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L’assessore Chinnici sui commissariamenti “Noi abbiamo soltanto applicato la legge”
di Michele Giuliano

Alcuni amministratori avevano varato gli strumenti finanziari ma sono stati ugualmente “ripresi” da Palermo. L’80 per cento dei Comuni e delle Province regionali non in regola con preventivi e consuntivi



PALERMO - Il tempismo, si sa, non è stato certamente mai una caratteristica positiva nel quadro della quotidiana attività politico-amministrativa del governo della Regione. Non lo è stato nemmeno in quest’ultimo periodo quando è stato deciso di emanare un decreto per il commissariamento dei quei Comuni inadempienti che ancora non hanno approvato il bilancio di previsione dl 2009 e il Conto Consuntivo del 2008. Non solo il decreto è stato approvato con una ventina di giorni di ritardo rispetto alla scadenza dei termini concessa ai Comuni, ma per di più il provvedimento è stato notificato con ritardo.
In pratica decine e decine di enti locali, quando gli è stato fatto presente che un commissario si sarebbe insediato per arrivare all’approvazione dei necessari documenti contabili, avevano già varato lo strumento finanziario. Le lamentele, immancabili, non sono mancate da parte degli amministratori locali. Molti di loro hanno intravisto in questo provvedimento una decisione infelice ed affrettata, quanto inutile, che tra l’altri ha finito per gettare discredito sulle pubbliche amministrazioni bollate quasi come inefficienti.

“Il Consiglio comunale – precisa il sindaco di Alcamo Giacomo Scala - ha approvato il bilancio di previsione del 2009 e la relazione previsionale e programmatica 2009-2011 e lo stesso bilancio pluriennale. L’approvazione degli strumenti finanziari è stata comunicata all’assessorato con una nota dello scorso 3 giugno. Sarebbe meglio per queste questioni così delicate evitare di infondere confusione nell’opinione pubblica”.
A seguirlo a ruota molti altri colleghi ed esponenti di consigli comunali sia nella provincia stessa che di altri territori, come i Comuni di Siracusa e Ragusa. Ma che qualcosa non funzioni nel sistema pubblico-amministrativo della Sicilia se ne sono accorti persino dal Nord Italia. Effettivamente la notizia che ben 308 Comuni e 6 Province regionale siano state commissariate perché non in regola con i documenti contabili desta un certo scalpore per la dimensione del fenomeno. Tanto da indurre il presidente della Provincia di Treviso, Leonardo Muraro della Lega, a rivolgersi al ministro dell’Interno Roberto Maroni: “È una vergogna per tutta l’Italia. Contro ogni buon principio di responsabilità amministrativa e trasparenza. Se i rappresentanti istituzionali della Sicilia non sanno svolgere appieno il compito che è stato affidato loro dal cittadino-elettore – ha scritto in una nota - che vengano commissariati all’istante del ministro Maroni. E se c’è bisogno, mi offro per portare la mia esperienza di amministratore di Provincia in quel territorio”.

Una polemica che riporta allo stesso quesito: non sarebbe il caso che la Regione introduca delle penali o delle sanzioni più dure per i Comuni inadempienti in modo da incentivarli a fare tutto in regola? Sull’argomento il neo assessore regionale agli Autonomie locali, Caterina Chinnici, preferisce glissare: “Il mio ruolo – chiarisce - non è sicuramente quello di inasprire le sanzioni previste, ma quello di applicare la legge. E così ho fatto. Cosa altro avrei potuto fare, d’altronde, se l’80 per cento dei Comuni e delle Province regionali dell’Isola non ha adempiuto, dopo quasi due mesi dalla scadenza prevista, a un obbligo di legge? Applicare la sanzione, ovvero procedere al commissariamento. Senza se e senza ma. E soprattutto senza guardare in faccia nessuno, perché la legge è uguale per tutti. Un provvedimento straordinario, ma che si è reso necessario e urgente, così come anche negli anni scorsi, per arrivare il più rapidamente possibile all’approvazione degli strumenti contabili nelle province e nei comuni interessati. E questo per consentire il normale svolgimento delle attività proprie degli enti in questione, anche in riferimento alla realizzazione degli obiettivi di politica sociale. Certamente è disdicevole e curioso che, nell’ambito di una stessa regione, ci sia un numero così elevato di enti inadempienti, ma non dipende né da me, né dalla mia amministrazione”.

Articolo pubblicato il 12 agosto 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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