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Chef e badanti, i voucher per l’assunzione
di Michele Giuliano

In Sicilia la Regione garantisce un contributo a chi assume personale domestico. Pubblicato sulla Gurs n. 45 l’avviso pubblico. Da quest’anno l’Agenzia delle Entrate sta setacciando chi ha evaso le imposte da versare

Tags: Chef, Badanti



PALERMO - In tema di lotta al lavoro sommerso certamente alla Sicilia non manca niente. Anzi, le cose sono peggiorate con l’arrivo della crisi: molte imprese hanno deciso di chiudere i battenti e di operare in nero. E c’è un altro aspetto che è altrettanto preoccupante e che sta assumendo contorni sempre più massicci: il ricorso delle famiglie all’utilizzo di colf e badanti in nero.
Sono per lo più le donne straniere quelle che vengono chiamate per assistere figli o anziani all’interno dei nuclei familiari. E nella maggior parte dei casi si preferisce assumere in nero in modo da non dovere versare contributi e raggirando anche il contratto collettivo nazionale di lavoro, non corrispondendo quindi il dovuto stipendio al lavoratore.

La Regione sta provando a contribuire a far emergere queste professionalità. In gazzetta ufficiale, la numero 45, è stato espletato l’Avviso pubblico per l’erogazione di voucher di servizio finalizzati all’abbattimento dei costi dei servizi domiciliari alla persona. Agevolazioni alle famiglie che assumono colf, badanti, assistenti familiari. Gli interessati, in possesso dei requisiti espressamente indicati nell’Avviso, possono produrre richiesta di assegnazione del voucher di servizio entro aprile del 2013 presentandola, a mano o con raccomandata con ricevuta di ritorno, all’Ufficio dei Servizi Sociali del Comune di residenza.
Da quest’anno oltretutto l’Agenzia delle Entrate si è attivata per avviare dei controlli sui versamenti d’imposta effettuati in relazione al personale domestico. Secondo quanto previsto dal Decreto Legislativo numero 78/2010, infatti, l’Agenzia delle Entrate può procedere alla verifica dei soggetti che risultano percettori di redditi e che non hanno effettuato alcuna dichiarazione dei redditi nel periodo d’imposta di competenza. Sembra che tali controlli saranno effettuati sulla base dell’incrocio dei dati Inps riguardanti i contributi versati dal datore di lavoro e le dichiarazioni fiscali effettuate dai lavoratori.

L’Agenzia delle Entrate, quindi, verificherà la congruenza degli importi assoggettati a tassazione e soggetti a contribuzione. I dati raccolti dalla direzione centrale dell’Agenzia delle Entrate presto verranno comunicati alle direzioni regionali che provvederanno a loro volta a fornire i dati alle direzioni provinciali competenti per territorio. L’Agenzia delle Entrate provvederà ad effettuare controlli dando la precedenza (per motivi collegati all’efficacia dell’attività di accertamento) ai soggetti che presentano una contribuzione superiore al minimo previsto dal contratto collettivo nazionale sul lavoro domestico. Quindi colf e badanti potranno, o magari sono stati già raggiunti da una comunicazione dell’Agenzia delle Entrate che invita alla compilazione di un questionario qualora siano riscontrate delle incongruenze tra i versamenti contributivi effettuati dai datori di lavoro e i versamenti a titolo di imposta sui redditi effettuati dai lavoratori. L’obbiettivo di tali controlli è limitare il fenomeno della micro-evasione tra i lavoratori domestici.
 

 
Per il momento sotto la lente c’è l’anno d’imposta 2007
 
Nel dettaglio, il fisco intende recuperare a tassazione quei soggetti che non hanno effettuato alcuna dichiarazione dei redditi nonostante il datore di lavoro abbia provveduto al versamento dei contributi all’Inps. Oggetto del controllo, per ora, sono le posizioni fiscali riguardanti il periodo d’imposta 2007, anche se è prevedibile la prosecuzione di tale attività di controllo anche per gli anni successivi. C’è da sottolineare che ci sono delle differenziazioni tra i più classici rapporti di lavoro dipendente e quello di colf e badanti. Infatti, a differenza che nei normali rapporti di lavoro dipendente, per colf e badanti i datori di lavoro non fungono da sostituto d’imposta. Pertanto, non sono tenuti a effettuare le ritenute sulla retribuzione corrisposta, ma solo il versamento dei contributi previdenziali. È il lavoratore stesso che deve provvedere alla compliance fiscale: i compensi devono essere dichiarati e tassati utilizzando il quadro RC del modello Unico PF, salvo nei casi in cui il collaboratore percepisce un reddito complessivo inferiore a 8.000 euro annui (al netto della deduzione spettante per l’abitazione principale).

Articolo pubblicato il 25 novembre 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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