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Finte liberalizzazioni nel settore carburanti
di Antonio Leo

I provvedimenti di Lombardo lontani dalle indicazioni dell’Autorità Garante. Pitruzzella: “La concorrenza in Sicilia non esiste”

Tags: Carburante, Liberalizzazione, Raffaele Lombardo



PALERMO – Ci ha provato. A pochi giorni dalla data delle elezioni il mezzo presidente, o forse qualcosa di più vista la mole di nomine piovute da quel 31 agosto di dimissioni annunciate, Raffaele Lombardo ha varato fuori tempo massimo (il 12 ottobre) dei provvedimenti nel settore dei carburanti, che nel comunicato stampa ha indicato come “norme di semplificazione, liberalizzazione e riordino del settore dei carburanti”.

Peccato, però, che le novità introdotte con decreto presidenziale non sfiorano minimamente quelle indicazioni perentorie dell’Autorità garante, Giovanni Pitruzzella, che il Qds ha riportato nell’inchiesta di mercoledì 10 ottobre “Caro benzina, Regione responsabile”. Il provvedimento, infatti, concede briciole, spacciandole per chissà quale miracolo. In pratica d’ora in poi le aziende di autotrasporto e i cantieri potranno installare serbatoi di gasolio fino alla capienza di 9 mc con una semplice comunicazione denominata Scia, senza attendere il relativo parere dei vigili del fuoco (come già accade nel resto d’Italia).
 
Resta, però, in capo a quest’ultimi il compito di verificare il rispetto delle normative vigenti. Un altro articolo del medesimo decreto, invece, da il via libera ai distributori di carburanti stradali per la commercializzazione di prodotti di natura non petrolifera permettendo così a ogni distributore di ampliare la propria attività fino a trasformarla in una piccola stazione di servizio (leggasi supermarket). Semplificate anche le procedure per i cambi di destinazione dei distributori di carburanti o dei serbatoi di prodotti specifici: tali modifiche alle attività potranno essere effettuate dietro semplice comunicazione. Abrogato, infine, per i nuovi impianti che sorgeranno al servizio di centri con popolazione inferiore a 10.000 abitanti, l’obbligo di affiancare alla distribuzione di carburanti anche quella di gas per autotrazione.

Tutto sommato si tratta di una serie di novità che potranno probabilmente dare un po’ di respiro agli esercenti del mercato della benzina, ma che non incidono minimamente sui prezzi alla pompa che i consumatori troveranno nelle stazioni di servizio.

Dov’è l’abolizione del regime di concessione regionale delle licenze in favore di quello comunale?
Dov’è la riforma della normativa degli orari e turni?
Dov’è l’abolizione della Commissione consultiva regionale?

Queste domande probabilmente rimarranno inevase. Non importa che, come ha denunciato a chiare lettere l’Antitrust, nell’Isola vige un regime di oligopolio dovuto proprio a una legislazione regionale vetusta e anticoncorrenziale.
Non conta la presenza del Triangolo della Morte (Mellili-Priolo-Augusta) a intossicare migliaia di siciliani che per disperazione offrono la salute in cambio di un lavoro.

E così la Sicilia, nonostante la presenza di raffinerie come in nessun’altra regione italiana e nonostante l’assenza di addizionali regionali sulla benzina, continuerà a pagare salato il conto del carburante. “Cornuti e avvelenati”, ma autonomi.

Articolo pubblicato il 18 ottobre 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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