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Quotidiano di Sicilia

Crocetta attacca su Termini Imerese: “Sono pronto a protestare in piazza”
di Rosario Battiato

Il presidente della Regione siciliana manda segnali precisi contro la grave crisi dello stabilimento ex Fiat. Malgrado la firma sull’estensione in deroga della cassa integrazione non si placano gli animi

Tags: Termini Imerese, Fiat, Rosario Crocetta



PALERMO – La firma sull'estensione in deroga della cassa integrazione non ha placato gli animi sulla questione di Termini Imerese. Nei giorni scorsi ne hanno parlato sia Rosario Crocetta che Gianfranco Micciché con una consapevolezza comune: non ci possono essere provvedimenti palliativi per l'ex stabilimento Fiat.

“Il Governo ci dica se intende prende una posizione su Termini Imerese. Noi non accettiamo di essere trattati come una colonia, come non accettiamo che uno stabilimento chiuda le porte da un momento all'altro senza prima aver fatto un piano industriale, cosa che non avviene in nessun altro paese”. Il neo governatore, intervistato durante la registrazione di “Telecamere” che andrà in onda domenica prossima su Raitre, manda segnali precisi a Roma. Un Crocetta da combattimento che si è detto pronto “a scendere in piazza a protestare e se possibile sono pronto anche a requisire lo stabilimento, perché ricordo che siamo una regione a statuto speciale”. Secondo il governatore il problema fondamentale, visto che “la Dr Motors aveva un buon progetto” è stata l'assenza di “un finanziamento che alla fine non è arrivato e non si capisce il perché”. Probabilmente il neo governatore dimentica che il progetto della casa automobilistica dell'imprenditore di Macchia d'Isernia non era stato adeguatamente sostenuto dalla banche e che si era rivelato infondato anche il successivo appoggio dei cinesi della Chery. Crocetta non deve cadere nel nostalgico tentativo di riprendere vecchie strategie statalista che si sono rilevate assolutamente fuori mercato e che hanno prodotto l'attuale situazione. Termini dovrà riaprire per stare autonomamente in piedi.

Più o meno sulla stessa lunghezza d'onda anche le parole di Gianfranco Micciché intervistato dalla stessa trasmissione. “Loro dicono che lo stabilimento è loro nonostante sia stato pagato dallo Stato e non vogliono dare le chiavi alla Dr Motors”. Non poteva mancare una strizzatina d'occhio a Crocetta anche in vista di future ed eventuali alleanze parlamentari all'Ars. “Crocetta oggi è il nostro generale e sappia che mi avrà accanto. Il presidente Crocetta dovrebbe requisire quello stabilimento, avrebbe tutta la Sicilia e la politica siciliana con lui”.

Articolo pubblicato il 01 dicembre 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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