Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia Ŕ su Twitterrss qds
Quotidiano di Sicilia
Il QdS sul tuo smartphone
Scegli la tua app

Messina - Il giudizio della Corte dei Conti decisivo per il Comune
di Francesco Torre

Entro pochi giorni si dovrà dimostrare se l’Ente è ancora in grado di garantire i servizi essenziali. Bocciato in Consiglio il consuntivo 2011: situazione sempre più drammatica

Tags: Messina, Luigi Croce, Corte Dei Conti



MESSINA - Con un’imminente nuova stagione politica regionale tutta da scoprire, e con il fiato della Corte dei Conti sul collo, Palazzo Zanca si avvia nemmeno troppo allegramente verso il dissesto. E lo fa nel modo in cui è stata condotta tutta l’ultima sindacatura: senza alcun rispetto nei confronti dei cittadini. Ultima dimostrazione di ciò, la bocciatura in Consiglio comunale del bilancio consuntivo 2011 prima delle votazioni regionali.
 
Sia chiaro: i conti fatti da Buzzanca e Miloro sono stati contestati dai revisori dei Conti e dagli altri enti di sorveglianza, dimostrando come le responsabilità della situazione in cui si trova oggi il Comune abbiano nomi e cognomi ben precisi. Ma l’illuminazione sulla Via di Damasco dei consiglieri Udc e anche di alcuni Pdl che, solo oggi, si sono accorti delle pecche dei conti di Miloro dopo aver votato come soldatini tutti i precedenti bilanci revisionali, sorprende alquanto per mancanza di coerenza, e comunque certo non li salverà dalla condanna politica di correità nell’assassinio di un’intera città.

Con 10 voti contrari e 7 astenuti, il bilancio consuntivo è così stato bocciato. “Un atto politico grave e immotivato”, ha commentato Buzzanca, invocando il parere del commissario ad acta di nomina regionale Giuseppe Terranova, cui adesso spetta il delicato passaggio istituzionale dell’approvazione del rendiconto.

“Se fossi in lui – ha dichiarato il ragioniere generale del Comune Ferdinando Coglitore, anch’egli molto critico nei confronti dei consiglieri dissenzienti – approverei il consuntivo e poi manderei le carte alla Corte dei Conti”. Che se non è una condanna tout court di quanto espresso dalla precedente amministrazione poco ci manca.

La Corte dei Conti, comunque, sullo stato di Palazzo Zanca nei giorni scorsi si era già espressa. Dando un ultimatum al commissario straordinario di nomina regionale Luigi Croce. Entro pochi giorni si dovrà dimostrare se il Comune sia ancora in grado di garantire i servizi essenziali ai cittadini, e in caso contrario non sarà più possibile evitare la proclamazione del dissesto. Difficilmente i 18 mln appena arrivati dal Governo riusciranno a impedire il default, ma “mai dire mai”. E se dissesto sarà, questo porterà alla città tutti gli strascichi dell’iter previsto dalla nuova normativa: nuovo bilancio lacrime e sangue vagliato dal Governo con tutte le tasse alle aliquote massime consentite; spending review con individuazione degli sprechi e, se è il caso, riduzione del personale; sanzioni per gli amministratori ritenuti responsabili del dissesto, tra cui l’incandidabilità per 5 anni. Riuscirà Croce ad evitare tutto ciò (ammesso che evitarlo sia un bene?).


Debiti. Non ci sono neanche i soldi per le bollette


MESSINA - A quanto ammonta il debito di Palazzo Zanca? 200-250 milioni. Queste sono le cifre da capogiro che circolano in questi giorni tra gli addetti ai lavori. Numeri da capogiro, cui difficilmente nel breve o medio periodo si potrà porre rimedio, e che stanno creando uno scenario da Apocalisse. Lasciando stare i dipendenti comunali con lo stipendio in ritardo di un mese (per loro comunque c’è la garanzia del primo bonifico non appena arriveranno i soldi del Governo), ci sono le bollette della luce e del gas da pagare (e con esse le assurde richieste alle scuole di fare economia), i camion della spazzatura fermi perché non ci sono soldi per il carburante, le auto di rappresentanza ferme per via delle polizze assicurative da corrispondere, i debiti con le partecipate e con i privati. E parliamo solo di una parte delle emergenze, senza tenere conto delle vertenze di lavoro, le più dolorose.
Il dissesto è nei fatti, le parole potranno ormai solo confermarlo.

Articolo pubblicato il 31 ottobre 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


comments powered by Disqus

´╗┐