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Quotidiano di Sicilia

Messina - Un fardello da 240 milioni di euro sulle spalle di tutti i messinesi
di Francesco Torre

La Corte dei Conti ha comunque concesso trenta giorni di tempo per varare eventuali misure correttive. A tanto ammontano i debiti del Comune, sempre più vicino al dissesto finanziario

Tags: Messina, Luigi Croce, Corte Dei Conti



MESSINA - Ha parlato come quel dottore che deve dire ai familiari del paziente che la malattia è incurabile ma che la speranza è sempre l'ultima a morire, il commissario straordinario di nomina regionale Luigi Croce nel corso della conferenza stampa indetta per informare la città sulla reale situazione debitoria dell'Ente comunale e sulle intenzioni della Corte dei Conti.
Dissesto o non dissesto? Questa la domanda centrale di tutto l'incontro, anche in relazione all'appuntamento di venerdì scorso avuto a Palermo con i magistrati della Corte dei Conti.

La risposta, ancora una volta, è stata interlocutoria, perché la Corte ha concesso al Comune altri 30 giorni di tempo per predisporre tutte le misure correttive necessarie a evitare il default. Ma andiamo ai numeri da brivido snocciolati da Croce.
“Complessivamente siamo in deficit di 240 milioni di euro”, ha rivelato il commissario (anche se i numeri erano già trapelati qualche giorno fa), aggiungendo “quando sono arrivato al Comune in cassa c’era un disponibilità di poche centinaia di migliaia di euro. Il conto corrente della tesoreria aveva un saldo negativo di 42 milioni di euro, con una differenza di circa 23 milioni di euro rispetto al mese di giugno, quando il saldo negativo era di 18 milioni di euro”.

Chiara frecciatina all'ex sindaco Buzzanca, pure mai nominato. Quanto alle altre brutte notizie, Croce ha informato che: 42 mln di euro di residui attivi, antecedenti al 2006, non sono più riscuotibili; il debito con Tirreno Ambiente è di 24 mln di euro; i debiti di Atm e Messinambiente sommati sono di 43 mln; i debiti per cause perse per incidenti stradali causati dalle buche nelle strade si aggirano intorno ai 20 mln di euro, mentre quelli degli avvocati esterni per opposizioni alle contravvenzioni di 2 mln di euro; 1 mln di debito c'è infine per sanzioni amministrative.
 
Insomma, il paziente clinicamente dovrebbe essere già considerato morto, se non fosse per un piccolo barlume di speranza rappresentato da alcuni fattori quali: la sentenza del Tar di Catania di qualche giorno fa con la sospensione del decreto ministeriale che sanciva lo sforamento dell'ente del Patto di Stabilità per l'anno 2011; la possibilità di accedere al fondo di rotazione varato dal Governo Monti. Misure che potrebbero garantire nel breve/medio periodo introiti per 57 mln di euro e dare maggiori possibilità di manovra al commissario. Che pure ha avvertito: “Per la chiusura dell'anno mancano ancora 20 mln di euro, e per racimolarli bisognerà portare al massimo tutte le tasse, compresa la Tarsu e l'Imu, e poi tagliare. Dove? Non si sa. Ma inizia il countdown per evitare il dissesto, e i cittadini sanno che li aspettano mesi di lacrime e sangue. Primo provvedimento da esitare: il bilancio previsionale 2012.


Il commissario. I sacrifici partiranno dai vertici

MESSINA – “Abbiamo raccolto i dati dei dirigenti dell'area economico-finanziaria e abbiamo notato molteplici criticità: l'incapacità a riscuotere crediti e tributi; la continua anticipazione di tesoreria; l'impossibilità di un controllo sulle partecipate; l'enorme contenzioso esistente; l'incapacità di dismettere il patrimonio immobiliare; i fitti passivi; l'affidamento a terzi di servizi che potrebbero essere svolti dalle partecipate o direttamente dal Comune”. Senza fare sconti a nessuno, il commissario Croce ha illustrato il quadro clinico del Comune di Messina non senza promettere battaglia per evitare il dissesto. Tra i suoi interlocutori principali, il nuovo presidente della Regione, Rosario Crocetta, cui il commissario chiederà una mano, “come già accaduto per Catania e Palermo”. Quanto poi ai sacrifici futuri “assicuro che partiranno dai vertici di questa amministrazione” ha promesso, ma intanto in conferenza stampa si è parlato solo di aumento di tasse.

Articolo pubblicato il 14 novembre 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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