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Sanità, sicurezza, sviluppo: 35 leggi approvate in tutto
di Raffaella Pessina



PALERMO - Terminato il primo anno della quindicesima legislatura è quasi d’obbligo un confronto con lo stesso periodo della legislatura passata, quando la composizione politica del Parlamento siciliano era piuttosto diversa.
In questa legislatura sono stati presentati 454 disegni di legge, 712 interrogazioni e 65 interpellanze; nella passata i disegni di legge per lo stesso periodo (circa 15 mesi di legislatura dal suo inizio) sono stati 647, ben 1261 interrogazioni e 49 interpellanze. Al 31 Luglio 2007 erano state approvate 15 leggi mentre al 31 Luglio 2009 ben 35. E veniamo al dettaglio di queste 35 leggi : 23 sono state approvate nel 2008, 9 nel 2009 e poi ci sono due leggi approvate ma non pubblicate (dl. N. 133 autorizzazioni all’esercizio di cava e n. 284 leggi sulle assegnazioni dei beni confiscati alla mafia) poiché della prima il Commissario dello Stato ha impugnato gli articoli 1 e 3 mentre la seconda è stata inviata al Presidente del Senato il 22 dicembre 2008 ed è ancora in via di definizione.

Infine un’altra legge è stata inviata alla Commissione Europea il 18 dicembre 2008 e riguarda i crediti di imposta per nuovi investimenti e per la crescita dimensionale delle imprese. 13 di queste leggi sono di iniziativa governativa, 16 provengono da proposte parlamentari.
Fra queste le più significative riguardano il riordino del sistema sanitario siciliano (L.R. n. 5 – 14 aprile 2009), gli aiuti alle imprese (L.R. n. 9 -21 lugli 2009), le misure di contrasto alla criminalità organizzata (L.R. n. 15 – 20 novembre 2008), la riorganizzazione dei dipartimenti regionali (L.R. n. 19 – 16 dicembre 2008) e le norme sullo sbarramento nelle elezioni provinciali e comunali (L.R. n. 22 – 16 dicembre 2008).
Un capitolo a parte merita il lavoro delle dieci Commissioni legislative permanenti: alcune di queste hanno lavorato così poco che il Presidente dell’Ars Francesco Cascio ne aveva deciso la cancellazione.
è il caso della Commissione Statuto poi ripristinata conun ordine del giorno con la promessa di lavorare di più. E così sono stati ripristinati anche i circa 3.000 euro al mese nella busta paga del Presidente di commissione, 800 per i due vicepresidenti, 400 euro per il deputato segretario. 

In altri casi è stata lamentata da parte dei componenti lo scarso valore che viene attribuito alle commissioni di merito che dovrebbero valutare i disegni di legge nelle parti di competenza e che transitano invece quasi sempre solo dalla Commissione Bilancio per la approvazione dell’impegno di spesa.

Articolo pubblicato il 13 agosto 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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