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Un ruolo centrale nel sistema Giustizia
di Annalisa Giunta

Forum con Salvatore Cardinale, Presidente della Corte d’Appello di Caltanissetta

Tags: Salvatore Cardinale



Qual è l’attuale situazione della Corte d’Appello di Caltanissetta?
“La Corte d’Appello di Caltanissetta rappresenta nel panorama generale una buona struttura sia dal punto di vista del funzionamento dei servizi sia in relazione agli obiettivi raggiunti. Per più anni, grazie alla copertura di tutti i posti in organico, sono stati raggiunti eccezionali traguardi di produttività che ci hanno collocato ai primi posti in un’ideale graduatoria delle più virtuose Corti d’Appello d’Italia, come ufficialmente riconosciutoci dall’allora Ministro della Giustizia.
E’ la più piccola, per estensione territoriale, delle quattro Corti d’Appello della Sicilia però ricopre un ruolo rilevante nel sistema giustizia poiché, in base ai criteri di competenza fissati dall’art.11 c.p.p., le sono devolute tutte le controversie penali che fanno riferimento ai magistrati, togati ed onorari, operanti nel Distretto della Corte di Appello di Palermo. In forza di ciò, l’A.G. nissena si è occupata e continua ad occuparsi di rilevanti inchieste giudiziarie, tra le quali quelle legate alle stragi di Capaci e di via D’Amelio.
Inoltre, per un’interpretazione estensiva della competenza dettata di recente dalla Corte di Cassazione, sono devolute alla Corte d’Appello tutte le controversie derivanti dalla irragionevole durata dei procedimenti civili, penali, amministrativi e contabili trattati nel Distretto palermitano”.

Come vi state organizzando per smaltire queste 4 mila cause della legge Pinto?
“Le controversie ex legge Pinto rappresentano in questo momento l’aspetto più critico dell’attività giurisdizionale della Corte d’Appello di Caltanissetta.
A seguito di una recente decisione delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione, sono state devolute alla competenza di questa Corte d’Appello tutte le liti aventi ad oggetto l’irragionevole durata delle controversie giudiziarie nate nel Distretto di Palermo. A seguito di ciò, si sono improvvisamente riversate sui pochi giudici della Corte d’Appello più di 4.000 controversie che hanno moltiplicato, al di là di ogni previsione, il contenzioso già esistente creando notevole difficoltà operative e gestionali.
Preso atto di tale nuova realtà, sono state adottate alcune iniziative di carattere organizzativo e di potenziamento provvisorio del numero di magistrati addetti al settore che, seguendo un programma di tappe forzate, consentirà alla fine del 2013 a riportare la pendenza del settore a livelli fisiologici.
Resta inteso che tale programma non pregiudicherà l’ordinario contenzioso civile che merita anch’esso la dovuta attenzione e la doverosa definizione in tempi ragionevoli”.

Quali potrebbero essere, a suo parere, possibili soluzioni in relazione a questa problematica?
“I problemi creati dall’attribuzione della competenza per le controversie ex legge Pinto secondo i criteri di cui all’art.11 c.p.p., ha creato serie difficoltà operative a tutte le Corte d’Appello più piccole, raggiunte da un numero abnorme di controversie provenienti da ambiti territoriali più vasti. Emblematico è il caso della Corte d’Appello di Perugia chiamata a conoscere le migliaia di controversie generate da tutti gli uffici giudiziari ordinari, amministrativi e contabili del Lazio. Si è costituito, pertanto, un coordinamento tra i Presidenti delle varie Corti interessate per affrontare congiuntamente il problema, per proporre soluzioni e per stimolare interventi normativi opportuni”.
 
