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Quotidiano di Sicilia

Caltanissetta - Archeologia: bellezze sconosciute
di Liliana Blanco

Il professore presidente dell’Archeoclub ha lasciato l’associazione dopo 21 anni di battaglie. Forte degrado del patrimonio gelese. Adesso il “decano” Mulè si tira indietro

Tags: Caltanissetta



GELA (CL) - Ventuno anni di lotte, di carta bollata, di petizioni popolari e di ‘bocconi amari’ da mandare giù e, di contro, solo poche battaglie vinte e tanta solidarietà della comunità eletta. Ma i siti archeologici di Gela restano sempre alla mercè dell’incuria e dell’indifferenza. E dopo 21 anni di presidenza, il professore Nuccio Mulè, presidente dell’Archeoclub di Gela dal 1991, ha deciso di lasciare l’associazione che si occupa della valorizzazione e divulgazione della presenza dei beni culturali di Gela. Sì, perché Gela di beni culturali ne ha tanti, ma i gelesi non lo sanno, perché nessuno ha mai promosso una politica di presa di coscienza della storia di Gela.

I gelesi lavoratori non sanno quasi nulla della storia prestigiosa di Gela, per questo nessun cittadino dai 5 ai 90 anni, ha piena coscienza del fatto che le mura timoleontee rappresentano un patrimonio inestimabile che risale a 2500 anni fa, né conoscono l’importanza della colonna dorica o dei bagni greci, per non parlare della colonna del Duce rasa al suolo circa 15 anni fa. Per questo possono depositare rifiuti nei siti archeologici senza avere coscienza dello scempio.

D’altro canto le amministrazioni che si succedono da trent’anni non hanno fatto né fanno nulla per riappropriare la popolazione del suo patrimonio storico e custodirlo. Per questo il presidente ha deciso di mettere la parola fine ad una battaglia persa e contro i mulini a vento. La decisione di Mulè è maturata dopo la denuncia del raid vandalico agli ex capannoni Iannizzotto e l’intervento di bonifica disposto dall’ amministrazione e realizzato dal personale della Ghelas Multiservizi, che non hanno potuto far nulla di fronte allo scempio.

“Per anni ho denunciato il pericolo che si correva per quei documenti abbandonati in un sito inadeguato. Ma questo non è l’unico episodio. In occasione dell’incendio del canneto del Lungomare sono emersi i resti di un bunker della seconda guerra mondiale che ho segnalato al sindaco. Sembrava che l’amministrazione fosse interessata al recupero, ma dopo un primo approccio per realizzare un intervento non c’è stato alcun interessamento. Il fatto è che i beni culturali non sono serbatoi di voti quindi non interessano a nessuno. Lascio il posto a persone più giovani, magari riescono meglio di quanto non sia riuscito io”.
L’unica battaglia vinta degli ultimi anni è stata quella del Palazzo Ducale dove l’amministrazione voleva eliminare una porta storica. L’Archeoclub è stato fondato e presieduto dal prof. Giuseppe Blanco negli anni ‘80.


L’appello del sindaco Fasulo: “Lavorare insieme per tutelare e per promuovere la nostra storia”

GELA (CL) - Dopo l’annuncio, arriva puntuale l’esortazione dell’amministrazione comunale. “Mi auguro che Mulè possa ripensare alle sue dimissioni e resti ancora alla guida dell’Archeoclub per lungo tempo. Questa città ha grande bisogno della sua competenza e della sua intelligenza”, ha commentato il sindaco Angelo Fasulo.
“Il professore Mulè sa benissimo che questa amministrazione, nonostante i tagli estremi a cui tutti gli Enti locali sono sottoposti, sta facendo il possibile per valorizzare e salvaguardare la cultura e i tantissimi beni storici e archeologici che fanno parte del nostro immenso patrimonio – ha aggiunto il primo cittadino - quindi al professore Mulè e a tutti i cittadini a cui sta a cuore questa città chiediamo ancora una volta di lavorare insieme per la tutela e la promozione della nostra storia”.

Articolo pubblicato il 17 ottobre 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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