Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia � su Twitterrss qds

Quotidiano di Sicilia

Furti d’identità su pc e smartphone sempre più facile cadere nella Rete
di Margherita Montalto

Marcello La Bella, dirigente del compartimento Polizia postale di Catania mette in guardia gli utenti di Internet. I più rubati: codici di pagamento elettronico o per l’accesso ai servizi di home-banking

Tags: Internet, Privacy, Marcello La Bella, Polizia Postale



CATANIA - Internet alla portata di tutti, dai più esperti ai meno e così l’uso del computer, degli iPod, dei tablet, degli smartphone ormai è entrato a fare parte della vita quotidiana sociale e individuale, ma occorre saperli usare con grande senso di responsabilità affinchè la sicurezza, durante la navigazione in internet, non sia messa a repentaglio da “manovre” che celano illeciti. Cadere nella rete usando la “rete” non è nemmeno difficile, un esempio? Furto d’identità, basta un “clic” e la privacy e la garanzia dei dati sicuri scompare. “Uno dei reati che con l’espansione di internet è sicuramente in costante ascesa è quello del cosiddetto “furto di identità digitale” cioè quei comportamenti illeciti mediante i quali malintenzionati si appropriano di dati personali altrui che successivamente utilizzano per compiere altri reati (truffe, diffamazioni) o, comunque, per arrecare danno ad altri”-così spiega Marcello La Bella, Vice Questore della Polizia di Stato, Dirigente del Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni "Sicilia Orientale".

L’illecito non ha oggi una specifica previsione normativa in Italia, rientrando comunque nella fattispecie prevista dall’art. 494 (sostituzione di persona) del codice penale. Pertanto, sarebbe opportuno dare autonome configurazioni legislative da questo punto di vista. Tale richiesta è stata formalmente avanzata dal direttore del Servizio di Polizia postale e delle comunicazioni Antonio Apruzzese, nel corso dell'audizione in commissione Trasporti e Tlc della Camera dei deputati, nell'ambito dell'indagine conoscitiva sulla sicurezza informatica delle reti web.

“A parte i casi cosiddetti “minori” di furto d’identità –prosegue il Dirigente- ovvero quelli commessi per commettere piccole truffe o per diffamare qualcuno fingendosi un’altra persona, i furti d'identità digitale di maggiore rilievo riguardano i codici di pagamento elettronico e poi i codici di accesso ai servizi di home-banking. I clienti bancari che subiscono questo tipo di attacchi criminali sono passati in Italia dallo 0,06% del 2010 allo 0,16% del 2011; ma il dato è ancora più importante se si considerano le aziende, salendo allo 0,51% in quanto le aziende sono assai meno attente dei privati nella gestione dei propri sistemi elettronici e informatici, forse perché non c'é un'adeguata cultura della sicurezza. Oggi gli attacchi ai servizi bancari possono essere compiuti non solo tramite phishing, cioè con l’invio di un’e-mail dichiarando di essere un incaricato di una banca o di una compagnia di carte di credito o di altre organizzazioni con cui si possono avere rapporti richiedendo informazioni personali, ma soprattutto con temibili virus quali ad esempio il conosciuto Zeus”.

Consigli all’utenza:come può tutelarsi?
"Utilizzare sempre e comunque la prudenza e l’accortezza che si ha nella vita di tutti i giorni. suggerisce il Dirigente- Se qualcuno bussa alla porta di casa nostra prima di aprire ci accertiamo chi sia. Bene. Prima di aprire un allegato ad un messaggio di posta elettronica verifichiamo che non nasconda un’insidia. Non abbiamo fretta di rispondere agli sms o cliccare sui link. Lo slogan che da tempo abbiamo lanciato è quello “prima di ogni click usa la testa”. Inoltre, teniamo l’antivirus del computer sempre aggiornato e, possibilmente, installiamo un programma firewall".

E le insidie che nascondono gli smartphone con le loro applicazioni?
"Essere sempre prudenti e chi non ne conosce alcune funzioni deve informarsi poiché “non sono solo i pc a poter essere potenzialmente “infettati” anche i telefoni mobili (smartphone) non sono immuni dal momento che navigano su internet anche con la ricezione di messaggi (SMS) che comunicano ad esempio la vincita di un telefonino di ultima generazione seguendo un link che porta ad una azione di phishing finalizzata ad acquisire i dati personali” spiega La Bella. Oltre ad affinare gli strumenti d’investigazione ed aggiornare la legislazione, occorre in ogni caso aumentare le campagne d’informazione contro questi illeciti. La prevenzione rimane senza dubbio lo strumento migliore per combattere efficacemente il fenomeno".
Ma un consiglio va dato ai genitori che regalano i costosi aggeggi ai minori.
"I telefonini, gli smartphone non hanno sostanziale differenza nelle funzioni dai pc di casa. I nostri ragazzi, pertanto, sono così esposti agli stessi rischi con l’aggiunta che hanno sempre l’immediata e costante disponibilità dello strumento di navigazione. Forse sarebbe opportuno, anche per evitare un abuso, un eccesso di tempo trascorso on-line che il traffico dati sia limitato. Occorre, infine, evidenziare che sta crescendo tra i ragazzi il fenomeno del furto, anche ad opera di coetanei, degli smartphone di nuova generazione spesso parecchio costosi e, a tal fine, sarebbe utile installare applicazioni che consentano il rintraccio del telefono mobile".

Articolo pubblicato il 23 ottobre 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


comments powered by Disqus