Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia Ŕ su Twitterrss qds
Quotidiano di Sicilia
Il QdS sul tuo smartphone
Scegli la tua app

Catania - Allagamenti nella periferia Sud. La Procura prova a fare chiarezza
di Melania Tanteri

Gli interventi sui canali non sarebbero stati eseguiti “a regola d’arte”. Il Comune: “Siamo spettatori”. Dubbi sulle opere idrauliche per la realizzazione del vicino centro commerciale

Tags: Catania, Giovanni Salvi



CATANIA - Potrebbero esserci dei colpevoli per gli allagamenti che hanno messo in ginocchio Catania e la sua periferia Sud lo scorso 7 marzo. La Procura etnea ha infatti inviato due avvisi a comparire a Carlo Ignazio Fantola (all’epoca presidente del Consiglio di amministrazione) e Renato Grecuzzo (progettista e direttore dei lavori), entrambi dirigenti della Icom Spa, la società che ha realizzato il centro commerciale “Porte di Catania”, ipotizzando il reato di inondazione colposa.

L’inchiesta conoscitiva, disposta dal sostituto procuratore Enzo Serpotta su disposizione del procuratore capo Giovanni Salvi, è ancora nelle fasi iniziali e potrebbe portare ulteriori novità, ma l’ipotesi di reato contro i dirigenti Icom sembrerebbero già dare regione ai residenti del Villaggio Santa Maria Goretti, pronti a costituirsi parte civile in un eventuale procedimento di rinvio a giudizio che, poco dopo i fatti di marzo, avevano presentato un esposto perché fossero accertate le eventuali responsabilità per l’inondazione che ha coinvolto, oltre al villaggio, anche la zona industriale della città, denunciando “le conseguenze di questi anni di un abbandono del territorio e una trasformazione urbanistica, in particolare ambientale, idraulica, geotecnica, con costruzione di centri commerciali, dell’espansione dell’aeroporto Fontanarossa, la mancanza dei lavori di pulitura dei canali e altre carenze istituzionali”.

Secondo quanto ipotizzato dalla Procura, le opere idrauliche necessarie per la realizzazione del centro commerciale non sarebbero state eseguite “a regola d’arte” e i canali non sarebbero stati realizzati secondo i progetti consegnati al Genio civile, presentando restringimenti e ostruzioni, né erano stati puliti.

“I canali – ha spiegato Salvi – sono rimasti quelli preesistenti, che non dovevano assorbire la massa d’acqua proveniente ora dagli enormi parcheggi di Porte di Catania, né è stato realizzato il collegamento del canale con il torrente Bummacaro”.
Insomma, alla base della devastante inondazione non ci sarebbero stati eventi atmosferici eccezionali, per quanto quel giorno di marzo di pioggia ne è caduta moltissima, ma impedimenti che avrebbero compromesso il deflusso delle acque.

Il Procuratore Salvi ha però sottolineato l’esistenza di altre concause che, seppur in minor misura, avrebbero contribuito a impedire il flusso delle acque, provocando i continui allagamenti della zona Sud della città. Tra questi, il mancato funzionamento delle pompe della Sidra, che si bloccano in caso di alluvione, e alcuni restringimenti nei canali. Per non parlare poi dell’aspetto della pulizia, in passato sottovalutato, di cui è consapevole l’amministrazione comunale che, infatti, dalla scorsa estate sta procedendo con gli interventi di ripulitura nei canali e nei torrenti dell’area.

“Il Comune non ha responsabilità per quanto accaduto - ha affermato l’assessore ai Lavori pubblici di Palazzo degli Elefanti Giuseppe Marletta – e, in merito all’inchiesta, siamo spettatori”.
“È chiaro – ha concluso - che continuiamo a fare la nostra parte, intervenendo con le Manutenzioni per la pulizia dei canali, soprattutto adesso che si avvicina la stagione delle piogge”.

Articolo pubblicato il 24 ottobre 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


comments powered by Disqus

´╗┐