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Bankitalia lancia l’allarme: persi 38.000 posti di lavoro
di Claudia Calì

Presentato il rapporto sull’andamento congiunturale dell’economia siciliana. “Dati allarmanti”. Proprio in Sicilia la più alta riduzione (-2,6%) registrata in Italia

Tags: Economia, Banca D'italia, Recessione



PALERMO - Perde anche le sfumature di grigio la pagina ormai nera dell’economia siciliana vista sotto la lente d’ingrandimento degli analisti di Bankitalia. ''Siamo davanti a dati allarmanti - spiega Giuseppe Arrica, direttore della sede di Palermo della Banca d'Italia - la Sicilia ha espulso 38 mila persone dal mercato del lavoro (-2,6 per cento), rispetto al primo semestre 2011, la più alta riduzione registrata in Italia”. Impenna, dunque, il tasso di disoccupazione che aumenta di 4,8 punti percentuali rispetto al primo semestre 2011, attestandosi al 19,4 per cento, livello che non si raggiungeva dal 2003. Nel rapporto sull'andamento congiunturale dell'economia siciliana, elaborato dalla sede di Palermo e presentato alla stampa nel capoluogo siciliano, gli analisti mettono in evidenza gli effetti di un andamento economico negativo, già rilevato nel 2011, che proseguono e, addirittura, si amplificano nel primo semestre 2012, tanto da non lasciare intravedere alcuna ripresa economica, almeno per quest’anno.
 
Ma la recessione coinvolge tutti i settori. Risentono maggiormente della fase congiunturale il settore industriale e quello edilizio. Rispetto al 2011 le industrie registrano una riduzione degli ordinativi e della produzione con conseguente sottoutilizzo degli impianti (si stima un utilizzo solo del 60/62 percento dei macchinari) ed effetti negativi anche sul fatturato. Secondo Giuseppe Ciaccio, analista della divisione territoriale di Bankitalia, non solo gli imprenditori intervistati confermano il trend negativo, ma si mostrano pessimisti anche sul secondo semestre del 2012. E i segnali ci sono tutti, infatti, secondo il sondaggio condotto dai ricercatori di Bankitalia su un campione di imprese siciliane, con almeno 20 addetti, oltre la metà delle aziende ha registrato una riduzione del fatturato nei primi 9 mesi di quest’anno, rispetto alla rilevazione effettuata nel 2011 quando il fatturato era diminuito nel 37,5 per cento dei casi.
 
In questo clima d’incertezza ad accendere la fiamma della recessione anche la scelta degli imprenditori di una cauta programmazione della spesa: per oltre un terzo delle imprese la spesa effettiva, nel 2012, sarà inferiore a quella programmata. Stessa politica per il 2013. Risultato: calo degli investimenti. Nera anche la pagina dedicata al settore delle costruzioni ed al mercato immobiliare che continua ad espellere mano d’opera: il numero degli occupati nel comparto, secondo i dati dell’Istat, si è ridotto di oltre il 10 per cento, rispetto al primo semestre dell’anno precedente così come le ore lavorate, diminuite di 14 punti percentuali. Ad aggravare ulteriormente il trend negativo dell’edilizia l’aumento costante di difficoltà nel mercato immobiliare residenziale. In base ai dati dell’Agenzia del territorio, nel primo semestre del 2012 il numero delle compravendite in Sicilia è diminuito in maniera consistente (-25,4 per cento) rispetto al 2011.
 
L’andamento negativo produce effetti sia sui prezzi di vendita delle case, in Sicilia è stato registrato per la prima volta negli ultimi dieci anni anche il calo dei prezzi nominali, che sui bandi di gara per la costruzione di opere pubbliche (-38 per cento nel primo semestre 2012 rispetto allo stesso periodo nel 2011). A causa di una contrazione della domanda anche il commercio continua a soffrire. Sia per una ridotta disponibilità reale del reddito delle famiglie che per un generale clima di sfiducia, nei primi 9 mesi dell’anno il fatturato delle imprese commerciali siciliane, secondo la Banca d’Italia, è in calo quasi nel 60 per cento dei casi. Meno consumi, meno produzione equivale a dire riduzione della domanda di credito. Crolla, dunque, il mercato dei prestiti (-1,2 per cento) e il credito al consumo (-3,3 per cento) anche per il perdurare di un atteggiamento rigido nel sistema d'erogazione. Brusco calo, inoltre, delle erogazioni di nuovi mutui nel primo semestre del 2012 (-54 per cento rispetto al 2011).
 
E se il turismo lasciava intravedere, durante tutto il 2011, qualche segnale positivo, con un calo delle presenze italiane (-2,8 per cento) e un debole aumento del 3% dei turisti provenienti dall’estero, anche questo comparto, nei primi 7 mesi del 2012, ha registrato una sostanziale stagnazione. Unica nota positiva: tornano a crescere le esportazioni di merci siciliane che segnano un + 21 per cento rispetto al 2011, grazie alla sola crescita delle esportazioni di prodotti petroliferi raffinati.
Claudia Calò

Articolo pubblicato il 17 novembre 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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