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Quotidiano di Sicilia

Pubblica amministrazione: no a spese pazze. Come acquistare all’insegna del risparmio
di Patrizia Penna

Da questa settimana il Quotidiano di Sicilia riproporrà ogni martedì le sei puntate di approfondimento sul metodo Consip. Modello organizzativo virtuoso spesso ignorato dagli uffici, locali, regionali e statali, spreconi

Tags: Consip, Pubblica Amministrazione



ROMA - Consip, questa sconosciuta. Lo shopping all’insegna del risparmio, è sempre stato il tasto dolente per la Pubblica amministrazione italiana che ha invece dimostrato di possedere un’innata predisposizione alle spese “pazze” e a cuor leggero.
La Pa del Belpaese, infatti, nell’acquisto di beni e servizi ha speso qualcosa come 136 miliardi di euro nel 2011: di questi, solo 29 miliardi sono riconducibili al metodo Consip. Un po’ troppo poco nell’ambito di quella che a giusto titolo è stata definita a suo tempo dal governo tecnico “la rivoluzione del buon senso”. Ed in effetti, la spending review si pone in tal senso quale elemento di rottura rispetto agli sprechi del passato e tra gli obiettivi fissa quello di stabilire un’inversione di rotta nella direzione di una razionalizzazione della spesa nell’ambito delle forniture pubbliche.

Nel 2011 sono state 22 le gare pubblicate per convenzioni e 46 le convenzioni attive disponibili per la Pubblica amministrazione. Dall’entrata in vigore della spending review, i contratti di acquisto di beni e servizi dovranno risultare conformi al metodo Consip: così facendo, dai 29 miliardi attuali, le previsioni ci dicono che si potrebbe arrivare ai 49 miliardi già dal 2013, con un risparmio negli acquisti che nel 2011 si attesta a 5 miliardi ma che potrebbe raggiungere gli 8 miliardi.

Due precisazioni: la spending review prevede che i contratti della Pa non presidiati dalla Consip e già in essere non verranno annullati. Dunque le nuove regole varranno solo per i nuovi accordi, cioè quelli successivi all’entrata in vigore del decreto di conversione. Inoltre, l’emendamento non prevede l’obbligatorietà del metodo Consip per alcune categorie merceologiche (energia, gas, ed elettricità e telefonia), ma a condizione che l’acquisizione avvenga a prezzi migliori rispetto a quelli standardizzati e determini pertanto un risparmio per le casse pubbliche. Consip significa trasparenza ed efficacia. Trasparenza per quel che concerne l’attività di acquisto di forniture pubbliche da parte della Pa. Efficacia perché essa si pone all’avanguardia nell’ambito della tecnologia, tiene conto delle dinamiche del mercato valutandone le offerte migliori e avvalendosi di figure professionali qualificate. Consip è una società per azioni del Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF), che ne è l’azionista unico, ed opera secondo i suoi indirizzi strategici, lavorando al servizio esclusivo delle pubbliche amministrazioni.

L’ambito di intervento di Consip è volto, da una parte, a fornire servizi di consulenza e di assistenza progettuale, organizzativa e tecnologica per l’innovazione del Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) e della Corte dei conti (Cdc); dall’altra, a gestire il Programma per la razionalizzazione degli acquisti nella P.A. L’azienda ha un consiglio d’amministrazione composto da tre membri e un Collegio Sindacale con tre componenti (più due sindaci supplenti).
L’attività di Consip è sottoposta al controllo della Corte dei conti perché l’azienda opera con risorse esclusivamente pubbliche; un rappresentante dei giudici contabili è presente alle riunioni del Consiglio d’Amministrazione (CdA).

Fine I Puntata

Articolo pubblicato il 27 novembre 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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