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Joint venture con JSH per un ulteriore sviluppo
di Anna Greco

Forum con Maurizio Costanzo, direttore generale Framon

Tags: Maurizio Costanzo, Framons Hotels



Quanti e quali sono gli alberghi appartenenti al gruppo Framon Hotels?
“Complessivamente abbiamo il Royal Palace Hotel ed il Grand Hotel Liberty nella città di Messina, Les Sables Noirs a Vulcano nelle Isole Eolie, l’albergo di Ustica, che abbiamo completato di comprare un paio di mesi fa. Siamo, poi, proprietari del villaggio turistico di Falconara, Sikania Resort, che però non gestiamo direttamente; e siamo anche proprietari di una partecipazione di maggioranza relativa dell’ albergo Terraqua di Marina di Ragusa".

Ci sono progetti in itinere di acquisti e/o di costruzioni nuove?
“Si. Ad esempio abbiamo in prospettiva di sviluppo un villaggio di oltre trecento camere vicino Licata, in provincia di Agrigento. Un luogo davvero molto bello. Siamo al momento fermi in attesa si liberino risorse che agevolino quelle che sono le costruzioni".

Quante aziende dovete controllare sul territorio? Il numero è diminuito in concomitanza con la crisi vigente?
“Non abbiamo un rapporto di valutazione tra aziende in diminuzione o in aumento. Il nostro è un controllo su tutte quelle presenti".

Come si sta chiudendo il bilancio della Framon Hotels?
“Per quanto riguarda la parte industriale, del settore alberghiero, chiuderemo in pareggio. Come tutti gli operatori, anche noi ci lamentiamo fortissimamente di tutti quelli che sono diventati i costi di gestione che sfuggono da quella che è la nostra capacità di gestione. I rincari di Tarsu, Imu o dei costi dell’energia elettrica dovuti all’incremento del costo del petrolio o l’eventuale introduzione dell’imposta di soggiorno non agevolerà sicuramente il turismo. Tutto questo rende questi costi sostanzialmente ingestibili".

Il settore marittimo ha risentito della crisi? Il bilancio qui come si sta chiudendo?
“Per quanto riguarda il trasporto marittimo è in utile. Risente ed ha risentito della crisi ma continua ad andare bene ed a dare risultati positivi".

Ci sono altre attività di cui il gruppo Framon si occupa?
“Abbiamo la parte di sviluppo real estate ma, in questo momento, siamo in attesa che la crisi finisca. Fare sviluppo immobiliare senza soldi è impossibile".

Quali sono state le realizzazioni più importanti che il gruppo ha raggiunto in questo anno?
“Con Framon, dopo l’operazione di cessione del Timeo e prima ancora di Nh, eravamo in una fase in cui ci eravamo fermati per quanto riguarda lo sviluppo della gestione alberghiera; in parte perché eravamo alle prese con una riorganizzazione del gruppo. Con la recentissima Joint Venture con il Gruppo JSH, poiché nonostante tutto continuiamo a ritenere che il turismo sia una delle risorse se non la risorsa principale di sviluppo della Sicilia, abbiamo costituito la JSH Framon".

Quale l’obiettivo, per il nuovo anno, che si pone questa Joint Venture?
“L’obiettivo per il prossimo biennio è quello di acquisire importanti gestioni in Sicilia. Questa è una Joint Venture che si occuperà, da gennaio 2013, delle strutture prima menzionate e dei successivi sviluppi. Contando ad incrementarle e ad arrivare rapidamente a gestire sicuramente più di una decina di alberghi concentrati in Sicilia. Obiettivo che riteniamo del tutto raggiungibile visto da quanto partiamo noi e da quanto parte il gruppo JSH, che ha già in gestione due strutture in Sicilia. Quello verso cui puntiamo è non fare uno sviluppo meramente opportunistico ma prendere degli alberghi che siano validi per le loro potenzialità".
 
Ci sono servizi nuovi attivati per i vostri clienti?
“Nel mondo alberghiero, oramai, è stato attivato di tutto. Stiamo rinnovando l’Hotel Royal con un investimento di ammodernamento delle camere ed anche per Ustica e Vulcano è previsto un piano di ristrutturazione”.

Cosa si può fare per incentivare lo sviluppo in Sicilia?
“Credo bisogna investire ancora nel turismo ma farlo in maniera molto più avveduta di quanto non sia stato fatto fino ad oggi. Tutti questi soldi che sono piovuti tra contributi pubblici e statali hanno finito per essere dispersi in un nuvolo di iniziative inutili. La famosa cabina di regia a livello regionale se davvero funzionasse sarebbe una gran cosa. E’ necessario un piano regionale del turismo serio. E che siano coinvolti i gruppi imprenditori in prima persona. Speriamo, inoltre, vengano rifinanziati i POR o comunque i piani regionali”.

Ci sono altre soluzioni che potrebbero condurre ad un miglioramento?
“Un altro aspetto rilevante che chiediamo è che ci sia una nuova e più puntuale regolamentazione delle tempistiche legate alle realizzazioni di nuovi insediamenti o anche delle ristrutturazioni. Ricordo che uno dei problemi che non rende particolarmente appetibile l’investimento straniero in Sicilia è l’estrema incertezza dei tempi o degli ottenimenti di permessi”.
 

 
Curriculum Maurizio Costanzo
 
Maurizio Costanzo, 45 anni, si è laureato presso la facoltà di Economia e Commercio dell’Università di Catania. Dopo avere conseguito la laurea, ha seguito vari corsi di specializzazione in amministrazione, finanza e controllo di gestione. Ha ricoperto incarichi direttivi in società facenti parte del Gruppo Saffa di Milano. Dall’anno 1999 fa parte del gruppo Framon dove si è occupato dell’organizzazione, del comparto immobiliare e dove, dal gennaio 2004, ricopre la carica di direttore generale.

Articolo pubblicato il 11 dicembre 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Maurizio Costanzo, direttore generale Framon
Maurizio Costanzo, direttore generale Framon



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