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Tempi lunghi per divorziare? Gli italiani preferiscono l’estero
di Andrea Carlino

Per porre fine a un rapporto da noi sono necessari quasi quattro anni

Tags: Matrimonio, Divorzio



CATANIA - In Italia ogni 4 minuti una coppia si separa o divorzia.
Secondo i dati Istati nell'86,4% dei casi si è trattato di una separazione consensuale, mentre nel restante 13,6% di separazioni giudiziali (solo nel 19,4% delle quali è stato dichiarato l'addebito ad uno dei coniugi). Nel 2010 le separazioni sono state 88.191 e i divorzi 54.160; rispetto all'anno precedente le separazioni hanno registrato un incremento del 2,6% mentre i divorzi un decremento pari a 0,5%.

Spesso però le coppie non si chiedono quanto costa dirsi addio. Il regime legale italiano è lungo e costoso.
Un divorzio estero potrebbe essere in molti casi la soluzione migliore in questo momento.
Per ottenere il divorzio in Italia, allo stato attuale, sono necessari infatti quasi quattro anni. Così circa 9 mila coppie si sono rivolte ad un giudice straniero per avere il divorzio. E le sentenze vengono riconosciute anche in Italia, sulla base della normativa europea.
Ed è per questo che da qualche anno è nato anche il "turismo da divorzio". Coppie che oltrepassano il confine per sfilarsi la fede dal dito.

Abbiamo chiesto all’avvocato Carmela Pucci, esperta divorzista, quali sono i tempi e le procedure per divorzio all’estero in tempo: “Il regolamento da seguire è quello europeo 1259 del 2010 che si limita essenzialmente al divorzio, senza approfondire la tematica dell’affidamento dei figli.

Basta andare all’estero, affittare un appartamento per avere una residenza temporanea e ottenere così il divorzio in pochi mesi”. E allo Stato italiano non resta altro che ufficializzare il grande passo.
Il secondo passaggio è la presentazione del ricorso per il divorzio a uno studio convenzionato con lo studio italiano di riferimento. “E per la sentenza, continua la Pucci, bisognerà aspettare dai cinque ai sette mesi”.

E la fine del matrimonio sarà valida anche in Italia, grazie al regolamento europeo numero 2201 del 2003 che rende valide anche le sentenze emesse negli altri Paesi europei. Il tutto, a un costo medio di 3 mila euro. In Olanda, ad esempio, esiste, addirittura una catena d’alberghi, chiamata “Divorce Hotel”: due giorni tra le stanze lussuose di questi cinque stelle per poter dirsi addio. Marito e moglie vengono seguiti da un team di professionisti.

Gli avvocati forniscono consulenza per dividere i beni, concordare il pagamento degli alimenti e organizzare le visite ai figli. Poi entrano in gioco un notaio, un commercialista, persino un consulente finanziario, un agente immobiliare e uno psicologo, alla modifica cifra di 2500 euro.

Articolo pubblicato il 09 novembre 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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