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Catania - Tagliate le spese per i dipendenti ma debiti fuori bilancio alle stelle
di Melania Tanteri

Palazzo degli Elefanti deve fare i conti con la riduzione dei trasferimenti, passati da 176 a 129 mln di euro. Comune: confronto tra il rendiconto consuntivo del 2008 e la bozza del 2011

Tags: Catania, Bilancio, Raffaele Stancanelli



CATANIA - Enti locali a serio rischio tenuta. Con il prolungarsi della crisi economica e finanziaria di portata mondiale e con le misure imposte dal governo nazionale per fronteggiarla, i Comuni italiani stanno rischiando il fallimento uno a uno, compreso quello di Catania, già sull’orlo del dissesto finanziario appena cinque anni fa e nuovamente con i conti in rosso.

A gravare particolarmente sulle casse comunali etnee, infatti, la riduzione dei trasferimenti regionali e nazionali, che ammontano a decine di milioni di euro (solo nel 2011 sono arrivati 16 milioni di euro in meno), oltre che l’enorme mole di debiti fuori bilancio, cresciuti negli ultimi anni in maniera esponenziale.
E questo, nonostante l’amministrazione del sindaco Raffaele Stancanelli abbia cercato di operare intensamente per ridurre la spesa corrente e permettere alla città di rimanere a galla.

Il confronto tra i documenti economici dell’Ente, in questo senso, riesce a dipingere un quadro di come si sia evoluta la situazione finanziaria del Comune e di quali siano le maggiori criticità: analizzando il Rendiconto del 2008, anno in cui si è insediato il sindaco Stancanelli, e la bozza di quello del 2011, ancora da approvare, emerge infatti in maniera evidente lo sforzo messo in atto per contenere l’enorme spesa corrente, agendo anche sulla leva fiscale, per consentire la tenuta della città.

A cominciare dalla spesa: nel 2008, infatti, le uscite totali del Comune ammontavano a 2.173.501.402 euro, a fronte di 2.185.386.061 di entrate mentre, cinque anni dopo, nel 2011, di fronte a una riduzione drastica delle entrate (825.828.678 euro), anche la spesa è stata più che dimezzata, arrivando a 799.192.473 euro. Numeri, quelli appena descritti, pesantemente condizionati dalla riorganizzazione delle partecipate operata dall’Ente, che hanno visto uscire dal bilancio prima di tutto l’Amt, trasformata in Spa.

La contrazione delle voci, comunque consistente, è però dovuto principalmente a due fattori: da un lato la riduzione dei trasferimenti, passati dai 373.328.589 di euro nel 2008 ad appena 188.078.127 del 2011; dall’altro, la diminuzione del personale, passato da 4.900 unità nel 2008 a 3.400 oggi, con una riduzione di costo notevole, da 176.260.488 euro a 129.928.884 euro.

Un risparmio di una certa consistenza, al quale però ha corrisposto un aumento considerevole dei residui, attivi e passivi, ma soprattutto dei debiti fuori bilancio, su stessa ammissione del sindaco passati da circa 55 milioni nel 2008 agli 80 milioni di oggi, che secondo fonti interne al Comune potrebbero però essere molti di più e superare i cento milioni.
“Veri e propri imprevisti – li ha definiti Stancanelli - frutto di cattive gestioni del passato con cui siamo costretti nostro malgrado a confrontarci. Chissà ancora per quanti anni ne pagheremo le conseguenze in termini di bilancio”. Che pesano come un macigno sui conti del Comune.

Articolo pubblicato il 27 ottobre 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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