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Catania - Stancanelli respinge al mittente i dubbi sul nuovo Prg cittadino
di Melania Tanteri

Preoccupazioni per la possibile costruzione di una “cintura di cemento” fra il mare e il cuore della città. Definite “superficiali e incomprensibili” le considerazioni di Confcommercio

Tags: Catania, Raffaele Stancanelli, Prg



CATANIA - Un cintura di cemento con palazzi di 60 metri sul mare, pochi servizi per i quartieri e un dimensionamento anagrafico sovrastimato. Questi gli aspetti del Piano regolatore generale predisposto dall'amministrazione comunale che la Confcommercio etnea contesta, chiedendo al Consiglio di rispedire al sindaco e all'Ufficio Piano il corposo documento urbanistico, perché sia rivisto alla luce delle considerazioni che l'associazione dei commercianti ha esternato nel corso di una conferenza stampa.

“Questo Piano regolatore – ha evidenziato Francesco Sorbello, direttore di Confcommercio Catania - sembra rispecchiare i canoni degli anni Sessanta, quando si costruiva ovunque senza criterio. La nostra attenzione è caduta principalmente su due punti: il dimensionamento anagrafico e urbanistico e il waterfront. Nel Piano viene infatti formulata una prospettiva di crescita demografica di ben 39.500 unità che ci appare decisamente sovradimensionata e che soprattutto condiziona le facoltà edificatorie per eccesso".

Secondo i numeri forniti da Confcommercio, infatti, la popolazione dell’intera provincia è cresciuta nell’ultimo ventennio di soli 55 mila unità, per cui apparirebbe sproporzionata la prospettiva di crescita inserita nel documento, pur considerano le eventuali migrazioni dai comuni dell’hinterland. Inoltre, sempre per i commercianti, Catania presenterebbe una consistenza immobiliare – edifici privati residenziali – che nel passato è stata capace di ospitare ben 400 mila residenti (a tanto ammontava la popolazione nel 1971).
“La consistenza immobiliare esistente – ha proseguito Sorbello - da sola potrebbe ospitare anche l’incremento anagrafico previsto che, ribadiamo, non consideriamo comunque verosimile”.

Troppo cemento, dunque, per Confcommercio - solo nelle Aree Risorsa, sono previsti oltre 25 mila vani - in contrasto con il principio di recupero del patrimonio edilizio. Ma è sul fronte mare che l’associazione si scatena, parlando di “sacco della città”.
Nel tratto da piazza Europa al Faro Biscari, infatti, non solo è prevista una grande area risorsa in cui potranno essere realizzate costruzioni, ma alcune di queste, soprattutto nelle aree lungo la costa liberate dai binari delle Ferrovie dello Stato, è prevista la possibilità di costruire palazzi di 18 piani.

“Uno scempio – ha sottolineato Giovanni Saguto, della Ascom – cui ci opporremo in tutti i modi. Relativamente all’aerea risorsa compresa tra piazza Europa e il limite Nord del Porto, la previsione di edifici sul mare, torri fino a 18 elevazioni che significa circa 60 mt di altezza, appare piuttosto una cinta fortificata e un ammasso di cemento che deturpa il contesto ambientale del lungomare e anche l’ambito urbano limitrofo, piuttosto che riqualificarlo, e genera valore solo per coloro che vi costruiranno. Peraltro, appare ancora assolutamente incoerente che da un lato si prefiguri la demolizione degli archi della marina per ‘avvicinare’ la città al mare e dall’altro si recida definitivamente il rapporto di piazza Europa e piazza dei Martiri con il mare lasciandone il godimento a pochi eletti”.

Per fare chiarezza, sulla questione è arrivata nella giornata di ieri anche una nota dell’amministrazione a firma del sindaco Raffaele Stancanelli, che ha accusato i responsabili di Confcommercio di aver fatto considerazioni “superficiali e incomprensibili” su un documento già visionato da tempo dall’associazione.

“Siamo esterrefatti – ha detto il primo cittadino - per un atteggiamento scarsamente rispettoso di una scelta limpida e trasparente, perché avere improntato tutto il sistema secondo la perequazione urbanistica come strumento principe per colmare l’enorme deficit di oggi di verde, servizi e infrastrutture per la mobilità, distribuendo in maniera equa sia gli oneri che i benefici è una vera e propria rivoluzione di cui anche le future generazioni vedranno i benefici. Per ottenere questo risultato, basta intendere i fondamenti dell’urbanistica, deve prevedersi nuova edificazione che nel richiamato caso del waterfront consentiranno di ridare alla città un rapporto con il mare con la realizzazione di un parco di circa 14 ettari (più del doppio della superficie dalla Villa Bellini). E proprio la scelta della tipologia a torre consente un minor consumo di suolo e quindi una maggior acquisizione di spazi pubblico. Il Prg non rispecchia assolutamente i canoni anni Sessanta, che prevedevano in genere grandi espansioni, anzi ribalta l’approccio tradizionale valorizzando gli ultimi vuoti urbani, non con un operazione di riempimento ma progettandone la trasformazione della Città stessa”.

“Quanto alla crescita demografica sovradimensionata – ha aggiunto il sindaco - il Prg fa riferimento alle indicazioni dallo Schema di massima sugli abitanti da insediare, anzi li ridimensiona perché mira a contrastare il grande esodo dalla città che ha ridotto di oltre un quarto gli abitanti. Per questo il Piano propone di ribaltare la fuga verso i comuni limitrofi, con quegli elementi qualitativi attualmente assenti, soprattutto servizi e verde, sia per i nuovi insediamenti residenziali che per quelli esistenti. Questa nuova concezione potrà rendere la città di Catania nuovamente attrattiva rispetto ai comuni della conurbazione”.

Articolo pubblicato il 15 dicembre 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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