Quali sono i punti di forza del vostro distretto di Corte d’Appello?
“I risultati più rilevanti raggiunti possono così riassumersi: aumento del numero delle controversie civili e penali definite; riduzione dei tempi di trattazione dei procedimenti penali e, per alcune aree di maggiore impatto sociale quali i settori del lavoro e della previdenza, delle persone e della famiglia e della giustizia minorile, anche dei procedimenti civili; inesistenza di casi di scarcerazione per decorrenza dei termini di custodia cautelare degli imputati detenuti; abbattimento dei casi di prescrizione dei reati; trattazione secondo criteri di priorità delle misure di prevenzione personali e patrimoniali”.

A che punto è l’informatizzazione dei vostri uffici?
“Sono in corso di elaborazione e attuazione iniziative dirette a potenziare l’uso dello strumento informatico da parte degli operatori amministrativi e dei magistrati e ad incrementare le ancora scarse dotazioni tecnologiche degli uffici. In tutto il Distretto ha trovato attuazione la notifica degli atti civili tramite PEC e ci accingiamo ad estendere tale sistema anche al settore penale. È stato creato un apposito programma informatizzato per la gestione degli esami di avvocato per l’anno 2012. Presto la Corte di Appello si doterà di un  suo sito internet contenente indicazioni molto utili per gli utenti. E’ in fase di studio l’attuazione di una banca dati, contenente le decisioni più importanti adottate, da rendere accessibile, entro i limiti normativi, a tutti gli Operatori del diritto”.
 
Cosa ci dice in merito alla chiusura del Tribunale di Nicosia?
“La Corte d’Appello e il Consiglio Giudiziario di Caltanissetta si erano espressi favorevolmente per l’accorpamento degli uffici del Giudice di Pace ritenendo che il mantenimento delle sedi periferiche rappresentasse un inutile spreco di risorse finanziari ed umane. Si erano espressi, invece, negativamente - ed inutilmente atteso l’esito negativo - in ordine alla proposta di soppressione del Tribunale di Nicosia ritenendo che sussistessero svariate e fondate ragioni per mantenerlo in vita”.

Quali sono state le principali motivazioni per cercare di tenerlo in vita?
“In merito erano state esplicitate le tante motivazioni, legate alla specificità del territorio, alla presenza di attive “famiglie” mafiose, alla vicinanza con realtà criminali delle province limitrofe, alle gravi carenze delle vie di comunicazione e, infine, ad esigenze economiche del territorio, che imponevano il mantenimento del Tribunale, volano di sviluppo dell’intera area e presidio di legalità in una vasta area periferica della Sicilia. Anche le popolazioni interessate si erano espresse favorevolmente per il mantenimento del presidio giudiziario evidenziando i gravi danni che la soppressione avrebbe arrecato e dichiarandosi disponibili ad affrontare i costi di gestione del suo funzionamento. Sono prevalsi altri parametri di giudizio per cui il Tribunale è stato inserito nella  lista degli uffici da sopprimere.
Rimane la magra consolazione che nella revisione della geografia giudiziaria è stato previsto che il territorio del comune di Niscemi, una volta sottrattoci, sia finalmente restituito alla Corte di Appello di Caltanissetta, la cui competenza territoriale è stata così ampliata”.
 


Curriculum Salvatore Cardinale
 
Salvatore Cardinale è nato ad Agrigento nel 1944. Magistrato dal 1971, successivamente ha esercitato dal 1973 al 1988 le funzioni di sostituto della Procura della Repubblica presso il Tribunale  di Agrigento; dal 1988 al 1993 le funzioni di sostituto Procuratore a Caltanissetta; dal 1993 al 2001 le funzioni di Presidente di Sezione presso il Tribunale di Agrigento;  dal 2001 al 2006 le funzioni di Procuratore della Repubblica ad Enna;  dal 2006 al 2011 le funzioni di Presidente di Sezione della Corte di Appello di Caltanissetta. Ha assunto le funzioni di Presidente della Corte di Appello nissena dal 2011, dopo un anno di reggenza quale presidente vicario.

Articolo pubblicato il 30 novembre 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Salvatore Cardinale, Presidente della Corte dÂ’Appello di Caltanissetta
Salvatore Cardinale, Presidente della Corte dÂ’Appello di Caltanissetta