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Quotidiano di Sicilia

Pagare le tasse aiuta a far crescere le imprese
di Anna Claudia Dioguardi

Questo il titolo provocatorio del Convegno tenutosi a Chiaramonte Gulfi sul tema dell'evasione fiscale. Rappresentanti delle forze dell'ordine, delle istituzioni e delle banche si sono confrontati sul tema

Tags: Agenzia Delle Entrate, Evasione, Fisco



CHIARAMONTE GULFI (RG) – La splendida ex chiesa S. Teresa, oggi sala Leonardo Sciascia a Chiaramonte Gulfi è stata la sede, sabato scorso del convegno “Pagare le tasse aiuta a far crescere le imprese”, organizzato dal Comune di Chiaramonte Gulfi e patrocinato da una delle maggiori aziende con sede nel territorio: la Mondialgranit Spa. Un parterre d’eccellenza con rappresentanti delle forze dell’ordine locale, del mondo delle banche e, tra gli altri, anche del nostro Direttore.
 
Un titolo provocatorio in un panorama in cui, l’evasione fiscale rappresenta una vera e propria piaga della società. È alla luce di tale realtà che le imprese, insieme con gli Enti locali, come ha sottolineato il Sindaco Vito Fornaro, devono essere le prime a dare l’esempio. Anche il neo Prefetto di Ragusa, Annunziato Vardé, ha evidenziato il carattere stimolante e coraggioso del tema affrontato, alla luce della forte pressione fiscale che, ha sottolineato Vardé, è alla base della possibilità di una ripresa economica dello Stato.
 
“Se si dimostra equità e giustizia – ha concluso - si può promuovere una nuova coscienza che renda consapevoli che pagare le tasse è doveroso, ma soprattutto utile, perché serve a garantire a tutti i servizi essenziali”. “Una delle tante facce del problema della scarsa osservanza delle leggi”.
 
Ha così definito la questione evasione l’Avvocato Generale presso la Procura della Repubblica di Palermo, Ignazio De Francisci, che, ha voluto porre l’accento sui valori dello Stato spesso schiacciati dagli interessi privati, degli amministratori in primis, che hanno leso la fiducia dei cittadini nelle istituzioni, con ripercussioni anche sulla contribuzione fiscale. A sottolineare il pericolo della scontentezza popolare, strettamente legata alla contribuzione fiscale, è stato anche il Questore di Ragusa, Giuseppe Gammino. “Il problema della piazza”, lo ha definito, che si va sempre più acuendo anche in una provincia considerata da sempre meno problematica come quella di Ragusa.

Tra gli intervenuti al convegno anche il nostro Direttore, il quale ha affrontato un'altra sfaccettatura della questione, ossia la cattiva gestione delle somme incassate dallo Stato. Partendo da una rassegna sintetica dei costi della politica siciliana, il Direttore ha posto l’accento sull’irresponsabilità generalizzata diffusa nella pubblica Amministrazione, fenomeno strettamente legato alla corruzione. Una Pubblica amministrazione in cui vige più la cultura del favore che quella del servizio. “Non possiamo tollerare – ha sottolineato - che i sacrifici che stiamo facendo vengano spesi in maniera così dissennata”.
 
Una situazione generalizzata in tutto il Paese ma ancor più grave in Sicilia, dove il tasso infrastrutturale è inferiore del 35% rispetto alla media. “Senza le infrastrutture – ha ricordato Tregua -non funziona la logistica e senza questo le imprese non possono svilupparsi”.

Conclusione provocatoria quella del direttore, secondo cui, la crisi può rivelarsi utile, funzionando da slancio per rivedere il funzionamento della società e, come un corpo che si ammala e guarisce, uscirne più forti.
Tra i relatori anche il comandante regionale della Guardia di Finanza, Fabrizio Cuneo, cui è stata affidata la conclusione del convegno.

Stanziata nel territorio ibleo dal 1991, la Mondialgranit Spa rappresenta oggi un’industria di successo presente sul mercato internazionale che si occupa di produzione e commercializzazione di marmi, pietre e graniti. Il Suo fondatore, Giovanni Leonardo Damigella nel suo intervento in apertura del convegno ha sottolineato da un lato il ritorno, in termini di progressione e sviluppo, che il pagamento delle tasse comporta per le imprese; dall’altro i dannosi lacci della burocrazia di cui oggi le imprese sono vittime. “Sono orgoglioso di essere uno dei tanti contribuenti che mantiene i servizi statali – ha esordito – ma la realtà è ben diversa. Quello che posso chiedere – ha continuato – è che il rapporto tra imprese e istituzioni sia leale e corretto. Alle istituzioni chiediamo collaborazione e impegno leale affinché le imprese possano lavorare serenamente”. Ricordando l’importanza dell’apparato produttivo italiano, alla luce dell’esempio dei suoi dipendenti, sempre pronti di fronte alle nuove sfide per l’azienda, Damigella ha infine concluso ricordando: “Le imprese sono un bene collettivo senza il quale non ci sarà né impresa né lo stato”.

Articolo pubblicato il 18 dicembre 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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