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Messina - Atm, una bomba a orologeria. Ma lo Stato può disinnescarla
di Francesco Torre

Intanto la Regione reclama il pagamento di un debito di 3 mln € non onorato dalla giunta Buzzanca. Disperati circa 600 lavoratori che da 6 mesi non percepiscono lo stipendio

Tags: Messina, Atm, Trasporti



MESSINA - Non sanno più a chi rivolgersi i 600 dipendenti dell’Atm, senza stipendio da 3 mesi e sballottati da Palazzo Zanca a Palazzo d’Orleans senza avere alcuna risposta certa sul proprio futuro.

Venerdì scorso l’ultima assemblea: 4 ore dalle 8 alle 12 per capire cosa? Che ormai in strada ci sono solo 16 autobus e 4 tram, ovvero che il servizio pubblico è morto e sepolto. Che il Comune non ha soldi per pagare, e se li trova pensa prima ai dipendenti comunali, distinguendo tra figli e figliastri. Che la Regione siciliana ha bloccato i trasferimenti agli ultimi mesi dell’anno scorso, e che non intende versare nemmeno un altro centesimo se non prima il Consiglio comunale non approverà la trasformazione in Spa dell’azienda. E allora...allora la disperazione prende il sopravvento. E può diventare naturale anche che un nutrito gruppo di dipendenti e studenti (quelli rimasti senza bus per raggiungere scuola dalle periferie) arrivi lunedì a Palazzo Zanca chiedendo di parlare con il Commissario straordinario di nomina regionale Luigi Croce e, trovando i cancelli inspiegabilmente chiusi (ma il Municipio non è la casa di tutti i cittadini?), provi un vero e proprio assalto, in cui qualcuno, una volta entrato, minacci pure di gettarsi da una delle finestre.

Cosa deciderà Croce? Da un lato la sua giacchetta viene tirata dagli uffici regionali che reclamano il pagamento di un debito di 3 milioni di euro non onorato dall’amministrazione Buzzanca. Dall’altro, però, ci sono i sindacati e i lavoratori, che chiedono di pretendere che Palermo versi le sue quote. Forse la cosa più saggia, nel quadro complessivo di emergenza, sarebbe dichiarare il dissesto e porre fine a questa agonia. Ma con l’apertura di quale apocalittico scenario, vista un’anteprima di tal genere in stile Bastiglia?

Una decisione, comunque, andrà presa. La Regione pretende questi maledetti 3 milioni di euro (vedi box a fianco), pena il blocco di tutti i trasferimenti, e inoltre chiede perentoriamente che il Comune porti avanti la trasformazione in Spa, che è ferma al palo come il bilancio consuntivo 2011, peraltro recentemente bocciato in aula con il voto contrario del Pd. Il commissario liquidatore Santi Alligo, da par suo, facendo scaricabarile rilancia tutte le responsabilità alla Regione, invocando lo sblocco dei finanziamenti e affermando che il Comune ha fatto tutti i passaggi che erano stati richiesti. Dichiarazione quantomeno coraggiosa, stante il debito e quantificati i ritardi della Giunta nella produzione del nuovo Piano Industriale (la delibera di inizio anno prevedeva l’approvazione della Spa entro l’inizio dell’estate, un altro fallimento di Buzzanca che pesa come un macigno sul futuro della città). Intanto, però, tra le nubi, si comincia a intravedere un timido raggio di sole. A margine di un incontro con i sindacati, l’Amministrazione comunali ha dichiarato che “a breve, stando a quanto comunicato dal Ministero dell’Interno, sarà possibile trasferire all’Atm l’importo di un dodicesimo delle somme stanziate nell’esercizio precedente, pari a circa un milione e 333 mila euro”. Ma fino a quando gli stipendi non verranno saldati, è meglio non cantare vittoria.
 


Braccio lungo e corto. La Regione vuole il suo credito, ma si scorda i suoi debiti

MESSINA - La Regione non manda trasferimenti all’Atm dal settembre 2011. Perché? 1) Perché si attende la trasformazione in Spa; 2) Perché il Comune deve 3 milioni di euro da un piano di rientro approvato nel 2010. Sul primo punto, i ritardi continueranno ad accumularsi, anche in considerazione che la responsabilità sulla nascita della Spa ricade tutta sulle spalle del Consiglio, e il commissario non sta ancora attuando alcuna “moral suasion”. Ma cosa sono nello specifico quei 3 mln di debiti? Ricordate la vicenda del kilometraggio gonfiato dai dirigenti Atm per avere maggiori finanziamenti dalla Regione? In corso c’è il processo, ma intanto la Regione nel 2010 aveva obbligato il Comune a ridare indietro i soldi anticipati. Venti rate, di cui solo otto versate. Allo stesso tempo, però, l’Atm accumula crediti: sono ormai 7 i mln da incassare dai trasferimenti regionali. Non si potrebbe procedere a una compensazione in modo da appianare il debito e pagare gli stipendi ai lavoratori?

Articolo pubblicato il 25 ottobre 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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