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Quotidiano di Sicilia

Messina - Rifiuti: conclusa un’emergenza ci si prepara già alla prossima
di Francesco Torre

Il commissario straordinario del Comune, Croce, ha chiesto le dimissioni del liquidatore Trimboli. Cresce la tensione, mentre continua la “guerra” tra MessinAmbiente e Ato3

Tags: Messina, Rifiuti, MessinAmbiente



MESSINA - Il netto dello stipendio di settembre è stato consegnato ai lavoratori di MessinAmbiente e domenica scorsa si è conclusa la raccolta straordinaria per far uscire fuori dall'emergenza rifiuti la città.

Segnali di ripresa? Macché! La crisi del settore dei rifiuti è sempre dietro l'angolo, con guerra aperta tra gli i commissari liquidatori di Ato3 e MessinAmbiente e i fornitori che decidono di sospendere i servizi poiché non sono stati pagati loro gli arretrati.

Riepilogando, cosa è successo nei giorni scorsi? Dei 18 milioni di euro arrivati dal Governo, il commissario straordinario di nomina regionale Luigi Croce ne aveva destinati a MessinAmbiente 3,1 per pagare gli stipendi e i fornitori. I soldi sono stati versati nelle casse dell'Ato3, che però ha “girato” a MessinAmbiente solo 800 mila euro, quanto è bastato cioè per pagare appena il netto dello stipendio di settembre ai dipendenti. E il resto? Trattenuto per pagare il debito della stessa MessinAmbiente nei confronti di Inps e Inail.

Secondo quanto riportato dal liquidatore dell'Ato3 Michele Trimboli, infatti, MessinAmbiente avrebbe al momento un Durc irregolare di 2 milioni 482 mila euro, per non avere mai pagato dall'inizio dell'anno i contributi previdenziali ai lavoratori. Non solo. Dal 26 settembre scorso sarebbe stato messo in atto il cosiddetto “Intervento sostitutivo”, che obbliga la stazione appaltante (dunque l'Ato3) a versare il denaro direttamente a Inps e Inail fino alla copertura del debito, pena l'avvio di una procedura giudiziaria per reato penale nei confronti dello stesso rappresentante della stazione appaltante, in questo caso Trimboli.

Questa tesi, però, è confutata non solo dal liquidatore di MessinAmbiente Armando Di Maria (che minaccia pure le dimissioni), ma anche dal neo prefetto Trotta e dal commissario Croce. Quest'ultimo, censurando l'atteggiamento di Trimboli, ne ha anche formalmente chiesto le dimissioni. Il liquidatore Ato, però, sembra non voler recedere dalle proprie convinzioni, e annuncia battaglia legale con la volontà di predisporre un esposto alla Procura della Repubblica. Procura che Croce conosce benissimo essendone stato alla guida per tanti anni.

La coperta è corta, questo è chiaro. O si pagano i contributi previdenziali o i fornitori e i dipendenti. Altre somme, di certo, non ne arriveranno. Forse, però, ora più che mai, è necessario il buon senso, purché nei limiti della legalità, e ripristinare un lavoro di squadra senza il quale il dissesto non potrà che diventare una certezza.
 


“Vicolo cieco”. Fornitori sul piede di guerra

MESSINA – “L'Ato3 ci ha preso in giro anche stavolta”. Questo il triste commento di Armando Di Maria a seguito della decisione del liquidatore Trimboli di trattenere l'importo concesso dal Comune per pagare gli enti previdenziali.
“La mia lettera di dimissioni – ha poi annunciato - è pronta, per il momento la tengo in tasca, ma se non si troverà una soluzione immediata e se i soldi che ci spettano non arriveranno, non mi resterà che consegnarla al commissario Croce”.
L'emergenza, infatti, è nuovamente dietro l'angolo. Basti dire che la società che si occupa del trasporto in discarica vanta un credito di 500 mila euro. Che presto i fornitori di gasolio torneranno alla carica. Che stanno per essere sequestrati gli autocompattatori acquistati a rate (senza averne pagata nessuna). Che già alcune ditte non riforniscono più la società dei pezzi per la manutenzione dei mezzi. “Davvero non vedo come si potrà uscire da questo vicolo cieco”, ha concluso sconsolato Di Maria.

Articolo pubblicato il 23 novembre 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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