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Quotidiano di Sicilia

Mercato Grandi eventi, Sicilia “Ottimo laboratorio di idee”
di Monica Basile

Il Quotidiano di Sicilia ha incontrato Matteo Deninno, Amministratore Unico di Input Group. Il fatturato totale prodotto dalle top 50 raggiunge 1,96 miliardi di dollari

Tags: Matteo Deninno, Input Group



In Sicilia abbiamo assistito alla rinascita di Trapani grazie ad un mix di causa-effetto dato da una nuova gestione del territorio, dagli investimenti arrivati grazie alla Louis Vuitton Cup e dallo sviluppo turistico generato dalla presenza della Low cost Ryanair.
I grandi eventi possono rappresentare la chiave di svolta del territorio se ben gestiti, di recente è stata pubblicata la classifica “ 50 top event companies” stilata annualmente dal magazine americano Special Events. Il ranking tiene conto sia del fatturato relativo all’organizzazione di eventi sia del numero di eventi prodotti annualmente, ed indaga i nuovi trend che le agenzie stanno registrando come rilevanti sul mercato. Il fatturato totale prodotto dalle “top 50” raggiunge la cifra di 1,96 miliardi di dollari, e siamo molto felici che ne facciano parte due italiane: Filmmaster Group eInput Group, rispettivamente al 16° e 17° posto, entrambe con fatturati di circa 35 milioni di dollari.

Il Qds ha incontrato l’Amministratore Unico di Input Group, Matteo Deninno, per capire l’evoluzione di questo importante mercato che vede sempre di più le aziende ridisegnare i propri budget di spesa senza però perdere di vista la qualità del servizio.
Può brevemente raccontarci come è cambiato il settore negli ultimi 10 anni?
“Fino al 2003 si era assistito ad una grandissima crescita e ad investimenti molto importanti su grandi eventi. Successivamente, con lo sgonfiarsi della new economy e con le grandi privatizzazioni, le aziende hanno ridefinito la spesa relativa al below the line, ambito nel quale rientrano attività di comunicazione diverse dall’advertising tradizionale, e legate invece al marketing relazionale, quali per esempi gli eventi. A questo è corrisposta una maggiore frammentazione dei budget in più eventi durante l’anno.
Il nostro Gruppo ha interpretato questa fase del mercato sfruttandola come leva competitiva, grazie ad un processo di acquisizioni mirate. Oggi nelle nostre tre sedi (due a Milano e una a Roma) operano 90 professionisti strutturati in base alle competenze che già caratterizzavano le singole agenzie. Un modello che garantisce una buona efficienza organizzativa".

Da concorrenti a partner, possiamo fare un bilancio dell’attuale struttura di Input Group?
“Noi siamo una società indipendente, a capitale esclusivamente italiano, e slegata dai grandi gruppi internazionali. Dopo 30 anni di attività, Input Group, fondato da Alberto Camerino, nel 2010 ha intrapreso questo cammino di aggregazioni, acquisendo prima Promoconvention, la società di Gilles Morange, poi Estra di Mauro Martelli e da ultimo, nel giugno 2012, DPR, la società fondata da Gianluca Prina, Vittorio Rossi e Piero Durat, e successivamente ampliatasi con Carolina Dotti e Valentina Saluzzi per l’apertura della divisione logistica”.

I numeri di questa nuova realtà societaria?
“Fatturiamo circa 30 milioni di euro ed organizziamo una media di 250 eventi l’anno con una media di 100 clienti serviti annualmente che, nelle diverse fasi di acquisizione, hanno riconosciuto il positivo effetto sinergico creato da realtà che per visione e caratteristiche erano già molto vicine e quindi in grado di realizzare una giusta distribuzione tra volume, quantità e qualità".

Come e perché la Sicilia non riesce ad entrare nei circuiti dei grandi eventi che le permetterebbero di destagionalizzare il turismo?
“La Sicilia è già oggi un ottimo laboratorio di idee e si presta bene per la realizzazione di eventi con un numero limitato di partecipanti. Ma quando si tratta di eventi di grosse dimensioni, vi è la necessità di infrastrutture adatte e di una rete di fornitori locali in grado di supportare ogni necessità. Lo dimostra la Spagna, dove il mercato degli eventi presenta numeri doppi rispetto ai nostri. Questo anche perché la Spagna ha potenziato in modo eccellente le proprie capacità di ricezione alberghiera e di ospitalità di eventi con oltre 2500 partecipanti, mettendo a disposizione per esempio grandi auditorium. Noi purtroppo dobbiamo spesso accontentarci di palazzetti dello sport".

Articolo pubblicato il 15 dicembre 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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