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Sanità: 4,4 miliardi i debiti delle aziende sanitarie. Grandi responsabili dei ritardi nei pagamenti di forniture
di Liliana Rosano

L’audizione del presidente della Corte dei Conti Sicilia Arrigoni e del procuratore regionale Carlino presso la Commissione errori sanitari. Al primo posto l’Asp di Catania col 17,7 per cento, poi Palermo col 12,7 per cento, seguite da Messina 11,9 per cento

Tags: Sanità, Rita Arrigoni, Guido Carlino, Corte Dei Conti



Palermo – Non si usano giri di parole a proposito della situazione finanziaria della sanità regionale. Ieri, nel corso dell’audizione del presidente della Sezione di controllo per la Regione siciliana della Corte dei conti, Rita Arrigoni e del Procuratore regionale della Corte dei conti per la Sicilia, Guido Carlino presso la Commissione parlamentare di inchiesta sugli errori in campo sanitario e sulle cause dei disavanzi sanitari regionali, si è parlato di “indebitamento del sistema sanitario regionale, riscontrabile dagli stati patrimoniali delle aziende nel 2011, pari a 4 miliardi e 444 milioni di euro”.

L’indebitamento, si legge nel resoconto dell’audizione, è in parte dovuto alle spese per forniture di beni e servizi che ammontano a 2.536 mln di euro con un aumento di 757 milioni rispetto al 2008. Proprio nel 2008, il ministero dell’Economia aveva disposto un’anticipazione di 2.680 milioni di euro grazie ai quali la Regione ha potuto effettuare sia l’estinzione anticipata delle operazioni finanziarie contratte nei mercati finanziari che la liquidazione dei debiti commerciali. Tale ristrutturazione finanziaria, avendo un obiettivo temporale limitato alla sistemazione delle situazioni in sofferenza alla data di fine anno 2005, ha tuttavia prodotto un alleggerimento solo temporaneo, lasciando permanere l’indebitamento che c’era alla base. Dall’analisi disaggregata della situazione debitoria delle singole aziende sanitarie, emerge che la maggiore incidenza sul totale dei debiti regionali sia quella dell’Asp di Catania (17,7%), dell’Asp di Palermo (12,7%) e dall’Asp di Messina (11,9%), sia pure con una diminuzione nelle percentuali rispetto alle percentuali registrate nel 2006 e nel 2007.

Nel testo dell’audizione si legge chiaramente che “la gravità del fenomeno che sino ad oggi è stato ricorrente nella gestione della sanità siciliana, come pure di altre regioni, sia legato anche ad un sistema di finanziamento che non ha consentito una tempestiva e piena copertura di fabbisogni”.

Una delle conseguenze di questo fenomeno è, secondo la commissione in questione, il ritardo nei pagamenti che in Sicilia che è in media di 288 giorni: 127 giorni per i tempi minimi e fino ad 880 giorni fino ai tempi massimi. All’elevatissimo debito accumulato negli anni, la Regione ha cercato di porre rimedio prima, tramite operazioni finanziarie, poi, con l’anticipazione del Mef e con l’allungamento della sua scadenza fino anche a trent’anni, trasformando un debito commerciale a breve in debito finanziario a lungo termine e scaricandone gli effetti sulle generazioni future. Ora si spera che con il decreto legislativo approvato la scorsa settimana dal Consiglio dei ministri, ponga un freno alla situazione.

Al debito verso i fornitori, per la Regione, si unisce anche quello verso l’Istituto tesoriere. Durante l’audizione, è rilevante il dettaglio del +5,25 per cento di aumento di quest’ultimo nel 2011, incidendo nel debito complessivo con una percentuale del 25 per cento. Sull’indebitamento della sanità regionale incombono due fardelli: quello verso i fornitori e quello verso l’istituto tesoriere. Sicuramente la grossa fetta del debito è rappresentata dall’anticipazione di 2.640 milioni di euro concessa nel 2008 dal Ministero dell’Economia in occasione della stipula dell’accordo annesso al Piano di rientro 2007-2009. Come detto prima, si tratta di un debito non incluso nelle contabilità patrimoniali delle aziende, che peserà sulle casse e sulla gestione finanziaria della sanità.

Un debito di durata trentennale con una rata di ammortamento pari a 180 milioni annui , il cui importo a fine 2011 ammontava a 2503 milioni di euro. Per fortuna, nella situazione debitoria complessiva, non risultano mutui assunti da parte delle aziende sanitarie siciliane e alla voce “altri debiti” si parla di una cifra che si aggira al mezzo milione di euro.

Articolo pubblicato il 08 novembre 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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