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Quotidiano di Sicilia

Le grandi opere pubbliche sono rimaste sulla carta
di Francesco Torre

Quattro grandi infrastrutture nel Piano trasporto pubblico di Palermo. Dopo sette anni ancora niente metropolitana e tram



Palermo - “Oggi, in Sicilia, ci troviamo in presenza di un assetto della mobilità che rivela forti limiti e carenze”. Così ha esordito, al Convegno “Le infrastrutture lineari di trasporto e il governo della Mobilità in Sicilia tenutosi a Taormina nel giugno 2008, il prof. Matteo Ignaccolo, docente di Trasporti all’Università degli Studi di Catania. Carenze che, sempre secondo il professore, sono essenzialmente di due tipi: “di mezzi e infrastrutture da una parte e di organizzazione dei trasporti dall’altra”.

Ovvero, mancano le strutture e quelle che ci sono sono male organizzate. Ma cosa programmano i tre comuni più grandi della Sicilia per aumentare il tasso infrastrutturale nel settore della viabilità? A Palermo, nel 2002, il Municipio ha varato il Piano del Trasporto Pubblico che prevedeva la realizzazione di quattro grandi opere pubbliche: la metropolitana leggera automatica, l’anello ferroviario, il sistema tranviario e il passante ferroviario. A sette anni da quella delibera, tali infrastrutture rimangono ancora solo sulla carta. A Messina, tutto sembra dipendere dalla costruzione del Ponte, ma nel frattempo, come vedremo nel box a fianco, si tenta quantomeno di accelerare sugli svincoli.

A Catania, come afferma il direttore generale Mario Lanza, “il quadro complessivo della mobilità è una tematica non ancora affrontata, anche perché c’è un evidente problema di coordinamento che non ha consentito di costruire una cabina di regia. Inoltre – ammette Lanza - si soffre per una mancata politica di gestione dei parcheggi, ma finché non si fara luce sulle faccende giudiziarie non si potrà parlare di mobilità a Catania”.

Articolo pubblicato il 02 aprile 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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