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Quotidiano di Sicilia

Milazzo prigioniera degli odori molesti
di Rosario Battiato

Da diversi mesi si susseguono le proteste e le segnalazioni della cittadinanza, ma la soluzione non arriva. L'ufficio del Comune invita il sindaco ad agire sulla base del decreto regionale sugli odori molesti

Tags: Milazzo, Petrolchimico, Inquinamento



MILAZZO (ME) – Resta sempre Milazzo il centro industriale più caldo di Sicilia. Da diversi mesi va avanti una costante azione di accertamento delle cause dell'inquinamento cittadino, che si manifesta anche in veste di odori molesti. L'ultimo atto si è consumato nelle scorse settimane quando l'ufficio “Tutela dell'ambiente e servizio idrico integrato” ha inviato una relazione al sindaco Carmelo Pino in riferimento a una serie di interrogazioni consiliari e una diffida che hanno come origine la presenza di “emissioni odorigene moleste”. La richiesta è precisa: avviare un tavolo di confronto per valutare e indagare sull'origine delle emissioni.

“Nei giorni scorsi (13 e 10 ottobre, ndr) sono nuovamente pervenute segnalazioni di cittadini che hanno riferito in ordine alla presenza di emissioni odorigene moleste”. Così comincia il documento che in seguito riporta come “nella totalità dei casi viene segnalata la contestuale presenza di pioggia accompagnata a forti odori di gas, questi ultimi, presumibilmente riconducibili ad attività industriali inerenti la lavorazione di prodotti petroliferi”. Circostanze che si erano verificate, si legge sul documento, anche ad agosto e settembre, e che erano state prontamente riprese dall'ufficio tramite delle note inviate all'Arpa e agli stabilimenti industriali della zona.
 
Proprio a causa di questi precedenti si evidenzia come “il fenomeno – si continua a leggere – non riconducibile a situazioni eccezionali, abbia un carattere tendenzialmente ripetitivo per il quale ai sensi dell'articolo 11 del Decreto ( Linee guida per il contrasto delle emissioni gassose in atmosfera delle attività ad impatto odorigeno nell’ambito della lotta all’inquinamento atmosferico, ndr) si impone come, imprescindibile e necessaria, l'istituzione di un tavolo di confronto con i gestori dei principali impianti industriali e con Arpa e Asp e con l'autorità competente per il rilascio delle autorizzazioni ambientali”. In tal senso sarà più facile considerare l'avviamento di un monitoraggio sistematico così da passare eventualmente al passaggio successivo che comporterebbe, decreto alla mano, la verifica dei limiti emissivi.

Il primo ottobre scorso era stato Giuseppe Marano, consigliere del Comune peloritano, a presentare una nota di diffida sempre sulla stessa materia, che s'inserisce nella complessa azione di indagine che riguarda la Ram e che coinvolge, ormai, anche l'Arpa e l'Ispra. “L'assenza di provvedimenti da parte del sindaco, che deve agire in quanto previsto dal decreto sugli odori molesti, - ha spiegato Marano - cestina, di fatto, anche le numerose denunce della cittadinanza sui cattivi odori che si percepiscono in città”. La battaglia, insomma, si fa anche politica. Nei giorni scorsi il sindaco Carmelo Pino ha revocato il mandato a Maurizio Capone, titolare delle deleghe “ambiente, politiche energetiche, inquinamento ed ecologie”. L'ex assessore, assieme a Pino, era il destinatario della missiva dell'ufficio “Tutela dell'ambiente e servizio idrico integrato” del Comune di Milazzo.

Articolo pubblicato il 21 novembre 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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