della mediazione linguistica, studi comparatistici e le lauree specialistiche in lingue e culture orientali e in lingue e culture europee ed extra europee.

Pace fatta dunque, tra i due organismi che hanno rinunciato a tutte le attività giudiziarie intraprese a decorrere dalla data della stipula avvenuta nel mese di luglio. La “guerra” tra i due enti era scoppiata nel maggio di quest’anno, quando senato accademico e consiglio d’amministrazione avevano deliberato di non attivare per l’anno accademico 2009-2010 il nuovo ciclo dei corsi di laurea decentrati a Ragusa alla luce del mancato pagamento da parte del Consorzio. Di contro l’università di Catania, emanato il manifesto degli studi dell’anno accademico che si aprirà ad ottobre, ha escluso i primi anni dei corsi di laurea con sede a Ragusa per i quali il Consorzio aveva versato soltanto un milione e mezzo di euro. La vicenda è finita davanti al giudice del Tribunale di Ragusa con il Consorzio universitario provinciale che chiedeva “di ordinare all’Università di Catania di ottemperare agli obblighi assunti in precedenti convenzioni, in particolare l’attivazione dei corsi di laurea convenzionati”.  L’accordo stipulato a Roma alla presenza del capo della segreteria tecnica Gelmini, Giovanni Bocchieri, ha posto fine ad una polemica che ha visto scendere in piazza numerosi studenti universitari che hanno chiesto il completamento di tutti i cicli di studio precedentemente attivati presso la sede di Ragusa.
 

 
Soddisfazione unanime dal mondo della politica locale è stata manifestata dopo aver appreso la notizia del rinnovo della convenzione tra l’Università di Catania e Consorzio Ibleo. L’onorevole ragusano Nino Minardo, deputato nazionale del popolo della Libertà, si è così espresso: “Si è giunto finalmente alla ratifica dell’accordo tra l’Università degli Studi di Catania ed il Consorzio Universitario della Provincia di Ragusa che definisce la controversia insorta fra le parti. La notizia mi è stata comunicata  dal ministero dell’Istruzione che mi ha confermato che l’Università iblea continuerà ad essere un punto di riferimento importante per il nostro territorio e per i nostri studenti. Adesso è necessario l’impegno e la sinergia di tutta la classe politica e dirigente di questa provincia perché il Consorzio Universitario della Provincia di Ragusa ha le giuste prerogative per aspirare ad essere un polo universitario di eccellenza capace di dar lustro al territorio ibleo”.

Articolo pubblicato il 07 agosto 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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