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Politica e sindacati insieme contro la crisi
di Annalisa Giunta

Forum con Vincenzo Mudaro, segretario generale Uil di Enna

Tags: Vincenzo Mudaro, Uil, Enna



Qual è la situazione occupazionale delle provincia di Enna?
“Dagli anni ’90 ad oggi la provincia di Enna ha perso all’incirca 20 mila posti di lavoro, mi riferisco ai posti della miniera Pasquasia, Sipem Dittaino, Lamberti, solo per citarne alcune, tutte aziende che garantivano una certa stabilità lavorativa. Posti che purtroppo non sono stati riconvertiti, generando così precariato. Anche all’outlet di Dittaino, che ha creato condizioni di lavoro e di occupazione in questi ultimi anni, si parla sempre di precariato, contratti part time o semestrali. Altra realtà economica nel territorio è quella legata ai supermercati come ad esempio il gruppo Arena, Eurospam, gruppi anche loro con le loro difficoltà dovute ai cali dei consumi. Dall’altro lato c’è anche un crollo nel settore edile, che di solito serve a creare indotto, dove abbiamo perso circa mille posti di lavoro complice il patto di stabilità che ha immobilizzato le stazioni appaltanti e le imprese loro creditrici, causando a queste ultime gravissimi danni per insolvenza nei confronti dei loro creditori ed in particolare delle banche. A questo si aggiunge la mancanza di finanziamenti pubblici che ha costretto le imprese alla chiusura ed al licenziamento di centinaia di dipendenti”.
 
Quanto incide l’Università Kore sul territorio?
“Il quarto polo Universitario, Kore, è l’unica realtà significativa che si è creata, anche se a mio parere si tratta di una sorta di satellite che non dialoga con il territorio, non creando così sinergie per lo sviluppo. Sicuramente l’Università Kore ha generato un flusso di denaro in città, incrementando il mercato immobiliare, però penso che l’università con le sue risorse intellettuali potrebbe mettere in piedi un progetto, un percorso per comprendere il territorio e gli elementi su cui puntare per creare sviluppo come ad esempio sfruttare meglio il patrimonio archeologico”.

Come si sta muovendo la Uil per far fronte all’emergenza dei lavoratori in provincia?
“Condivido l’idea della Cisl di creare un tavolo che veda assieme le forze sociali, politiche e sindacali per individuare la strada da intraprendere e attrarre risorse e imprese. Il problema sta appunto nel capire che strada percorrere e non sbagliare percorso. Noi abbiamo già un’esperienza forte alla fine degli ani ’90, nell’ambito di un tavolo concertativo che ha prodotto uno strumento che ha favorito l’insediamento industriale ad Enna. Ebbene, a distanza di 15 anni, quella realtà proposta, frutto anche di un importante momento di sinergie trai vari attori interessati, non esiste più e non ha prodotto nulla di quanto sperato, sicuramente perché la cultura ennese non è di tipo industriale. Occorre o un intervento fortissimo da parte dello Stato che dia agevolazioni alle imprese oppure creare sviluppo cercando di capire la vocazione del territorio e sfruttando le risorse che lo stesso ha. Il territorio ennese ha delle sue peculiarità, secondo me potremmo puntare su un turismo di nicchia legato all’archeologia, all’agricoltura e ai prodotti enogastronomici, ricreando in qualche modo il ‘modello Toscano’. Si potrebbe anche creare un turismo congressuale, così senza devastare la natura delle nostre zone. Per fare questo occorre creare una rete che deve partire dagli attori principali quali la Camera di Commercio e i politici e che deve essere seguita da una serie di incentivi fiscali. Noi in questo contesto possiamo essere da pungolo per proporle e possiamo, durante i tavoli di concertazione, garantire la flessibilità nel lavoro nella fase di start up”.
 
Qual è l’impegno concreto che metterete in campo?
“Come sindacati possiamo proporre ed essere soggetto attivo di un tavolo tecnico di sviluppo, proponendo un programma che valorizzi le risorse presenti nel territorio, garantendo da parte nostra le condizioni vantaggiose a chi assume lavoratori, in tal senso siamo disponibili anche ad accettare il salario di ingresso. Altro punto da  mettere in campo, secondo la mia opinione, è quello di creare le condizioni affinchè si crei la burocrazia zero, ossia tempi rapidi di risposta da parte delle pubbliche amministrazioni e non lunghi iter amministrativi. A questo si deve aggiungere il credito agevolato nei confronti delle imprese, tempi certi nei pagamenti alle imprese che devono avvenire da parte delle amministrazioni pubbliche nei termini di legge e inoltre creare le condizioni di  garantire la legalità, creando così un tessuto imprenditoriale sano. Infine un progetto di rilancio del territorio che vede come attore centrale l’Università Kore e uno studio delle risorse sfruttabili”.
 

 
Curriculum Vincenzo Mudaro
 
Vincenzo Mudaro è nato a Piazza Armerina il 31 gennaio del 1963, città dove risiede.  Nel 1990 è stato eletto dalla camera sindacale Uil di Enna come segretario della Fenal  (Federazione Nazionale Lavoratori Edili affini al Legno) rimanendovi sino al 1994. Dal 1995 al 2000 ha svolto  varie collaborazioni con la  Camera Sindacale UIL di Enna. Nel 2001 è stato oggi eletto dalla Camera Sindacale UIL di  Enna come Segretario Generale, ruolo che svolge ancora tutt’oggi e il cui mandato scadrà nel novembre 2013.

Articolo pubblicato il 17 ottobre 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Vincenzo Mudaro, segretario generale Uil di Enna
Vincenzo Mudaro, segretario generale Uil di Enna



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