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Sorpresa Renzi 29,99% in Sicilia Bersani 51,9%
di Raffaella Pessina

Esiti primarie Pd: meno preferenze per il sindaco di Fi che nel resto d’Italia. La prima seduta dell’Ars è stata fissata per il 5 dicembre

Tags: Matteo Renzi, Pierluigi Bersani, Pd, Primarie



PALERMO - La politica siciliana si sta preparando a due appuntamenti della prossima settimana: il primo sarà il prossimo 2 dicembre con il ballottagio tra i due vincenti alle primarie del Pd (il segretario nazionale Pierluigi Bersani e il sindaco di Firenze Matteo Renzi). Bersani ha riscosso una percentuale più elevata di consensi in Sicilia (51,9%) rispetto al resto d’Italia (44,3%), aumentando il distacco dal suo avversario ben 6,2 punti percentuali (Renzi in Sicilia ha preso il 29,9%, mentre nel resto d’Italia 36, 2%). I votanti sono stati 144.853 in tutta la Sicilia. Il popolo del centro sinistra ha mostrato quindi un maggiore apprezzamento per il segretario generale del partito, rispetto al nuovo volto del Pd Matteo Renzi, che è anche sindaco di Firenze. Dunque tutto l’apparato contro Renzi.

L’altro appuntamento riguarda la seduta inaugurale dell’Assemblea regionale siciliana, fissata come recita l’articolo 3 dello Statuto dal presidente della Regione al cinque dicembre prossimo e nel corso della quale verrà eletto il Presidente dell’Ars. L’ordine del giorno prevede, al primo punto, la costituzione dell’Ufficio provvisorio di Presidenza dell’Assemblea, la prestazione del giuramento previsto dall’articolo 5 dello Statuto e l’elezione del Presidente dell’Assemblea. Entrambi gli eventi, a seconda di come andranno a finire, segneranno la strada per la politica dei prossimi cinque anni in Sicilia.
 
Ma, se la vittoria tra Bersani e Renzi riguarda il futuro di un solo partito, e di quale direzione potrà prendere in merito ad alleanze future, il secondo segnerà l’inizio di una legislatura alla quale parteciperanno sia i partiti di vecchia data che i nuovi che si stanno affacciando solo oggi al Parlamento e alla politica. Il Movimento 5 Stelle conta ben 15 deputati a Palazzo dei Normanni e faranno un po’ da ago della bilancia al momento delle votazioni, visto che il presidente della Regione può contare, almeno per ora, solo su 39 voti e ne servono 46. In questa fase saranno molto importanti le alleanze che andranno a crearsi fra i partiti di maggioranza e di oppozione per riuscire a portare al termine questa legislatura e per non farle fare la fine delle due precedenti, che si sono concluse anticipatamente, anche se per motivi diversi.
 
C’è chi, come Antonello Cracolici, che dubita della durata di questa legislatura, e che su twitter scrive frasi che fanno trasparire il suo scetticismo per la scelta di un governo a totale partecipazione tecnica e non politica. Senza dubbio Pd e Udc, i due partiti che sono stati accanto al Presidente Crocetta durante la campagna elettorale si aspettavano di certo qualche poltrona. Apprezzamento invece da parte del Cantiere popolare con Saverio Romano che ha gradito le nomine di Crocetta. Il futuro ex presidente dell’Ars Francesco Cascio (Pdl) si domanda polemicamente se il neo il neo assessore Zichichi sia a conoscenza e che cosa ne pensa della prevista abolizione della Tabella H (Tabella di bilancio che assegna contributi a enti e associazioni e dentro cui ricade il Centro Ettore Majorana, fonadto proprio da Zichichi). Il partito dei Siciliani (ex Mpa) assicurerà il suo sostegno ad iniziative che utilizzeranno la autonomia siciliana come strumento di crescita economica e sociale e conta di allearsi con il Nuovo Polo e Grande Sud per formare un unico partito sicilianista, che potrebbe avere una suo proprio gruppo all’Ars. Il Fli si mostra critico sul governo Crocetta anche se non prende posizione, ma resta in attesa di vedere gli atti concreti del Governo regionale (ma ricordiamo che il Fli è rimasto fuori dal Palazzo perchè non ha superato, alle elezioni regionali,la quota di sbarramento stabilita per legge).

Articolo pubblicato il 27 novembre 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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