Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia Ŕ su Twitterrss qds
Quotidiano di Sicilia
Il QdS sul tuo smartphone
Scegli la tua app

Nuove politiche agricole Crocetta parla con Ferro
di Raffaella Pessina

Per i gruppi Ars con meno di 5 componenti occorre l’autorizzazione. Il candidato dei Forconi rimasti esclusi dal Parlamento

Tags: Ars, Rosario Crocetta, Mariano Ferro



PALERMO - Nel Parlamento che andrà a costituirsi a Palazzo dei Normanni nei prossimi giorni vi saranno quattro deputati che appartengono ad un nuovo movimento, che ha preso il nome di “Movimento Territorio” e che vuole costituirsi come gruppo a se stante, sganciandosi dalla lista Crocetta. Si tratta di una nuova compagine che non vuole avere connotazioni politiche, ma che mira a raccogliere le esigenze del territorio e le traduce in iniziative politiche all’Ars e il cui Presidente è Salvo Andò, ex ministro della Difesa.

Il Regolamento interno dell’Ars, al capitolo IV (dei gruppi parlamentari) , art. 23, spiega chiaramente che “Entro cinque giorni dalla prima seduta dopo le elezioni, i deputati sono tenuti a dichiarare alla Direzione di segreteria, per iscritto, a quale Gruppo parlamentare intendano appartenere. Ciascun Gruppo deve essere costituito da almeno cinque deputati”. E il gruppo Movimento Territorio ne ha solo 4. Esiste tuttavia un comma dedicato proprio a questo tipo di situazioni, il Comma 3, che recita che “L’Ufficio di Presidenza può autorizzare la costituzione di un Gruppo con un numero inferiore ai 5 deputati purché questi siano stati eletti in almeno due circoscrizioni, nonché rappresentino partiti o movimenti organizzati nell’intera Regione e/o abbiano rappresentanza, organizzata in Gruppi parlamentari, al Parlamento nazionale”. Proprio del comma 3 avranno bisogno i componenti di questa compagine, così come i componenti della lista Musumeci  e  Cantiere popolare. Altrimenti dovranno confluire nel gruppo misto. Chi non ce l’ha fatta a superare lo sbarramento invece è rimasto fuori dal Palazzo.

Come Mariano Ferro, leader del Movimento dei Forconi. Ferro è stato ricevuto dal presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta, per discutere dei problemi dell’agricoltura in Sicilia. Crocetta ha comunicato l’intenzione di mettere in campo nuove politiche per tutelare i prodotti siciliani e gli agricoltori, sfruttati in questi anni da logiche che non hanno guardato agli interessi economici della Sicilia ne’ alla valorizzazione dei prodotti locali.

Intanto la nuova giunta regionale (ancora in fase di costituzione) ha chiesto di essere parte civile al processo sulla trattativa fra Stato e mafia. La richiesta si sovrappone a quella presentata in apertura di udienza, nell’aula bunker dell’Ucciardone, dal presidente dell’Assemblea regionale, Francesco Cascio, del Pdl. Stessa cosa ha fatto l’europarlamentare dell’Idv Sonia Alfano, a nome dell’associazione dei familiari delle vittime di mafia. Il pm Lia Sava, a nome della Procura, si è opposta solo alla costituzione dell’Ars, che a suo avviso sarebbe un doppione di quella della Regione. Sul fronte politico infine comincia a scalpitare il Pd  o almeno quella parte che fa capo a Antonello Cracolici, che preme sulla formazione di una giunta dalla connotazione politica.  “Il tema non sono i tecnici – ha detto Cracolici - ma i criteri con cui fare una giunta. Qualunque giunta si farà, deve essere politica. Non importa che ci siano o meno deputati, ma deve avere un profilo e un progetto politico". “Crocetta sta portando avanti un progetto importante, ma serve equilibrio fra la necessità di interpretare il sentimento di antipolitica diffusa in Sicilia – ha aggiunto - e il bisogno di portare avanti la buona politica. La rivoluzione in Sicilia si fa con le regole, cioè con le leggi che fa il Parlamento. Quindi non può esserci vera rivoluzione senza un Parlamento che legifera". 

Articolo pubblicato il 21 novembre 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


comments powered by Disqus

´╗┐