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Incentivi per lo sviluppo e formazione dei giovani
di Francesco Sanfilippo

Forum con Alessandro Scelfo, presidente dei Cavalieri del lavoro Sicilia

Tags: Alessandro Scelfo



Che tipo di associazione è la Federazione dei Cavalieri del Lavoro?
“La Federazione dei Cavalieri del Lavoro è un’associazione che rappresenta figure prestigiose del mondo imprenditoriale e finanziario. Non è un’associazione di categoria (come ad esempio Confindustria), portavoce di questioni specifiche, ma di problematiche generali come ad esempio quelle che attengono alla disoccupazione od alla competitività. In Italia i cavalieri sono 520, di cui 22 in Sicilia. Pur essendo numericamente pochi rappresentano il 30% del PIL del nostro Paese, amministrano le più grandi aziende italiane e tra le maggiori anche in campo internazionale. I cavalieri provengono o dal mondo delle professioni, in cui hanno colto l’opportunità per aprire un’attività, o da un’attività artigianale, che hanno saputo portare a una dimensione industriale”.

I cavalieri del lavoro non curano interessi particolari, vista l’origine eterogenea, però rappresentano l’eccellenza del mondo produttivo.
“I cavalieri del lavoro siciliani si sono affermati anche fuori dalla Regione. È l’espansione all’estero che ha permesso di ottenere grandi risultati. Non a caso ci sono siciliani che aderiscono al nostro gruppo, ma che fanno parte di altri gruppi, avendo aziende fuori dall’Isola. Infatti, molti cavalieri hanno avuto la possibilità e la capacità di affermare la propria azienda anche fuori dalla regione".

Potete offrire delle proposte per migliorare l’economia?
“I cavalieri offrono incentivi per lo sviluppo, in particolare curano la formazione dei giovani. Un collegio a Roma, intitolato a Lamaro e Pozzani (due cavalieri che hanno lasciato i loro beni alla federazione), ospita gratuitamente, per l’intero periodo degli studi universitari, 50 studenti di tutte le facoltà, particolarmente dotati. I giovani, che negli anni hanno frequentato  il collegio, occupano oggi posti di alta responsabilità nel mondo della finanza, della politica, dell’università e dell’industria. Ma l’attività non si limita al mantenimento del prestigioso collegio, i cavalieri selezionano pure ogni anno 25 ragazzi, i più bravi tra quelli che hanno conseguito il diploma delle scuole medie superiori, perché gli stessi possano ricevere l’onorificenza dal Presidente della Repubblica di Alfiere del Lavoro. Il merito è al centro di ogni valutazione, pur essendo ogni studente degno di rispetto dal punto di vista umano e sociale. Il gruppo siciliano dei cavalieri del lavoro ogni anno incontra ad Enna – presso l’università Kore - i giovani Alfieri della Regione neo-nominati e quelli che hanno, comunque, partecipato al concorso. E’ l’occasione di un incoraggiamento verso la libera attività di imprenditore, per allontanare l’aspirazione di ottenere comunque un “posto”, anche senza lavoro”.

Questo è un ottimo sistema per aiutare lo sviluppo in Sicilia. Esistono anche altre iniziative?
“Ogni anno la federazione centrale ed i gruppi periferici organizzano diversi convegni, nazionali o regionali. Quest’anno quello in ambito regionale si è tenuto a Catania un convegno intitolato “credito e piccole e medie imprese: attualità e prospettive in Sicilia”, realizzato assieme al Credito Siciliano. Le relazioni di base sono state tenute da prestigiose personalità come Gian Maria Gros-Pietro, ordinario alla Luiss, e da Alberto Quadrio Curzio, docente alla Cattolica e vicepresidente dell’Accademia dei Lincei. Il convegno nazionale, invece, si è tenuto a Napoli, l’anno prossimo si terrà a Venezia e nel 2014 in Sicilia. Si tratta di iniziative finalizzate a sensibilizzare le Istituzioni sulle priorità sociali e su quelle economiche. I due aspetti sono sempre strettamente collegati tra loro, poiché ci si lamenta spesso della mancanza di posti di lavoro, raramente dell’assenza delle imprese che li creano. La Regione Siciliana ha difficoltà nel trattenere aziende e capitali, e ancora di più nell’attirarne. L’isolamento della Sicilia impedisce lo sviluppo. La mancata realizzazione del Ponte di Messina ne aggraverà l’emarginazione. Non va sottovalutato, ad esempio, che i treni moderni, non essendo scomponibili come quelli del passato, non potranno essere traghettati. Si vanificherà, così, l’aspirazione di costruire un grande Hub, presso Centuripe nella piana di Catania. L’università di Enna, che ha collaborato nella progettazione della importante infrastruttura, ha individuato nella delegazione cinese grande interesse per la realizzazione di un approdo valevole per l’Europa e per l’Africa che farebbe da ponte ai due continenti”.
 
