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Quotidiano di Sicilia

L’Italia è in recessione, ma la caduta frena
di Andrea Carlino

Il Pil ancora in negativo, tuttavia migliora rispetto al secondo trimestre

Tags: Economia, Recessione, Pil



ROMA - È recessione. Il Pil dell’Eurozona nel terzo trimestre, riferisce Eurostat, è stato negativo a -0,1%, dopo il -0,2% del secondo e la crescita zero del primo. È la seconda volta in tre anni che l’Eurozona entra ufficialmente in recessione (si indica un ciclo di recessione economica quando si registrano due trimestri consecutivi con Pil negativo). Anche l’Italia in recessione con -0,2%, mentre la Germania frena più delle attese, con una crescita del pil dello 0,2%, come la Francia. Spagna in negativo, con -0,3%.

Si aggrava la crisi europea: le politiche di rigore del Vecchio continente non riescono a risollevare l’economia e, anzi, aggravano la situazione dei Paesi in difficoltà. Ieri la Grecia ha annunciato un calo del Pil del 7,2% nel terzo trimestre dell’anno, che porta la contrazione dell’economia al 22%, in cinque anni: oggi tocca alla debole Spagna, alla Francia e a una Germania che inizia a mostra i segni della crisi.

L’indebolirsi del vicini non aiuta le imprese e rallenta le esportazioni: il 60% degli scambi avvengono all’interno dell’Ue.
Nel terzo trimestre del 2012 il prodotto interno lordo è diminuito dello 0,2% rispetto al trimestre precedente e del 2,4% nei confronti del terzo trimestre del 2011. Lo comunica l’Istat che rileva come si tratti del quinto trimestre consecutivo di calo. La flessione, tuttavia, sembra attenuarsi rispetto al -0,8% (congiunturale, rispetto cioè al periodo precedente) registrato nel primo trimestre e al -0,7% del secondo trimestre. A fine settembre la "crescita" acquisita del prodotto interno lordo per il 2012 è pari a -2%: si tratta della variazione annuale del Pil che si otterrebbe in presenza di una variazione congiunturale nulla nei restanti trimestri dell’anno.

Inoltre l’inflazione resta sopra la media dell’eurozona al 2,8%, ma è in significativo calo rispetto al 3,4% registrato a settembre su base annua. La leggera diminuzione dell’inflazione nell’area euro conferma la tendenza anticipata dalla maggior parte degli analisti, inclusi quelli della Banca centrale europea. A ottobre il calo dei prezzi è stato trainato soprattutto dal crollo delle tariffe per le comunicazioni (-3,5%), mentre continuano a crescere sopra la media i prezzi dei trasporti (+4,1%) e di alcol, tabacco e alloggi (+4%).

A soffrire sono, soprattutto, i cittadini. Dai dati Istat emerge, infatti, il costante calo di soddisfazione degli italiani per la vita in generale nel 2012, mentre aumenta quella per il tempo libero e le relazioni. Peggiora decisamente quella per la situazione economica: il 40,5% delle famiglie giudica la propria situazione economica invariata rispetto all’anno precedente, ma cresce dal 43,7% al 55,8% la quota di famiglie che dichiara un peggioramento. Cala anche la soddisfazione per la situazione economica personale: il 55,7% delle persone di 14 anni e più si dichiara per niente o poco soddisfatto, contro il 49,5% dell’anno precedente.

Articolo pubblicato il 16 novembre 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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