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Rigassificatore di Priolo-Melilli, tocca al presidente Crocetta
di Rosario Battiato

L’ex sindaco di Gela aveva prima dichiarato che non c’era alcun pericolo per l’ambiente, salvo poi smentirsi. Dichiarazioni ambivalenti in campagna elettorale dovranno essere chiarite dai fatti

Tags: Rigassificatore, Priolo, Melilli, Rosario Crocetta, Ambiente, Energia



PALERMO – L’esito delle elezioni ha poggiato sul trono di governatore della Sicilia il gelese Rosario Crocetta. Una scelta che, al di là delle molteplici declinazioni politiche e amministrativa che comporta, riapre la pagina del rigassificatore di Melilli. Il decreto autorizzativo - l’ultimo atto prima dell’inizio dei lavori dopo le autorizzazioni ottenute dal ministero dell’Ambiente e dagli uffici della Regione in seguito alle conferenze di servizio – è infatti rimasto intonso nei cassetti della scrivania dell’ex governatore Raffaele Lombardo che non se l’era sentita di firmare, lasciando così il fardello al successore.

In campagna elettorale Crocetta non ha evitato di parlare dell’impianto come occasione di sviluppo per l’area, salvo poi smentire, o parzialmente rimodulare, in altre occasioni. Adesso i nodi vengono al pettine, ma molto altro intanto è accaduto.
Per cominciare la coppia che fin dal 2006 si era intestata la battaglia per la costruzione del rigassificatore non esiste più. La joint venture paritetica Ionio Gas, costituita da Erg e Shell, si è praticamente liquefatta. Il 31 luglio scorso, infatti, la Erg ha comunicato, tramite una nota ufficiale, di voler uscire “dal progetto per lo sviluppo di un terminale di rigassificazione di Gnl in Sicilia”, lasciando, di fatto, tutto in mano a Shell.
 
Nei mesi successivi si sono ricorse le voci di un eventuale abbandono della compagnia anglo-olandese, ma stando alle comunicazioni ufficiali del gruppo ancora nessuna decisione è stata presa. Il congelamento dell’azione, prima di decidere se subentrare a Erg (che intanto ha ceduto quasi tutta l’Isab di Priolo ai russi della Lukoil), è probabilmente derivato dall’intenzione di attendere l’elezione del nuovo governatore, visto che i candidati più papabili alla poltrona come Musumeci e, appunto, Crocetta, non avevano mai escluso la possibilità di dare avvio ai lavori, senza tuttavia sbilanciarsi mai troppo. Proprio il candidato catanese della compagine di destra aveva spiegato che si sarebbe attenuto alle condizioni di sicurezza senza avere alcun tipo di preclusione. Insomma, grossomodo le medesime parole che diceva Lombardo.

Venendo a Crocetta il discorso si complica. L’ex sindaco di Gela non ha mai nascosto le sue simpatie per il rigassificatore di Melilli, sbilanciandosi in più di un’occasione pubblica (in un’intervista a Tempi.it aveva dichiarato che “il rigassificatore non è un rischio per l’ambiente”) salvo poi smentirsi puntualmente (intervistato da Il Fatto quotidiano) e tornare alla più ovvia ricetta Lombardo: senza sicurezza non si va da nessuna parte.

Insomma da un governatore all’altro pare che le cose non siano poi cambiate di molto. Adesso però è il momento di decidere, perché le condizioni dell’area sono note da tempo: l’ennesimo impianto a rischio incidente rilevante (rir) in un’area a rischio sismico con altri impianti (rir) e senza nessuna normativa né censimento che certifichi la resistenza ad un terremoto degli impianti chimici. Bisogna soltanto capire quando tempo ci metterà Crocetta a decidere la direzione da far imboccare al suo nuovo governo. Adesso, almeno questo è certo, il tempo per rimandare al prossimo governatore non c’è più.
 


“Niente inceneritore, puntiamo sulle rinnovabili”
 
PALERMO - Il neo presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta vuole iniziare una nuova fase per la politica energetica dell’isola. Un modello di governo “europeo”,  basato su “competenza, onestà e rigore” e “nel rispetto dei ruoli”: l’Assemblea siciliana “deve controllarmi e votare solo i provvedimenti giusti”, afferma incontrando i giornalisti a Palermo. Tra le riforme che Crocetta vuole attuare “primaria è quella sui rifiuti. La loro gestione deve andare ai Comuni, o a consorzi di Comuni. Basta con le Ato e altri enti inefficaci”. “Anche la politica energetica va cambiata, puntando sulle rinnovabili. Con me mai inceneritori”. Crocetta promette poi “una Regione leggera, dove molto sia privatizzato. Voglio che i cittadini partecipino alle decisioni, che un vero decentramento dia responsabilità ai sindaci e ai politici locali”.
Bisogna razionalizzare i costi e tagliare gli sprechi. Le auto blu si useranno solo in casi di stretta necessità, per il resto consiglieri e assessori possono usare il car sharing. E chi, in sede di assemblea, non vota i buoni provvedimenti se ne assume la responsabilità.

Articolo pubblicato il 31 ottobre 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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