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Quotidiano di Sicilia

Bankitalia: crollano prestiti, mutui e qualità del credito
di Claudia Calì

Diminuiscono le erogazioni a favore di imprese edili e conti correnti a favore dei depositi in scadenza. Primo semestre 2012: flessione maggiore nelle province di Tp, Ag e Me

Tags: Economia, Banca D'italia, Prestito, Mutuo



PALERMO – La flessione registrata nel primo semestre 2012 non salva neanche il settore del credito: in Sicilia si chiedono sempre meno prestiti e mutui. Ma crolla anche il dato che misura la qualità del credito: la recessione ha, infatti, generato dei riflessi anche sul tasso di decadimento, ossia quel valore che misura il flusso di crediti in sofferenza che passa da un +2,6, registrato nel 2011, ad un +2,8 per cento nel 2012. Aumentano, dunque, le difficoltà per le banche nella fase di recupero delle risorse finanziarie erogate.
 
L’incremento dei crediti in sofferenza si è concentrato nel settore produttivo, anche se la rischiosità più elevata si è registrata fra le imprese di minori dimensioni, mentre per le famiglie il tasso di decadimento è rimasto pressoché invariato rispetto alla fine dell’anno precedente. A livello territoriale le maggiori sofferenze si sono registrate nelle province di Trapani, Agrigento e Messina. Nonostante le problematiche di rientro del credito e il processo di accesso e selezione delle richieste di erogazione rimanga abbastanza rigido, i tassi di interesse applicati alla clientela siciliana hanno mostrato alcuni segnali di attenuazione. Ma non è bastato a frenare il crollo delle richieste di prestiti e mutui. La contrazione della spesa delle famiglie, per consumi e per acquisto di immobili, e la scarsa attività d'investimento delle imprese sono le cause principali di una forte riduzione della domanda di credito nel corso del primo semestre del 2012.
 
''Nei dodici mesi terminanti a giugno - si legge nel rapporto sull'economia siciliana elaborato dalla sede di Palermo della Banca d'Italia - i prestiti, al netto delle sofferenze e dei pronti contro termine, sono diminuiti dell'1,2 per cento (erano cresciuti del 3 per cento nel 2011). Il credito alle famiglie, tenuto conto non solo dei prestiti bancari ma anche di quelli delle società finanziarie, si è ridotto dello 0,7 per cento a fronte di un aumento registrato nel 2011 (+2,7 per cento). La minore propensione all’acquisto di abitazioni da parte delle famiglie ha determinato, inevitabilmente, solo un debole incremento dell’1,2 per cento (a fronte di un 4,6 nel 2011) del volume dei prestiti che costituiscono poco più della metà dei finanziamenti totali. Crollano invece le richieste e le erogazioni di nuovi mutui che segnano un nuovo record negativo: -54,5 per cento nel primo semestre 2012, rispetto al 2011(stesso periodo), nonostante il TAEG (tasso annuale effettivo globale), ossia il costo complessivo di un mutuo, abbia mantenuto a giugno i livelli del 2011 (4,3 per cento).
 
Per effetto di una minore disponibilità del reddito delle famiglie anche il credito al consumo è diminuito del 3,2 per cento (-0,1% nel 2011). Meno consumi, meno ordini e produzione. Non potevano mancare incidenze sulla richiesta ed erogazione di prestiti nel settore produttivo. Per banche e società finanziarie si riducono del 2,5 per cento (erano aumentati dell’1,9 per cento a dicembre 2011) le erogazioni di prestiti, mutui e altre forme di finanziamento a scadenza. Si registra una diminuzione ancor più marcata per le erogazioni a favore delle imprese edili (-6,8 per cento) che si trovano ad affrontare anche un maggiore irrigidimento nell’offerta creditizia.

Articolo pubblicato il 28 novembre 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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