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Quotidiano di Sicilia

Toto-assessori, favoriti Pd, Udc e lista Crocetta
di Raffaella Pessina

Mentre Lombardo ha negato i favori accusati dal neo-governatore. Dentro il Pd c’è la lotta tra le correnti per le nomine

Tags: Ars, Rosario Crocetta



PALERMO - Prosegue il botta e risposta fra Raffaele Lombardo, presidente della Regione uscente e Rosario Crocetta, il nuovo eletto il 28 ottobre scorso. “Non mi sono ancora insediato - ha detto nei giorni scorsi Crocetta - e fino a ieri il mio collega continuava a firmare, da Grammichele, determine e incarichi. Non so se lo abbia fatto ancora oggi (ieri per chi legge). Assicura di no, anche nella risposta alla mia lettera. Speriamo. Ogni ora che passa tremo, perché dico quanti incarichi avrà fatto che poi io dovrò revocare?”. Questa dichiarazione si riferisce evidentemente alla nomina fatta da Raffaele Lombardo, del commissario della Provincia di Catania, indicando un proprio fedelissimo. “Io sinceramente non capisco le critiche di Crocetta - risponde Lombardo attraverso un quotidiano on line (Live sicilia) -  Non mi risulta che in queste ultime settimane la Regione abbia erogato nulla. Anzi, io ho raccomandato al Ragioniere generale di bloccare ogni tipo di spesa, di chiudere la cassa”.

Intanto in attesa della cerimonia di insediamento del Governatore, prevista per domani, comincia il toto assessori. In base a quanto dichiarato dallo stesso Crocetta, lui le alleanze le farà solo con la compagine che si è presentata con lui alle elezioni. Quindi i favoriti saranno Pd, Udc e la sua lista. Fermo restando che una poltrona toccherà al cantautore Franco Battiato (ancora non si è certi se sarà cultura o turismo), gli altri saranno suddivisi tra questi partiti e gruppi. Ma bisognerà assegnare la presidenza dell’Ars, che come è noto vale sulla scacchiera delle poltrone più di un assessorato.
 
L’ipotesi più accreditata è quella che possa toccare ad un componente dell’Udc (Nino Dina o Lino Leanza). Ma è anche possibile che il governatore possa realizzare in poco tempo una campagna acquisti fatta sulle persone piuttosto che sui gruppi politici: ossia candidati che hanno usato come ponte alcuni partiti per poi traghettare verso lidi più disponibili a fornire posti di governo e poltrone di rilievo.
Riguardando i numeri, appare chiaro che a Crocetta mancano quei 6/7 voti utili ad ottenere una maggioranza magari non forte, ma funzionale per portare avanti nel tempo la legislatura. Tornando ai posti di comando negli assessorati, si riscontra una vera battaglia dentro al Pd, certamente non abituato in Sicilia a governare.

I nomi che circolano sono molti a cominciare dall’ex capogruppo del partito all’Ars Antonello Cracolici, a Beppe Lumia. In vista anche Baldo Gucciardi dell’area di Nino Papania. Ma a voler qualcosa c’è anche la corrente del segretario regionale Giuseppe Lupo (che fa capo a D’Antoni). E se la presidenza dell’Ars andasse ad un rappresentante dell’opposizione, ipotesi poi non così lontana, la spartizione degli assessorati vedrebbe aumentare le richieste di Pd e Udc. Ma i partiti devono tener conto che più volte il neo governatore ha affermato di non voler fare solo accordi di partito per assegnare le poltrone degli assessorati. Già lo ha dimostrato mettendo nell’esecutivo Franco Battiato che si può definire un tecnico totalmente al di fuori dalla politica.

Articolo pubblicato il 08 novembre 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Rosario Crocetta
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