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di Nicola Digiugno

Forum con Salvatore Messina, commissario straordinario Asp Agrigento

Tags: Salvatore Messina, Agrigento



Da quanto tempo è commissario straordinario dell’Asp di Agrigento?
“Dal 16 settembre dello scorso anno sono alla guida della quarta azienda siciliana, con un bilancio di 750 milioni di euro. Gli aspetti più importanti della mia azione? Ho lavorato tanto sulla problematica riguardante la gestione delle forniture di beni e servizi. Una delle prime cose che ho fatto, dopo il mio insediamento, è stata quella di partecipare a una riunione dei direttore generali del bacino della Sicilia occidentale per fare il punto sulle gare centralizzate. Con una delibera, la numero 908 del novembre scorso, ho preso atto della situazione e delle proroghe in corso, impegnandomi per l’indizione delle gare necessarie, circa settanta. Un atto che è stato prontamente trasmesso anche alla Corte dei conti e alla Procura della Repubblica. Le gare più significative? Quelle relative a forniture di beni e servizi essenziali”.

Qual è l’organico dell’Asp?
“Le unità lavorative sono complessivamente 3.552. All’interno di questo personale vanno considerati 556 medici sui distretti ospedalieri, 375 tra medici e veterinari dei distretti territoriali, per un totale di 931 unità. Per quanto riguarda la dirigenza sanitaria non medica, biologi, chimici e altri, le unità sono 85. I collaboratori professionali sanitari, compresi gli infermieri, sono 1.552. Nel ruolo sanitario i dipendenti sono 2.568, in quello amministrativo 431. L’ultima cifra è in contrazione, perché coloro che vanno in pensione non vengono rimpiazzati. Occorre tenere presente che questi numeri, notevoli, si riferiscono a sette distretti territoriali, con 43 ambulatori. La provincia di Agrigento è vasta”.

Ci sono eccellenze nella sanità agrigentina?
“Ci sono buone realtà. Ortopedia lo è sicuramente nei presidi di Licata, Agrigento e Sciacca, con le relative specializzazioni. A Sciacca sono specialisti in chirurgia del piede, abbastanza rara nel panorama. Agrigento emerge a livello regionale per la chirurgia della spalla. A Licata c’è un buon generalista. Una realtà in crescita può ritenersi anche Urologia, con un nuovo primario. Qui l’occupazione dei posti letto è al 100 per cento. Inoltre, Medicina nucleare funziona benissimo”.

Qual è il tasso di emigrazione sanitaria?
“Il dato del 2011, fornito dalla Regione, è di circa 100 milioni di spesa per emigrazione sanitaria. Credo che ciò derivi soprattutto da scarsa informazione. Uno degli elementi più significativi della spesa riguarda le cure oncologiche. Molta gente va fuori, credendo di trovare la panacea di tutti i mali al Nord. Noi disponiamo di tre, buoni, presidi oncologici a Agrigento, Canicattì e Sciacca. Dobbiamo migliorare certamente sul fronte dell’accoglienza e su quello dell’informazione. Ad Agrigento abbiamo un poliambulatorio importante, con tutte le branche di specialità, anche di più. Il servizio di Radiologia ha due telecomandati e l’apparecchiatura per l’Ortopantomografia, che non è largamente diffusa nelle realtà pubbliche, pur essendo poco costosa.
Ebbene, le richieste di prestazioni sono veramente poche rispetto alla potenzialità della struttura. Un problema d’informazione riguarda, inoltre, l’appropriatezza prescrittiva. Spesso si chiedono prestazioni in casi in cui non sono affatto necessarie. Risonanza magnetica e Tac, ad esempio, vanno fatte solo se veramente indispensabili. Dalle nostre parti c’è anche un eccesso di medicina difensiva che deriva spesso dal timore di ritrovarsi coinvolti in procedimenti giudiziari per carenza d’indagini diagnostiche”.
 
Quali sono le criticità essenziali?
“Le criticità riguardano soprattutto il piano dell’organizzazione strutturale. Il problema vero è la continuità del lavoro svolto, del percorso intrapreso. Una criticità enorme era costituita dal personale precario, da sette anni. è stato bandito un concorso. Siamo un’eccellenza, invece, per il sito web. è stato giudicato in maniera lusinghiera a livello nazionale, dal ministero della Salute. è il settimo, un risultato prestigioso. è aggiornato in tempo reale. Inoltre, c’è un piano d’informatizzazione in fase avanzata, per aree, che prevede anche la gestione completa di tutti i magazzini. Il Piano attuativo aziendale? L’assessorato regionale della Salute ha comunicato la formale accettazione. Va sottolineato, infine, che dal 2004 abbiamo un ottimo rapporto con la fondazione Maugeri, che quando è arrivata in Sicilia ha aperto tre centri di riabilitazione, uno a Sciacca. La fondazione è un istituto di ricerca e cura, a carttere scientifico, d'altissimo livello. è in corso una convenzione per l'istituzione, all'interno del presidio ospedaliero di Ribera, di 48 posti letto. Attivati gli ambulatori già dallo scorso gennaio. Successivamente i posti letto saranno complessivamente 132".
 

 
Curriculum Salvatore Messina
 
Salvatore Messina è il commissario straordinario dell'Asp di Agrigento. Nato a Piazza Armerina, 60 anni, laureato in Giurisprudenza all'Università di Catania, è stato dirigente amministrativo all'Asp di Enna, da settembre 2009 a settembre 2011. Ha lavorato anche all'azienda ospedaliera "Umberto I" di Enna e all'Azienda sanitaria provinciale di Reggio Calabria, in qualità di direttore amministrativo, da ottobre 2008 a maggio 2009. Fra le esperienze professionali maturate anche quella di docente nei corsi per dirigenti di struttura complessa, dal 2005 al 2008, al Cefpas di Caltanissetta.

Articolo pubblicato il 10 novembre 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Salvatore Messina, commissario straordinario Asp Agrigento
Salvatore Messina, commissario straordinario Asp Agrigento



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