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Catania - Castiglione rassegna le dimissioni per tentare il salto in Parlamento
di Desirée Miranda

Dura la reazione dell’opposizione: per Furnari (capogruppo Pd) “scelta scellerata e scorretta”. Il presidente della Provincia lascia sei mesi prima della scadenza del mandato

Tags: Catania, Giuseppe Castiglione



CATANIA - Giuseppe Castiglione ha rassegnato le dimissioni da presidente della Provincia. Il responsabile del Pdl siciliano ha ufficializzato martedì sera la decisione di candidarsi alle prossime elezioni politiche in primavera e, per legge, anche le dimissioni. Il presidente uscente che di conseguenza decade anche come presidente dell’Unione delle Province d’Italia, si è detto amareggiato per questa scelta obbligata e ha attaccato la normativa.

“È con grande dispiacere – ha detto - e con sentimenti di viva gratitudine per la straordinaria esperienza amministrativa e politica vissuta, che rassegno le mie dimissioni da presidente della Provincia di Catania, costretto a lasciare dalle norme discriminatorie che regolano le candidature alle elezioni politiche”.

Mancavano sei mesi al completamento della legislatura, iniziata il 18 giugno del 2008, ma la scadenza del mandato provinciale è in concomitanza con le elezioni per il rinnovo del Parlamento nazionale. La norma sull’incompatibilità del doppio incarico, regolata dalla legge 60 del 1953 e successive modifiche (come la la sentenza della Corte Costituzionale n.277 del 2011) obbliga alle dimissioni almeno sei mesi prima delle elezioni o all’ineleggibilità. E Castiglione ha ufficializzato la propria scelta proprio nell’ultimo giorno disponibile. Stando a quanto riferito dal presidente della Provincia, comunque, la legge - adeguata dopo che la questione fu sollevata anche dal Tribunale civile di Catania dinanzi alla Consulta in merito al doppio incarico di senatore e sindaco di Catania di Raffaele Stancanelli - non avrebbe considerato proprio tutti i casi di doppio incarico.

“È paradossale – ha aggiunto l’esponente del Pdl – che un presidente di Regione o assessore regionale possano restare in carica e concorrere alle elezioni al Parlamento, mentre gli amministratori degli Enti locali siano costretti a dimettersi sei mesi prima delle elezioni politiche, perché altrimenti ineleggibili. Una palese disparità di trattamento”.

Castiglione lascia dunque la Provincia e lo fa in un momento tutt’altro che facile per l’Ente. Il bilancio consuntivo del 2011, per esempio, non è ancora stato approvato nonostante siano scaduti sia i termini regoli di legge che le proroghe. E così l’opposizione tuona contro il presidente dimissionario. Giuseppe Furnari, capogruppo del Pd alla Provincia, ha definito quella di Castiglione una “scelta scellerata, politicamente scorretta”. E anche Luca Spataro, il segretario provinciale del Partito democratico etneo ha fatto sentire la sua voce: “Castiglione – ha detto - scappa per essere eletto al Parlamento tradendo i suoi elettori e lasciando un bilancio davvero deludente del suo operato”.

“Noi – ha aggiunto - siamo pronti a costruire una coalizione che si faccia carico dei tanti problemi e delle tante incompiute lasciate dal governo di Giuseppe Castiglione”. Per i prossimi sei mesi arriverà un commissario straordinario a gestire la Provincia, ma secondo Furnari “è pur sempre un burocrate che non può fare le scelte politiche di cui c’è bisogno”.

Articolo pubblicato il 01 novembre 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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