Quali sono le difficoltà a operare nel settore trasporti?
“La nostra azienda opera in un settore molto difficile perché, offrendo servizi pubblici, è frenata da tanti vincoli imposti dalla Pubblica Amministrazione. Non può, pertanto, avere autonomia, come un’industria produttrice di beni, e subisce purtroppo anche i contraccolpi delle scelte politiche. Attraverso studi costanti e graduali aggiornamenti, si è, tuttavia, realizzato un adeguamento dell’azienda alle evoluzioni delle esigenze della popolazione e della domanda di mobilità. La gestione oculata consente alla Pubblica Amministrazione di corrispondere a questa, come alle aziende siciliane, i corrispettivi più bassi in assoluto d’Italia”.

Ritiene, quindi, che si debba creare impresa per combattere la disoccupazione?
“Sì, ma occorre anche razionalizzare l’Amministrazione pubblica, che non può svolgere validamente le proprie funzioni, appesantita da un eccesso di dipendenti che genera costi, conflitti e confusione di ruoli, e che ostacola chi vuole effettivamente lavorare. L’uso del posto come “ammortizzatore sociale” pregiudica il funzionamento. Occorre individuare altri strumenti sociali”.

Secondo Lei, che ruolo ha la comunicazione nel mondo produttivo odierno?
“Lo sviluppo degli strumenti informatici l’ha resa essenziale nel miglioramento dei processi di produzione e di vendita”.
 
Qual è l’origine della sua azienda?
“L’origine della mia azienda deriva dall’elevazione di Enna a capoluogo di provincia. Questa promozione creò l’esigenza di un servizio di autobus tra il capoluogo e la stazione ferroviaria. Il Comune emise un bando, dove era prevista la figura di un ingegnere, per cui mio padre diede la sua disponibilità. Quando l’azienda iniziò a espandersi, mio padre lasciò Torino, ove esercitava la professione, e ritornò a Enna, trasformandosi da professionista in industriale. Io, invece, ho iniziato quest’attività fin da ragazzo, avendo preso le redini dell’azienda a 16 anni, per l’improvvisa morte di mio padre. L’azienda, nel corso del tempo, si è espansa, prima con servizi regionali verso Palermo, Catania e gli altri capoluoghi della Sicilia, poi con le autolinee interregionali, nazionali ed internazionali. Queste collegano la Sicilia alle maggiori città italiane ed europee, sino ad Amburgo e Bruxelles”.

Che importanza rivestono i professionisti nella vostra azienda?
“Il merito dello sviluppo si deve a un gruppo di dirigenti specializzati che oggi comprende uno staff di 50 persone tra amministrativi e tecnici. Il grande rispetto dell’azienda per i propri collaboratori è la chiave vincente. Le aziende, infatti, valgono per il valore professionale di chi vi è impegnato”.

Che rapporti esistono tra l’azienda ed Enna?
“La mia azienda con un parco autobus di 400 unità con altrettanti autisti è una delle più affermate nel settore del trasporto di passeggeri ed ha creato un vasto indotto in Sicilia, soprattutto nella provincia di Enna. Anche se i servizi front-office sono ormai largamente e quasi tutti fuori da Enna, il centro logistico e industriale è rimasto prevalentemente nel piccolo capoluogo siciliano”.
 

 
Curriculum Alessandro Scelfo
 
Alessandro Scelfo è nato a Giarre (CT) nell’agosto del 1933. Intraprende l’attività industriale fin dall’adolescenza, occupandosi dell’azienda del padre, la SAIS (Servizi Automobilistici Ingegnere Scelfo). Consegue la laurea in Giurisprudenza presso l’Università di Palermo, mentre espande le attività della società. Quest’ultima conta, oggi, 7 società di trasporti, che spostano 10 milioni di passeggeri l’anno e servono 130 comuni siciliani. Nel 1993 è nominato cavaliere del lavoro, divenendo, in seguito, presidente dei cavalieri siciliani. 

Articolo pubblicato il 24 novembre 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Alessandro Scelfo, presidente dei Cavalieri del lavoro Sicilia
Alessandro Scelfo, presidente dei Cavalieri del lavoro Sicilia



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