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Lombardo & Bossi uguali e contrari
di Carlo Alberto Tregua

Lega e Partito del Sud sulla scena

Tags: Umberto Bossi, Raffaele Lombardo



Umberto Bossi ha fatto di proclami e di iniziative eclatanti la sua bandiera. Tra questi, il giuramento di Pontida e la manifestazione annuale sul Po costituiscono la punta avanzata. Nel corso della stessa, il senatur urla i massimi obiettivi che il suo movimento intende raggiungere, sapendo che di essi potrà portarne a casa una parte minore.
Ma intanto gli amministratori locali della Lega, dal sindaco di Verona a quello di Varese, dimostrano ottime capacità nel gestire gli enti loro affidati ed acquisiscono sempre di più il consenso dei loro cittadini e di quelli degli enti viciniori. è possibile che questo accada anche perché si tratta di una classe dirigente nuova che non ha mai bazzicato democristiani, socialisti e comunisti.
C’è, dunque, la forte novità della Lega Nord ed è giusto che continui a mietere successi basati sul principio dell’autonomia dei territori, pur non avendo alcuno straccio di legge che preveda tale autonomia per la Lombardia, il Veneto ed altre regioni.

Bossi ha un tratto un po’ guascone, anche se ora mitigato dagli effetti della grave malattia che lo ha colpito. Ma nell’immaginario collettivo lo si ricorda col dito medio in evidenza, in una sfida perenne contro Roma ladrona e, in genere, contro la mala amministrazione della Cosa pubblica. Che poi questo atteggiamento comporti tirare il lenzuolo dal proprio lato è del tutto consequenziale.
Il capo del Carroccio ha tratti quasi da meridionale, un po’ sanguigno e teatrale, ma tutto questo nella comunicazione di massa non guasta, perché colpisce i ceti medi e bassi, che costituiscono la gran parte della base elettorale.
è invece compassato il suo braccio destro Roberto Maroni, ministro dell’Interno, il quale sta  operando bene. Ha risolto positivamente la questione degli sbarchi degli immigrati e ha affrontato con grande decisione la sessantennale (post Seconda guerra mondiale) battaglia alla criminalità organizzata nel Sud Italia. La quale, poi, è presente con le proprie finanze a Milano e, soprattutto, a Roma dove agisce mediante proprie cinghie di trasmissione nei confronti del ceto politico e burocratico.
 
Raffaele Lombardo è speculare a Bossi. Primo: perché governa l’estrema regione del Sud. Secondo: perché possiede un formidabile strumento costituzionale che è lo Statuto autonomista. Però la macchina burocratica della Regione è allo sfascio, mentre quella della Lombardia è pienamente efficiente. Il paragone fra le due Regioni dev’essere sempre tenuto presente. Come dev’essere tenuto presente il fatto che il reddito pro-capite dei siciliani è pari a circa la metà di quello dei lombardi. E altrettanto si può dire del Pil regionale su quello nazionale, fra i due territori.
Lombardo, per contro, ha tratti che coincidono con il suo cognome. è freddo, razionale, non abbraccia e bacia quasi nessuno (finalmente), tiene sotto controllo il tempo dei colloqui e, forse, ne concede poco a quelli clientelari. Intendiamoci, non possiamo dimenticare che è stato democristiano. Però ricordiamo che c’erano ottimi democristiani e pessimi democristiani. Di solito, quelli ottimi venivano accantonati.

Il vero problema del Presidente dei siciliani è la sua amministrazione. Può essere affrontato e cominciato a risolvere solo se alla base dell’azione vi sia un’organizzazione efficiente, nella quale l’informatizzazione e il merito siano gli elementi caratterizzanti.
Lombardo deve mettere in due mesi la Regione on line. Fino a quando continueranno a circolare le carte, la corruzione, conseguente anche alla lentezza dei comportamenti, sarà sovrana e con essa l’affossamento di progetti e iniziative. Per realizzare la Regione on line Lombardo deve scegliere i migliori manager regionali e accantonare tutti quelli che hanno poggiato la loro carriera sul clientelismo e sul collateralismo di un ceto politico incapace di fare fronte alle proprie responsabilità.
Gli assessori-tecnici (Armao, Chinnici, Russo e Venturi) sono un buon punto di partenza. Ma anche gli altri otto assessori di provenienza politica sono di buon livello. La questione è se sapranno stravolgere i vecchi metodi sul malfunzionamento della macchina burocratica, inserendo procedimenti virtuosi, cioè semplici, brevi e di facile attuazione.

Articolo pubblicato il 13 agosto 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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