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Gioco d’azzardo, dall’intrattenimento alla dipendenza il passo è breve
di Gianluca Di Maita

L’offerta è aumentata in modo esponenziale a causa di operazioni commerciali che tengono in piedi un sistema molto redditizio
Gioco on-line ancora più pericoloso: il denaro non lo vedi e non si è esposti al giudizio della gente

Tags: Poker, Gioco D'azzardo, Scommessa



PALERMO - Lo scorso sabato, nell’ambito della prima puntata dedicata al gioco d’azzardo, abbiamo analizzato i dati forniti dal dossier “Gioco ergo sum 2” di Censis che ci ha permesso di capire quanti sono i giocatori e quant’è il giro di denaro che gravita attorno a questo settore, con particolare riferimento alla nostra regione.

Nel corso di questa seconda puntata , invece, cercheremo di scoprire chi sono i giocatori e perché diventano “malati”, rivolgendo una particolare attenzione alla Sicilia e, più nello specifico, alla provincia di Catania. A tal proposito, ci siamo rivolti a Giuseppe La Rocca, psichiatra e responsabile del Ser.T di Catania (Sezione del dipartimento politiche antidroga) e Gaetano Grimaldi, psicopedagogista.

Dott. Grimaldi, quando il “gioco” diventa patologico?
“Quando viene a diventare il centro della vita della persona. Il Gap (gioco d’azzardo patologico) è classificato come “difficoltà e impossibilità a contenere gli impulsi”. Molti inoltre usano il gioco come forma di auto-terapia o anti-depressivo, perché inizialmente può avere un effetto esplosivo sulla persona. è chiaro che quando il gioco diventa più frequente e più corposo, quando diventa il fulcro di tutte le attività questo ha gravi ripercussioni sulla psiche. Molto spesso il primo campanello d’allarme è il setting familiare alterato: alcuni hanno messo i familiari in grave difficoltà giocando alle macchinette 500-600 mila euro”.

Perché sono sempre più le persone che giocano?
“Senza dubbio c’è un’intera operazione commerciale dietro che regge in piedi un sistema molto redditizio. L’offerta è aumentata esponenzialmente e quindi la frequenza delle giocate. Una volta si giocava al lotto una volta a settimana, oggi puoi farlo 24h su 24. Inoltre oggi una forma di gioco molto pericolosa è rappresentata dalle tecnologie online. è soprattutto pericoloso per le nuove generazioni. Col gioco on-line tu non hai la sensazione del maneggiare denaro, lì diventano dei numeri e si perde il valore dei soldi.  Il discorso del giocare con la motivazione di volersi riscattare socialmente è solo un’illusione e una bella scusante. In realtà si gioca solo per il gusto dell’intrattenimento. Facendo un passo indietro e ritornando al gioco on-line, questo è ancora più pericoloso anche dal punto di vista dell’immagine sociale. Nel web non si è esposti al giudizio e all’opinione della gente, mentre per lo meno quando si gioca alle macchinette sì”.

Come dovrebbero intervenire le istituzioni nel rapporto diretto col paziente e come invece dovrebbero intervenire a livello legislativo?
“Le dirò una cosa: sono stato invitato tanti anni fa ad un convegno dell’Aams in merito al fenomeno del gioco d’azzardo tra i giovani. Allora mi scagliai fortemente contro le istituzioni perché non scrivevano “Questo gioco può creare dipendenza”, un po’ come invece si fa per le sigarette. il risultato è stato che mi hanno dato perfettamente ragione. Da quel momento però, 6 anni fa, è stato scritto sui giochi “Gioca con moderazione”. è un messaggio pericolosissimo: chi già è all’interno del giro del gioco si ferma solo alla prima parte, è troppo tardi  per seguire la seconda parte dell’esortazione. I trattamenti difficili non sono tanto l’interruzione del gioco, ma il mantenimento dell’astinenza e il ripristino del rapporto fiduciario con la società”.

Dott. La Rocca, come intervengono i vostri centri nella provincia di Catania?
“Noi abbiamo cercato nel nostro piccolo di occuparci della situazione. Purtroppo le risorse mancano, ci vorrebbe una task force adeguata e specializzata a livello sia regionale che nazionale. Il problema è pure che si tratta di una patologia relativamente nuova. Noi abbiamo visto però che anche non facendoci pubblicità le persone che si rivolgono al centro sono numerose: un centinaio nella sola provincia di Catania, ovviamente curati da tutti i nostri centri. Ma lo staff dovrebbe essere più folto e più specializzato. Basti pensare che i nostri trattamenti sono nati sostituendosi a quelli per il trattamento anti-eroina. è dall’inizio del nuovo millennio che si sta parlando sempre più delle nuove patologie, quali inoltre l’internet addiction e il sex addiction. Attenzione, solo una percentuale minima è conosciuta a noi, solo la punta dell’iceberg. Tenendo conto delle nostre poche forze stiamo cercando di formare una gruppo che accoglie 13 famiglie che poi ruotano.  Facciamo pure trattamenti individuali. Si viene una volta a settimana. Viene di solito la coppia e qualcuno chiede di far partecipare pure i figli, se hanno una certa età. Per coloro che sono ancora dipendenti dalla famiglia, il protocollo chiede di vedere pure i genitori. Il trattamento inizia ovviamente con dei test e colloqui. Una delle cose che si richiede è sapere il reddito della persona, ovviamente perché si parla del gioco d’azzardo. Poiché la spinta al gioco è irrazionale, la terapia è cognitivo- comportamentale. Andiamo nel tessuto della psiche. Lavoriamo sulle emozioni”.

Articolo pubblicato il 24 novembre 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Giuseppe La Rocca
Giuseppe La Rocca
Gaetano Grimaldi
Gaetano Grimaldi