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Siracusa - Distretto, ultimo avviso
di Redazione

La provincia di Siracusa tenta di sfruttare fondi destinati al turismo. Pressante appello di Bono ai Comuni che non hanno aderito

Tags: Siracusa, Turismo



SIRACUSA - “Mi auguro che i cinque Comuni della nostra Provincia che non hanno ancora aderito al Distretto Turistico territoriale, lo facciano nel più breve tempo possibile, perché si tratta di un’opportunità che non si può rifiutare e che non possiamo lasciarci sfuggire, poiché il Distretto è l’organo attraverso cui si attuerà il Piano Turistico Regionale”.

Il presidente della Provincia, Nicola Bono, è soddisfatto del riconoscimento del Distretto, ottenuto nei giorni scorsi dall’assessorato regionale al Turismo. “Dietro questo riconoscimento ci sono dieci mesi di faticoso impegno di chi ha creduto fortemente in questa proposta, fondamentale per lo sviluppo turistico del nostro territorio”.

Nella conferenza stampa che ha tenuto, Bono, affiancato da Clelia Corsico che ha seguito l’iter, ha ricostruito le vicende che hanno portato a quest’importante riconoscimento da parte della Regione. A partire dalla data fatidica dello scorso 28 ottobre, quando la Provincia regionale di Siracusa ha avviato il percorso con un atto deliberativo che ha visto l’adesione di 16 Comuni e numerose associazioni di categoria. C’è stato un primo stop provocato dalla norma che impediva ai Comuni con più di 30 mila abitanti e meno di 50 mila, di aderire a più società, che nella nostra provincia riguardava i Comuni di Avola e Augusta. Uno stop che ha provocato la modifica dell’atto costitutivo da società consortile ad associazione temporanea di scopo. Alla data di scadenza del bando non tutti i Comuni della provincia avevano però aderito e fra gli autoesclusi spiccava il capoluogo.

“A quel punto abbiamo lavorato su due fronti, – ha continuato il Presidente Bono - recuperare gli Enti pubblici territoriali che non avevano aderito, e seguire con crescente impegno l’iter approvativo che trovava difficoltà di accoglimento presso la Regione Siciliana e superne le difficoltà che nel frattempo erano state poste”.

È necessario tenere conto che dal 2005, quando si pensò di istituire i Distretti turistici , ci sono 20 milioni di finanziamenti che aspettano di essere erogati. Non è da sottovalutare neanche il fatto che, rispetto ai Distretti Tematici quelli Territoriali avranno un ruolo più circoscritto e una più significativa ricaduta nel territorio. Ma l’aspetto più rilevante è che l’avvio dei distretti cambia radicalmente il sistema di gestione del settore e ogni progetto turistico passerà obbligatoriamente per i Distretti. Quindi i Comuni che non ne faranno parte e, soprattutto, gli operatori turistici di questi, rischiano di essere esclusi da ogni forma di programmazione, sia di carattere promozionale, che di investimento, oltre che per quanto riguarda le politiche dell’intrattenimento. Dal Distretto Turistico “Siracusa e il Val di Noto” oltre al capoluogo, sono rimasti fuori Carlentini ed i tre Comuni della zona Sud, Pachino, Rosolini e Portopalo di Capopassero.

Il Presidente Bono ha quindi rivolto un pressante appello a chi è ancora fuori dal Distretto turistico: “La Regione non sarà in grado di erogare i finanziamenti prima dell’inizio dell’anno prossimo. Quindi chi è fuori dal Distretto turistico provinciale, ha ancora un margine di manovra temporale che deve sfruttare, altrimenti si rischia una marginalizzazione”.

Articolo pubblicato il 17 ottobre 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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