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Quotidiano di Sicilia

In Sicilia una diagnosi di cancro al polmone ogni sei giorni
di Giulia Cosentino

I dati sono stati diffusi dall’associazione Walce Onlus in collaborazione con AstraZeneca. E' il fumo la principale causa del big killer silenzioso. Ma anche i fattori ambientali

Tags: Sanità, Tumore, Prevenzione



PALERMO – Ogni 30 secondi una persona muore a causa del cancro polmonare. Ogni giorno in Sicilia circa sei persone ricevono una diagnosi di cancro al polmone. Sono dati assai allarmanti che mietono ancora tante, troppe vittime: sono infatti più di 32 mila le vittime in Italia colpite da questo “killer silenzioso”, con una mortalità pari all’80%, più del tumore al seno, alla prostata e al colon. Tra le cause: il fumo, ma anche fattori ambientali (inquinamento ed esposizione a sostanze cancerogene); sono gli uomini ad essere più colpiti sono gli uomini: 32.102 i nuovi casi stimati nel 2008, di cui 25.147 maschi e 6.955 donne, con un totale di 26.211 decessi (di cui poco meno di un quinto donne).

In base all’aspetto delle cellule al microscopio esistono due tipi principali di tumore polmonare, ciascuno caratterizzato da un decorso e da una prognosi differente che fa comunque sempre paura, così come il pronunciare la parola “cancro” o “tumore”. Sensibilizzare, come si sta cercando di fare più spesso, riaccende invece la speranza. Quella stessa speranza che cresce ogni giorno di chi con le proprie scoperte scientifiche e farmaceutiche, sa di poter regalare anche solo un sorriso a chi è caduto nella rete di questa malattia. Negli ultimi due anni, con l’introduzione della terapia molecolare in Italia, è cambiata radicalmente la storia della lotta al cancro al polmone. Oltre 2.500 italiani, di cui 204 siciliani, sono stati già trattati con gefitinib, la prima monoterapia orale a bersaglio molecolare, che ha aumentato fino a oltre l’80% la risposta tumorale nel carcinoma polmonare non a piccole cellule (la forma più diffusa che comprende circa l’85% dei casi), ha raddoppiato il tempo di sopravvivenza senza progressione della malattia e ha migliorato la qualità di vita rispetto alla chemioterapia. Fino a due anni fa, la chemioterapia veniva usata come unico trattamento per combattere la malattia con un’azione indiscriminata sia sulle cellule tumorali sia su quelle sane. “Oggi – come sottolineato da Giorgio Vittorio Scagliotti, direttore del Dipartimento di Oncologia dell’Università di Torino - grazie alla maggiore conoscenza della struttura molecolare del tumore, è possibile agire selettivamente sui pazienti che presentano una determinata mutazione molecolare, quella del gene EGFR, individuata con uno specifico test diagnostico. Così, rispetto a un trattamento chemioterapico, la risposta tumorale è aumentata dal 20-30% a oltre l’80%, riducendo gli effetti collaterali nei confronti delle cellule e dei tessuti sani”. In due anni oltre 2.500 pazienti italiani hanno potuto beneficiare di questo trattamento “personalizzato”, che è stato studiato in diversi trial clinici e ha permesso di raggiungere sopravvivenze mediane superiori al previsto.

Per facilitare la verifica diagnostica della mutazione del recettore EGFR, AstraZeneca, nata per contribuire a migliorare la vita dei pazienti affetti da alcune malattie, supporta in Italia lo sviluppo della rete “EGFR-Fastnet”, un network di oltre 185 strutture ospedaliere, 29 laboratori e 600 operatori sanitari per standardizzare l’analisi della biologia molecolare del fattore di crescita del tumore al polmone che ha permesso di eseguire oltre 7 mila test in tutta Italia, da Palermo a Milano, ottimizzando le tempistiche e agevolando il percorso diagnostico-terapeutico nei pazienti affetti da carcinoma polmonare. Ed è sulla base di questo percorso che, proprio nel mese mondiale della sensibilizzazione sul cancro al polmone, nasce “Piccoli respiri di normalità”, una mostra fotografica “di vita” realizzata con la collaborazione di WALCE Onlus e con il supporto di AstraZeneca, riguardante tre persone che hanno incontrato il cancro e che raccontano come, dopo l’incontro con “la bestia”, tutto sia un po’ più prezioso, a partire dal tempo presente e dai piccoli gesti di ogni giorno. È stato calcolato che solo il 6% dei pazienti con tumore polmonare è del tutto asintomatico, che il 28% presenta dei sintomi correlati al tumore primitivo, che il 32% manifesta sintomi legati alla malattia metastatica e che il 34% manifesta dei sintomi di tipo sistemico, non specifici, che possono insospettire per l’esistenza di una neoplasia.

La malattia viene spesso diagnosticata quando è già in stadio avanzato, ragion per cui è opportuno fare controlli quando si ha anche il minimo sospetto e sensibilizzare l’opinione pubblica sulla conoscenza, la prevenzione e la cura di una malattia tanto silenziosa quanto potente, una sfida che si può e si deve combattere.

Articolo pubblicato il 20 novembre 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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