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Quotidiano di Sicilia

In Sicilia micro evasione, ma diffusa
di Francesco Sanfilippo

I dati emersi durante il convegno di mercoledì, nella sede dell’Agenzia delle Entrate Sicilia, sulla fedeltà fiscale. Cambia l’approccio anti-evasori: redditometro, movimenti bancari, premi ai contribuenti virtuosi

Tags: Agenzia Delle Entrate, Evasione, Fisco



PALERMO - L’evasione fiscale, oggi, in Italia ammonta a 120 miliardi di euro stimati nel 2011 che è causato dal 10% dei contribuenti. Solo in Sicilia sono stati recuperati 410 milioni di euro, ma c’è stata una contrazione del volume d’affari in Sicilia per il 40% circa. Ciò significa che due aziende al giorno sono fallite nell’Isola nel 2011 e lo stesso trend si è confermato anche quest’anno. Del resto, la Guardia di Finanza, come ha dichiarato il generale della Regione Sicilia, Fabrizio Cuneo, ha recuperato patrimoni illecitamente costituiti per un valore di 67 milioni di euro nel 2012 fino al 30 ottobre rispetto ai 40 del 2011. In realtà, sono stati individuati ben 108 passaggi fiscali in media che sono richiesti ai contribuenti, e chi paga, finora, non è premiato, contrariamente ad altri Paesi europei ed extraeuropei.

Sono alcuni dei dati dichiarati nel convegno tenutosi mercoledì scorso nella sede regionale dell’Agenzia delle Entrate e intitolato “La fedeltà fiscale, uno strumento per la crescita della Sicilia”. L’evasione, oggi, distoglie risorse dai servizi che peggiorano e ciò si traduce in un degrado della società nel suo insieme, creando ingiustizie tra chi paga e chi, facendo il furbo, si gode la ricchezza non dichiarata. Tuttavia, a gennaio 2013, sarà introdotto il redditometro per individuare meglio la qualità e la quantità degli evasori. A questo strumento, si aggiungerà l’acquisizione di tutti i movimenti bancari del dichiarante, per scoprire eventuali anomalie di spesa tra gli stessi movimenti e la capacità di spesa e di consumo del dichiarante stesso.

Il provvedimento più importante, però, è il cambiamento di ottica che l’Agenzia sta mettendo in atto, premiando finalmente il cittadino virtuoso. Si promuove, così, il concetto di tax compliance per arginare l’evasione fiscale che è alla base dell’ingiustizia sociale. Rendendo certa l’applicazione delle norme e tempestiva la tutela dei diritti, non solo si puniscono i comportamenti devianti ma soprattutto si premiano quelli virtuosi.

Il docente di economia politica presso l’Università di Bologna, prof. Stefano Zamagni, ha spiegato 5 provvedimenti virtuosi. Questi consistono nell’uso del ricavato della lotta all’evasione fiscale per ridurre la pressione tributaria, nell’imposizione dell’Iva in modo selettivo, nella tassazione sulle transazioni speculative, nell’attivazione di premialità per il contribuente virtuoso e nella detrazione delle spese di servizi, come quelle del dentista, già pronta per essere introdotta a breve in Italia.

Il direttore nazionale dell’Agenzia delle Entrate, Attilio Befera ha dichiarato: “Parlare di fedeltà fiscale in Italia sembra quasi qualcosa di utopico. Io credo invece che non sia un’utopia, ma è quello che tutti insieme, Agenzia delle Entrate, Guardia di Finanza, commercialisti, stiamo facendo. L’evasione non è soltanto un problema economico, ma ha un risvolto enorme in termini di civiltà. Pagando le imposte, insomma, si compra civiltà”.

Il direttore regionale Agenzia delle Entrate Sicilia, Antonino Gentile, ha aggiunto: “In questo convegno, stiamo analizzando il recupero dell’evasione e, soprattutto, l’adempimento spontaneo dei contribuenti e le variabili che incidono su questo comportamento. Queste ultime sono diverse come la deterrenza, l’esemplificazione, il rapporto di fiducia tra cittadino e Istituzioni, i fattori economici e anche l’etica individuale. Saranno analizzate tutte le varie variabili per affrontare in modo non solo repressivo ma anche preventivo l’evasione”.

Articolo pubblicato il 30 novembre 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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